Chi è Lucia Annibali? Biografia della candidata del Partito Democratico alle elezioni 2018

Chi è Lucia Annibali? Biografia e storia politica dell’avvocatessa candidata con il Partito Democratico alle elezioni politiche del 4 marzo 2018.

Chi è Lucia Annibali? Biografia della candidata del Partito Democratico alle elezioni 2018

Chi è Lucia Annibali? Biografia dell’avvocatessa, ora candidata alle elezioni politiche del 4 marzo con il Partito Democratico, vittima di un terribile fatto di cronaca nell’aprile del 2013 quando venne sfigurata al volto da un getto di acido solforico lanciato da un uomo mandato appositamente dall’ex fidanzato.

Una storia quella di Lucia Annibali che ha colpito molto il paese, sia per la crudeltà e l’efferatezza del gesto sia per la forza con cui la donna ha saputo reagire alla tragedia. Dopo diversi riconoscimenti, per l’avvocatessa adesso si potrebbero aprire anche le porte del Parlamento tra le fila del Partito Democratico.

Chi è Lucia Annibali? Biografia della candidata del Partito Democratico

Lucia Annibali nasce a Urbino il 18 settembre del 1977. Dopo essersi trasferita nella vicina Pesaro e aver completato gli studi in Giurisprudenza, ottiene l’abilitazione e inizia la carriera di avvocato nello studio del padre nella cittadina che fu dei Montefeltro.

La vita dell’avvocatessa venne però sconvolta la sera del 6 aprile 2013 da un terribile fatto di cronaca. Un uomo incappucciato la aspettò al momento del rientro nella sua abitazione a Pesaro, gettandole poi sul volto dell’acido solforico al 66%.

Le condizioni della Annibali apparvero subito gravi. Venne ricoverata all’ospedale di Parma dove la donna subì ben 17 interventi chirurgici anche per evitare la perdita della vista e problemi respiratori.

I sospetti si concentrarono subito sull’ex fidanzato Luca Varani, un collega avvocato che la donna aveva lasciato due anni prima. Da allora l’uomo aveva a lungo perseguitato la Annibali non rassegnandosi alla fine della loro storia.

Le indagini poi portarono a scoprire che l’ex fidanzato aveva pagato 30.000 euro a due ragazzi albanesi per gettare dell’acido sul volto dell’avvocatessa. Dopo i vari gradi di giudizio, Varani è stato condannato a 20 anni di carcere mentre ai due esecutori materiali è stata inflitta una pena di 12 anni ciascuno.

Fin da subito Lucia Annibali divenne uno dei simboli della lotta alle violenze perpetrate nei confronti delle donne. L’8 marzo del 2014 l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le conferì la nomina di Cavaliere al merito della Repubblica.

Nello stesso anno assieme alla giornalista Giusi Fasano ha raccontato la sua storia nel libro Io ci sono. Storia di un non amore. Dall’opera in seguito è stata anche tratta una fiction per la Tv andata poi in onda su Rai Uno.

Dopo aver avuto la forza di raccontare la propria esperienza anche in televisione, nel 2016 la Annibali accetta l’incarico di consigliere giuridico del Ministero delle Pari Opportunità, con una speciale attenzione alla violenza di genere.

Una sorta di avvicinamento questo al mondo della politica, che poi si è concretizzato con la candidatura dell’avvocatessa alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 tra le fila del Partito Democratico.

L’avventura politica

Fin da subito, quello di Lucia Annibali era stato uno dei nomi più chiacchierati per quanto riguarda le figure della società civile in odore di candidatura con il Partito Democratico alle elezioni del 4 marzo.

Alla scadenza del termine della presentazione delle liste dei candidati, è arrivata la conferma ufficiale della presenza dell’avvocatessa sia in un collegio uninominale (a Parma dove le è stata conferita la cittadinanza onoraria) che in quattro listini proporzionali.

La Annibali quindi correrà per un posto alla Camera nel collegio di Parma: essendo un seggio uninominale, se dovesse riuscire a risultare come la candidata più votata allora verrebbe eletta in maniera automatica a Montecitorio.

L’avvocatessa comunque in questa tornata elettorale avrà a disposizioni anche diversi “paracaduti” essendo capolista in tre listini proporzionali: Piemonte 1 (Ivrea) , Piemonte 2 (Novara) e Veneto 2 (Vicenza). Nel collegio di Verona poi è stata inserita come seconda nella lista, la sua elezioni quindi è praticamente certa.

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