Chi beneficia della legge 104 può guidare?

Claudio Garau

17 Gennaio 2023 - 13:27

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La legge 104 tutela i disabili e i loro familiari che se ne prendono cura, e prevede un ampio insieme di agevolazioni e prestazioni. Può un beneficiario mettersi alla guida di un’auto?

Chi beneficia della legge 104 può guidare?

Su queste pagine moltissime volte ci siamo occupati della legge 104, ovvero il testo quadro che contiene agevolazioni per i disabili e i loro familiari. L’insieme dei benefici è ampio e tocca pensioni, lavoro, tasse e prestazioni a carico dello Stato. Pensiamo ad es. alla pensione anticipata per chi assiste, in qualità di caregiver, la persona non autosufficiente che beneficia proprio della 104.

Ebbene, considerata la portata di questa normativa così importante per garantire i diritti delle persone con uno stato di handicap acclarato, è piuttosto ovvio porsi varie questioni pratiche, riguardanti i rapporti tra la legge 104 e le situazioni della vita quotidiana più comuni. In particolare, di seguito e nel corso di questo articolo vogliamo fare chiarezza e dare una risposta alla seguente domanda: chi beneficia della legge 104 può guidare? La risposta chiaramente c’è, ma non è poi così scontata. Può dunque un disabile mettersi alla guida di un’automobile? Scopriamolo insieme.

Legge 104: di che si tratta in sintesi

Prima di affrontare la questione che ci siamo posti, è opportuno ricordare, in breve, che cos’è la legge 104. Se infatti spesso se ne sente parlare, forse non a tutti è chiara la finalità di questo provvedimento così articolato. Ebbene, spiegarlo è semplice: tutti coloro che sono portatori di un handicap grave, o che assistono un familiare che si trova in queste condizioni, sanno o dovrebbero sapere che esistono varie agevolazioni che mirano a garantire l’assistenza, la cura e l’integrazione sociale delle persone disabili. Ecco perché ha sicuramente senso chiedersi se davvero una persona con legge 104 possa guidare.

La legge quadro 104 in campo di disabilità è stata così varata per favorire non solo l’assistenza di chi è portatore di handicap, ma anche il suo inserimento sociale, familiare e lavorativo. Il presupposto è infatti che l’autonomia e l’integrazione sociale sono conseguibili, esclusivamente garantendo alla persona in stato di handicap e alla sua famiglia un opportuno sostegno. Detto supporto può essere inteso come insieme di servizi di aiuto personale o familiare, ma può anche concretizzarsi in forme di aiuto psicologico o tecnico.

Come accennato, nella legge 104 non mancano poi i benefici e le agevolazioni come i permessi retribuiti per chi lavora o il congedo straordinario. Sinteticamente ricordiamo che nell’indicare chi sono gli effettivi beneficiari delle agevolazioni, le regole vigenti distinguono gli invalidi dai disabili, assegnando benefici tra loro distinti. Non solo: altri incentivi sono anche previsti a favore dei non autosufficienti.

In linea generale, il percorso per conseguire il riconoscimento della disabilità, fattore essenziale per avvalersi dei benefici della legge in oggetto, è unitario e riguarda sia la Asl - poiché il riconoscimento dello stato di invalidità, handicap o non autosufficienza è compiuto da commissioni mediche di esperti - sia l’Inps - che di fatto assegna i benefici di cui alla legge 104. Proprio il ruolo delle commissioni di medici ha rilievo rispetto alla questione circa la possibilità di guidare per chi ha la 104, come tra poco vedremo.

Quattro importanti agevolazioni per il disabile in ambito trasporti

Abbiamo detto che le agevolazioni che la legge 104 prevede sono di varia natura e attengono sostanzialmente a benefici nel settore del lavoro (permessi e congedo), ma anche all’acquisto di alcuni beni che possono essere utili nella vita quotidiana. Proprio in riferimento alla domanda iniziale, è opportuno ricordare che la legge 104 indica numerose agevolazioni fiscali ed economiche per acquistare i beni che possono servire al portatore di handicap.

Per quanto qui interessa, pensiamo in particolare all’Iva agevolata sull’acquisto delle auto, alla detrazione Irpef delle spese compiute per comprare l’automobile e all’esenzione dal bollo auto, ovvero la nota ’tassa automobilistica’. L’Iva al 4%, appunto agevolata, vale però a condizioni che l’acquisto sia compiuto in via diretta dal disabile o dal familiare di cui egli è fiscalmente a carico. Non dimentichiamo inoltre il pass ZTL per la circolazione del disabile nella zona a traffico limitato.

Può guidare un beneficiario della legge 104?

Dopo queste opportune considerazioni, che ci aiutano a capire quanto sia vasto il quadro delle agevolazioni e benefici per coloro che hanno la legge 104, veniamo al punto. Può un disabile, tutelato da queste norme, mettersi alla guida dell’auto come un qualsiasi altro automobilista? Ebbene, la risposta è - almeno sulla carta - positiva e questo perché non c’è alcuna regola di legge, che impedisce ai destinatari della legge 104 di prendere la macchina e guidarla.

In buona sostanza, né nella legge 104 né in un altro provvedimento è previsto un divieto generalizzato, ma la valutazione va fatta caso per caso, in base alla malattia, patologia o disturbo di salute individuato. Lo ha spiegato un po’ di tempo fa il Ministero della Salute: non si può indicare a priori che una persona con una grave invalidità sia anche inidonea alla guida.

Occorre una valutazione caso per caso, svolta da una commissione medica, in possesso di quelle competenze utili a stabilire se davvero chi ha la legge 104 sia in grado di guidare e se vi sia compatibilità tra la patologia e la guida.

Chi usufruisce dell’indennità di accompagnamento può guidare?

Non solo. Anche il caso di chi patisce un’invalidità totale e permanente non esclude a priori la possibilità di guidare l’auto. Come detto poco sopra, se da un lato non c’è un divieto generalizzato per legge, dall’altro comunque è necessaria una valutazione tecnica, che andrà inevitabilmente fatta situazione per situazione, sulla scorta della patologia riscontrata e valutata dalla commissione medica dell’Inps. Proprio quest’ultima, anche in queste circostanze, avrà dunque un ruolo determinante. Questo è ciò che emerge da un parere del Ministero della Salute, emesso proprio in riferimento alla questione che qui ci interessa.

Ecco perché possiamo affermare che anche chi ha diritto alla cosiddetta indennità di accompagnamento, in quanto a seguito di valutazione è emersa un’invalidità totale e permanente del 100%, può mettersi alla guida dell’auto, ma anche prendere la patente.

In altre parole, la legge impone che la guida avvenga in condizioni di sicurezza ed assenza di rischi per se stessi, per gli altri automobilisti e per i pedoni. Sulla scorta di questo principio, sarà di riferimento la valutazione sanitaria da parte della commissione medica locale, la quale stabilirà se vi è mancanza di pericoli - ovvero compatibilità tra lo status di invalido, il possesso della patente e l’uso dell’automobile. Perciò, almeno astrattamente, è vero che la patente di guida potrà dunque essere concessa o rinnovata anche al titolare di una indennità di accompagnamento.

Il rilievo della patente speciale

Ricordiamo altresì che, a conferma di quanto abbiamo detto, esiste la cosiddetta ’patente speciale’, vale a dire la patente di guida che comprova l’idoneità del conducente - diversamente abile - a guidare un’autovettura modificata sulla scorta delle proprie esigenze. In linea generale, nel caso in cui una persona diversamente abile voglia condurre un veicolo, deve essere in possesso della patente speciale di guida, ed anzi il mezzo di trasporto dovrà essere adattato in base alla disabilità motoria riscontrata -così come prescritto dalla commissione medica nella sua valutazione. La persona con disabilità potrà infatti guidare solo i mezzi adattati alla disabilità, tramite modifiche quali ad es. il cambio automatico o il freno a lungo braccio.

Può essere prevista una prova pratica prima del rilascio della patente speciale, nel caso in cui la commissione medica abbia espresso qualche dubbio sull’idoneità del disabile alla guida del mezzo adattato.

Le patenti speciali che possono essere rilasciate sono di categoria A - B - C - D. All’interno del Codice della Strada sono indicate le tipologie di veicolo e le caratteristiche particolari dei mezzi che possono essere guidati con le correlate patente speciali.

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