Cos’è e cosa fa il sostituto d’imposta?

Il sostituto d’imposta è un soggetto pubblico o privato che sostituisce il contribuente nell’assolvimento degli obblighi fiscali. Trattiene le imposte e le versa allo Stato o ad un’altra amministrazione pubblica.

Cos'è e cosa fa il sostituto d'imposta?

Nel nostro ordinamento, il sostituto d’imposta si occupa di versare le imposte che il contribuente deve nei confronti dello Stato o di altre amministrazioni pubbliche. Egli è tenuto a versare le imposte dei contribuenti, ad esercitare la rivalsa e ad altri adempimenti stabiliti dalla legge n. 600 del 1973.

Il sostituto d’imposta può essere un soggetto pubblico o privato e risponde alle seguenti esigenze:

  • semplifica i rapporti con il fisco;
  • rafforza la garanzia patrimoniale;
  • assicura la riscossione dei tributi.

Per svolgere le sue funzioni, il sostituto d’imposta si avvale della Certificazione Unica o del Modello 770.

Sostituto d’imposta: chi è e cosa fa

Il sostituto d’imposta è un soggetto autorizzato dalla legge a sostituirsi al singolo contribuente nell’assolvimento degli obblighi fiscali imposti dallo Stato. Per fare degli esempi pratici, è sostituto d’imposta l’imprenditore nei confronti dei propri dipendenti oppure il lavoratore autonomo. Invece, non possono essere sostituti d’imposta le persone fisiche che non svolgono attività economicamente rilevanti perché ciò sarebbe in contrasto con il principio della soggettività del rapporto tributario.

La sostituzione può avvenire in due modalità:

  • a titolo d’imposta;
  • a titolo d’acconto.

Nel primo caso, il sostituto d’imposta deve pagare l’imposta nella sua interezza, estinguendo così il debito che il contribuente ha nei confronti dello Stato, liberandolo da ogni adempimento fiscale.

Invece, quando la sostituzione avviene a titolo d’acconto l’obbligo del contribuente non si estingue ed egli resta il soggetto passivo dell’imposta. In pratica qui il sostituto opera solamente un’anticipazione e dichiara la fattispecie oggetto di ritenuta. Caso tipico è quello del datore di lavoro che procede alle trattenute IRPEF sullo stipendio dei dipendenti. In tal caso il lavoratore resta obbligato al pagamento dell’IRPEF per i redditi diversi da quelli derivanti da lavoro dipendente.

Come lavora il sostituto d’imposta?

Per adempiere agli obblighi cui è tenuto, il sostituto d’imposta si avvale di due modelli: il Modello 770 e la Certificazione Unica.

Il Modello 770 è una dichiarazione annuale dove vanno indicate le trattenute sugli emolumenti dei soggetti sostituti. A questi soggetti il sostituto d’imposta rilascia una dichiarazione dove comunica le ritenute effettuate, cosicché il sostituto potrà utilizzarla per eventuali conguagli nella personale dichiarazione dei redditi.

La Certificazione Unica, invece, è il documento fiscale che i sostituti devono produrre per certificare i redditi di lavoro autonomo, dipendente o altri redditi assimilabili. Con essa il sostituto assicura al dipendente di aver versato tutte le tasse dovute allo Stato o alla Pubblica Amministrazione.

Sostituto d’imposta e soggetto passivo

Il sostituto d’imposta non va confuso con il c.d. “soggetto passivo”. Dunque, il soggetto passivo può essere un’impresa, un lavoratore autonomo, un libero professionista con partita IVA, che effettua operazioni imponibili e, quindi, soggette al pagamento delle imposte.

Al contrario, il sostituto d’imposta è colui che versa alle autorità finanziarie le imposte dovute (in toto o in parte) a nome di un soggetto passivo. In altre parole, egli si sostituisce al contribuente.

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