Chi è e quanto guadagna Damien Comolli, il CEO della Juventus?

Emanuele Di Baldo

26 Maggio 2026 - 16:42

Nemmeno un anno di mandato e l’attuale AD della Juventus è già sulla graticola, complice una stagione fallimentare per i bianconeri. Ma quanto guadagna come CEO?

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Annunciato a giugno 2025 come nuovo deus ex machina della Juventus, il dirigente francese Damien Comolli è oggi uno dei volti del fallimento dei bianconeri nella stagione 2025/2026. Appena sesta in campionato e fuori da tutto a inizio primavera, la Vecchia Signora l’anno prossimo dovrà giocare l’Europa League, con un importante gettito finanziario negativo che non fa dormire sonni tranquilli né in società né tantomeno sugli spalti. E uno dei principali accusati di questo trend grigio - che va avanti da qualche anno, in realtà - è proprio l’attuale CEO, scelto in prima persona da John Elkann nemmeno un anno fa.

E tra un mercato a dir poco fallimentare, nonostante le buone premesse, una gestione discutibile della guida tecnica e un’altrettanto impacciata scelta del management, arrivata parziale e colpevolmente in ritardo, il matrimonio tra Comolli e l’ambiente bianconero non è mai decollato davvero. E pensare che uno degli aspetti che rende più intrigante - per alcuni grottesca - la nomina del francese ai piani alti della squadra più tifata d’Italia è la strategia del Moneyball, la teoria dei dati applicata allo scouting e alla gestione di un club come fosse un’azienda, assecondando di fatto qualsiasi direzione ai numeri.

Insomma, se il vero Comolli è quello che abbiamo conosciuto in questa stagione, non sorprende il fatto che si stia già parlando di un suo allontanamento (o ridimensionamento). A maggior ragione considerando che il rapporto con il neo allenatore bianconero, Luciano Spalletti, è ai minimi termini. Ma quanto guadagna ad oggi una figura del genere alla Juventus? Qual è il suo impatto, volente o nolente, sulle finanze della società? Scopriamo di più su “mister Moneyball”, che ha girato l’Europa prima di approdare in Italia.

Chi è Damien Comolli e cos’è il Moneyball?

Nato a Béziers il 24 novembre 1971, Damien Jacques Comolli ha costruito la sua carriera nel calcio partendo dalla gavetta propriamente detta: prima come allenatore in erba, poi come responsabile dell’Academy del Monaco nei primissimi anni Novanta. La svolta arriva con l’Arsenal, che lo recluta come scout aprendo le porte a una carriera dirigenziale di respiro europeo. Da lì in poi è una scalata: direttore sportivo al Saint-Étienne, poi al Tottenham Hotspur, quindi al Liverpool - dove stringe un legame con la cultura analitica anglosassone che segnerà il resto della sua carriera - e infine al Fenerbahçe. Il capitolo più recente, prima di Torino, è quello del Tolosa: presidente dal 2020 al 2025, con la promozione in Ligue 1 e la Coppa di Francia in bacheca come lascito tangibile del suo metodo.

Ed è proprio il metodo il centro di gravità dell’intera parabola di Comolli. La sua filosofia è quella del cosiddetto Moneyball: un approccio mutuato dal baseball americano - reso celebre dal libro di Michael Lewis e dal film con Brad Pitt - che applica l’analisi statistica avanzata alla costruzione di una rosa, bypassando l’intuito del talent scout tradizionale in favore di metriche oggettive. L’idea di fondo è semplice quanto rivoluzionaria: trovare giocatori sottovalutati dal mercato ma ad alto potenziale, ottimizzare il rapporto qualità-prezzo degli acquisti e ridurre al minimo gli errori di valutazione. La Juventus lo ha ingaggiato esattamente per questo: portare ordine razionale in un club che negli ultimi anni aveva accumulato sprechi, acquisti fallimentari e discontinuità dirigenziale. Una missione finora agli albori (e non è detto che vedrà una prosecuzione).

Quanto guadagna Damien Comolli: lo stipendio come AD della Juventus

Arrivato il 1° giugno 2025 come General Manager, con la supervisione del settore football e dei dipartimenti marketing e commerciale, Comolli ha scalato rapidamente i vertici del club: l’11 novembre 2025 è subentrato a Maurizio Scanavino come Amministratore Delegato, assumendo di fatto le redini operative dell’intera società. Una promozione fulminea, che porta con sé responsabilità enormi - e una retribuzione di conseguenza.

Secondo il bilancio ufficiale della Juventus relativo all’esercizio chiuso al 30 giugno 2025, Comolli ha già incassato 1,044 milioni di euro lordi nella sua fase da General Manager, cifra che include un signing bonus una tantum da 950.000 euro lordi deliberato dal CdA per “attrarre e trattenere un soggetto altamente qualificato”.

Con la successiva promozione ad AD, la sua retribuzione complessiva sarà presumibilmente destinata a crescere ulteriormente. Va ricordato che la Juventus è una società quotata in Borsa: il compenso dei vertici esecutivi è soggetto a obblighi di trasparenza e disclosure pubblica, e ogni variazione nella governance incide direttamente sulla fiducia degli investitori e sul titolo azionario. In questo contesto, quindi, la posizione di un AD non è mai soltanto una questione sportiva: è, a tutti gli effetti, anche una variabile finanziaria e reputazionale di primissimo piano.