Chi deve fare il 730?

Chi deve fare il 730? Ecco una guida alla dichiarazione dei redditi 2019.

Chi deve fare il 730?

Chi deve fare il 730? Quali sono, invece, i soggetti esonerati?

In merito alla dichiarazione dei redditi 2019, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito quali soggetti sono tenuti a presentare il modello 730 e quali, invece, il modello Unico persone fisiche.

Facciamo il punto della situazione su regole, soggetti obbligati ed esonerati dal modello 730, nonché sui redditi cui si riferisce.

Dichiarazione dei redditi 2019: chi può utilizzare il 730?

Per la dichiarazione dei redditi è possibile avvalersi di due modelli differenti: il 730 e il modello Unico Persone fisiche, destinati a soggetti differenti.

Il modello 730 può essere utilizzato da:

  • pensionati o lavoratori dipendenti;
  • soggetti che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente, come il trattamento di integrazione salariale e l’indennità di mobilità;
  • soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca;
  • sacerdoti della Chiesa cattolica;
  • giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive regionali e comunali;
  • soggetti impegnati in lavori socialmente utili.

I lavoratori con contratto a tempo determinato inferiore a un anno, possono presentare il 730:

  • al sostituto d’imposta, se il rapporto di lavoro è in essere almeno nel periodo di consegna del modello per la liquidazione delle imposte;
  • al Caf per lavoratori dipendenti o ad un professionista abilitato, se il rapporto di lavoro è in essere almeno nel periodo di consegna del modello per la liquidazione delle imposte e si è a conoscenza dei dati del sostituto che dovrà effettuare il conguaglio.

Modello 730, per quali redditi?

  • Ora che abbiamo visto i soggetti che possono utilizzare il 730, vediamo quali tipologie di reddito vanno dichiarate nel modello:
  • redditi di lavoro dipendente;
  • redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente;
  • redditi dei terreni e dei fabbricati;
  • redditi di capitale;
  • redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA;
  • alcuni dei redditi diversi;
  • alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata.

Modello 730: la dichiarazione congiunta dei coniugi

Il modello 730 può essere presentato in forma congiunta dai coniugi o dalle persone civilmente unite quando almeno uno dei due ha i requisiti di cui sopra. Nella dichiarazione congiunta va indicato come dichiarante il coniuge che ha come sostituto d’imposta il soggetto al quale viene presentata la dichiarazione.

Se entrambi i coniugi possono avvalersi dell’assistenza fiscale, il 730 può essere presentato in forma congiunta al Caf, al sostituto d’imposta di uno dei due oppure ad un professionista abilitato.

I coniugi non possono ricorrere alla dichiarazione congiunta quando la dichiarazione viene presentata per conto di incapaci e minori. Stessa cosa vale anche in caso di decesso di uno dei due avvenuto prima della presentazione del 730.

Modello 730: i soggetti esonerati

L’Agenzia delle Entrate detta l’elenco delle persone esonerate dalla presentazione del 730. Precisamente, sono esonerati i soggetti che hanno posseduto:

  • redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione;
  • redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA;
  • redditi “diversi” non compresi tra quelli indicati nel quadro D, rigo D4 (come i proventi derivanti dalla cessione totale o parziale di aziende, proventi derivanti dall’affitto o concessione in usufrutto di aziende).

A questi si aggiungono anche coloro che:

  • devono presentare una delle seguenti dichiarazioni: Iva, Irap, sostituti d’imposta modelli 770 ordinario e semplificato;
  • non sono residenti in Italia nell’anno in corso e/o precedente;
  • presentano la dichiarazione per conto dei contribuenti deceduti;
  • nell’anno di imposta percepiscono redditi di lavoro dipendente erogati esclusivamente da datori di lavoro non obbligati ad effettuare le ritenute d’acconto;
  • nell’anno di imposta hanno realizzato plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate.

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