Chi è Satoshi Nakamoto (e quanti soldi ha guadagnato finora)?

Flavia Provenzani

09/04/2026

L’enigma Satoshi Nakamoto, tra la caduta di Wright e i sospetti su Adam Back. Ecco quanto ha guagnato finora e le ultime rivelazioni del 2026 sull’identità del creatore di Bitcoin.

Chi è Satoshi Nakamoto (e quanti soldi ha guadagnato finora)?

Chi è Satoshi Nakamoto? A diciassette anni dalla pubblicazione del white paper che ha dato i natali al Bitcoin, la domanda non è più soltanto un vezzo per appassionati di crittografia, ma un interrogativo che pesa sulla stabilità di un asset class da oltre 1.000 miliardi di dollari.

Dopo anni di rivendicazioni fallaci e battaglie legali, l’aprile del 2026 segna un nuovo spartiacque: un’inchiesta del New York Times ha riportato i riflettori su Adam Back, il crittografo britannico il cui lavoro su Hashcash è citato direttamente nelle fondamenta del protocollo Bitcoin.

Chi è (davvero) Satoshi Nakamoto?

Per comprendere le ultime rivelazioni, occorre guardare ai fatti del marzo 2024. L’Alta Corte del Regno Unito, al termine di un processo intentato dalla Crypto Open Patent Alliance (COPA), ha emesso una sentenza definitiva in cui indica che l’informatico australiano Craig Wright non è Satoshi Nakamoto. Il giudice James Mellor ha definito le prove presentate da Wright «schiaccianti» nel senso opposto ed evidenziato una sistematica falsificazione di documenti. La caduta di Wright, condannato per oltraggio alla corte nel dicembre 2024, ha ripulito il campo dalle interferenze mediatiche, lasciando spazio a un’indagine tecnica più profonda.

Satoshi è Adam Back? L’inchiesta del NYT

La nuova ondata di speculazioni nasce dal lavoro di John Carreyrou, il giornalista investigativo già noto per aver smascherato il caso Theranos. Attraverso un’analisi durata oltre un anno, Carreyrou ha impiegato algoritmi avanzati di stilometria per setacciare oltre 34.000 messaggi delle mailing list dei Cypherpunks degli anni ’90.

I risultati indicano una convergenza quasi perfetta tra lo stile di scrittura di Satoshi e quello di Adam Back, dall’uso dei doppi spazi dopo il punto a specifiche idiosincrasie linguistiche britanniche, fino alla profonda padronanza del C++, linguaggio originale del codice di Bitcoin. Nonostante le smentite di Back - che su X (ex Twitter) ha ribadito l’8 aprile 2026: «Non sono io, l’anonimato è un bene per il protocollo» - la comunità finanziaria osserva con inedito interesse.

Quanti soldi ha oggi il creatore del Bitcoin?

Il tema dell’identità non è solo identitario, ma macroeconomico. Si stima che Satoshi Nakamoto controlli circa 1,1 milioni di BTC, distribuiti in una serie di «wallet dormienti». Ai prezzi attuali (circa 71.000 dollari per BTC), si tratta di un tesoretto di circa 78 miliardi di dollari ma, all’epoca dei massimo, è arrivarto a valere anche oltre 135 miliardi.

Se tale patrimonio venisse improvvisamente movimentato, l’impatto sulla liquidità dei mercati crypto sarebbe a dir poco sismico.

Tuttavia, come evidenziato dagli analisti di Bitcoin Standard Treasury Company (BSTR), l’identità di Satoshi come «bene pubblico matematico» è diventata una narrazione funzionale all’adozione istituzionale. Una figura umana, soggetta a pressioni politiche o debolezze personali, potrebbe paradossalmente indebolire la percezione del Bitcoin come «oro digitale» neutrale.

L’identità di Satoshi Nakamoto è ancora un mistero

Mentre Back si scherma dietro la coincidenza statistica e il bias di conferma, la caccia all’uomo prosegue. Tra i candidati «storici» restano i profili del compianto Hal Finney e di Nick Szabo, ma l’indagine del NYT ha spostato l’asse verso una verità più tecnica. Se Satoshi non è una persona sola, Adam Back ne è certamente stato l’architetto concettuale, volontario o meno.

Sebbene il creatore possa restare un’ombra, il suo lascito è ormai troppo grande per essere contenuto da un singolo nome. Per i mercati, la risposta più rassicurante resta quella del protocollo: vires in numeris, la forza nei numeri. Anche quando i nomi mancano.

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