L’Iran è tra le 20 potenze militari al mondo e potrebbe avere a disposizione già abbastanza uranio per costruire 10 bombe atomiche.
Dopo mesi di minacce e tentativi di negoziato falliti, gli Stati Uniti, insieme a Israele, hanno attaccato l’Iran. Decine di missili sono stati lanciati con l’obiettivo di colpire basi militari e impianti ritenuti legati all’arricchimento dell’uranio. L’attacco era nell’aria da settimane, da quando l’esercito statunitense aveva iniziato ad ammassare portaerei e uomini non lontano dalle coste iraniane, pronti a sferrare un’offensiva.
L’obiettivo dichiarato è impedire a Teheran di proseguire con il proprio programma nucleare, che secondo Washington sarebbe finalizzato alla costruzione di testate in grado di raggiungere gli Stati Uniti e altri Paesi in tempi rapidi. L’Iran ha promesso una dura risposta sia contro Israele sia contro gli Stati Uniti. La sua potenza militare non è da sottovalutare: il Paese figura tra le prime 20 potenze militari al mondo e attualmente occupa il 16° posto nelle principali classifiche internazionali. Ma oltre alle armi convenzionali e ai sistemi di difesa avanzati, l’Iran possiede già bombe atomiche? In teoria, potrebbe avere le capacità per realizzarle in tempi brevi.
L’Iran ha già la bomba atomica?
La questione nucleare iraniana affonda le radici in decenni di tensioni. Teheran punta da tempo a rafforzare il proprio programma nucleare. Rapporti dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) hanno evidenziato l’esistenza di attività non sempre pienamente dichiarate. Il programma nucleare iraniano risale agli anni ’50 e, paradossalmente, nacque proprio con il sostegno degli Stati Uniti, che fornirono il primo reattore di ricerca e il combustibile nucleare nell’ambito del programma «Atoms for Peace».
La rivoluzione islamica del 1979 cambiò però radicalmente gli equilibri: il nuovo regime interruppe la cooperazione con l’Occidente. Già nel 2002 emersero notizie sull’esistenza di impianti nucleari segreti destinati all’arricchimento dell’uranio, circostanza che portò a sanzioni internazionali. Nel 2018 Donald Trump ritirò gli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare del 2015, ritenendolo troppo permissivo, e impose nuove sanzioni. Da quel momento l’Iran ha progressivamente superato i limiti previsti dall’intesa, aumentando il livello di arricchimento dell’uranio.
Secondo diverse stime, l’Iran potrebbe già disporre di una quantità di uranio arricchito sufficiente, almeno teoricamente, a produrre fino a dieci ordigni nucleari in poche settimane. Per uso civile, l’uranio viene arricchito al 3-5%; per una bomba atomica è necessario raggiungere circa il 90%. Oggi Teheran possiede centinaia di chilogrammi di uranio arricchito al 60%, una soglia molto vicina a quella militare e priva di reali applicazioni civili su larga scala.
Altre armi in possesso di Teheran
Sul fronte convenzionale, l’arsenale iraniano comprende droni kamikaze capaci di trasportare tra 40 e 100 chilogrammi di esplosivo. Dispone inoltre di missili da crociera e balistici: i primi possono trasportare carichi fino a 100 kg, mentre i secondi, più veloci e con traiettoria più difficile da intercettare, possono superare i 1.000 kg di carico esplosivo. Non si esclude che l’Iran abbia sviluppato anche missili ipersonici, in grado di raggiungere i bersagli in tempi molto ridotti. Recentemente è stato annunciato il test di un nuovo missile a lungo raggio, il Sayyad-3G.
Resta poi il tema della difesa aerea: l’esercito iraniano può contare su sistemi missilistici S-300 di origine russa, che rappresentano la principale struttura contraerea del Paese e costituiscono un elemento chiave nella protezione dello spazio aereo nazionale.
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