Nomina ufficiale per il manager torinese, volto noto del lusso internazionale: affiancherà Alfonso Dolce in una fase di profonda trasformazione, dopo l’addio alla Presidenza di Stefano Gabbana.
Le voci che circolavano da settimane hanno trovato conferma ufficiale: Dolce & Gabbana ha nominato co-ceo l’ex Gucci Stefano Cantino, chiamato ora a lavorare al fianco di Alfonso Dolce, presidente e amministratore delegato del gruppo. La mossa giunge all’indomani di un’altra scossa al vertice: Stefano Gabbana ha ufficialmente abbandonato la presidenza, scegliendo di concentrarsi sulla direzione creativa accanto a Domenico Dolce e conservando la sua quota del 40% del capitale.
Un riassetto tutt’altro che indolore, che si sovrappone a una situazione finanziaria complessa che vede la maison chiudere l’esercizio 2024-2025 con ricavi a 1,9 miliardi di euro, ma con soli 30 milioni di margine operativo lordo e una perdita netta di 143 milioni. Sul tavolo rimane aperta la rinegoziazione di circa 450 milioni di euro di debito bancario.
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Chi è Stefano Cantino: da Prada a Gucci, una carriera ai vertici del lusso
Cantino ha 58 anni ed è laureato in Scienze Politiche all’Università di Torino. La sua carriera ha attraversato le maison più influenti del lusso mondiale, sempre con un profilo trasversale. L’esperienza più lunga e formativa è quella in Prada, dove ha trascorso oltre vent’anni ricoprendo ruoli di crescente responsabilità nelle aree marketing e commerciale, fino a diventare Communication & Marketing Director, contribuendo in prima linea all’espansione globale e alla quotazione in borsa del gruppo.
Nel 2018 il passaggio in LVMH: è entrato in Louis Vuitton come Senior Vice President Comunicazione & Eventi, seguendo da vicino la trasformazione del brand. Poi, nell’aprile 2024, è approdato in Gucci come Deputy CEO, riportando direttamente a Jean-François Palus e condividendo con lui le responsabilità nella definizione e nell’implementazione della strategia del marchio. Pochi mesi dopo, a ottobre 2024, Kering lo ha promosso amministratore delegato di Gucci, ruolo che ha mantenuto per circa nove mesi prima di accettare la sfida di Dolce & Gabbana.
Quanto guadagnerà Cantino come co-ceo di Dolce & Gabbana
Trattandosi di una società non quotata, i dettagli contrattuali restano riservati. Tuttavia i riferimenti del settore permettono di fare alcune stime: il precedente ceo di Gucci, Marco Bizzarri, percepiva un compenso annuo di 8 milioni di euro, cifra che aveva contribuito a costruire un patrimonio personale stimato attorno ai 60 milioni.
Per Cantino, con un profilo comparabile e un mandato strategicamente cruciale, le stime di mercato suggeriscono un pacchetto retributivo nell’ordine di diversi milioni annui, verosimilmente con una componente variabile legata agli obiettivi di turnaround: una struttura tipica per chi è chiamato a guidare un rilancio e non una gestione ordinaria.
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Cosa aspettarsi dal riassetto: tra debito e possibile quotazione
La sfida che Cantino ha accolto è impegnativa: la maison deve rilanciare la redditività partendo da basi solide sul fronte dei ricavi, ma con margini ancora sotto pressione. Il beauty rappresenta il principale motore di crescita (i ricavi del segmento hanno già raggiunto 610 milioni di euro) e la strategia di lungo periodo punta a trasformare il gruppo da brand della moda in una vera azienda di lifestyle, capace di presidiare categorie come profumi, cosmetica, gioielli e arredamento.
Alfonso Dolce ha commentato la nomina con ottimismo: “Sono felice di avere Stefano Cantino al mio fianco, in questa nuova fase di crescita e sviluppo della Dolce & Gabbana”. E Cantino ha risposto con altrettanto entusiasmo: “È per me un onore entrare a far parte della Dolce & Gabbana, che rappresenta in maniera straordinaria l’eccellenza italiana nel mondo”.
Sul fronte della governance, alcune stime valutano il gruppo fino a 7 miliardi di euro, pari a circa 3,5 volte il fatturato attuale: un dato che alimenta le speculazioni su una possibile apertura del capitale o quotazione in Borsa, scenario che il debito da rinegoziare e l’uscita di Gabbana rendono sempre meno inverosimile. Nel frattempo, la quota del 40% dell’ex presidente è destinata a restare al centro delle trattative nei prossimi mesi, con potenziali ricadute sull’assetto proprietario dell’intera maison.
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