Cedola 4,25% e prezzo a 94 per questo titolo di Stato con elevata durata e duration

Stefano Vozza

6 Maggio 2025 - 15:38

Malgrado i tagli del costo del denaro vi sono ancora bond sovrani dai potenziali, ricchi ritorni a breve, medio e lungo termine

Cedola 4,25% e prezzo a 94 per questo titolo di Stato con elevata durata e duration

Usciamo dalla “comfort zone” dei bond sovrani del Dipartimento del Tesoro MEF per analizzare un bond sovrano estero dai tratti, diciamo, marcati.

L’obbligazione che a breve esporremo, infatti, gode di cedola al 4,25% e prezzo a 94, oltre a un’elevata durata e duration. Vediamo di quale si tratta.

Si è chiuso un primo quadrimestre alquanto turbolento sui mercati finanziari, tanto sul capitale di rischio che sul reddito fisso. Anzi, forse le novità più forti sono arrivate proprio da dove tutti ripongono la massima certezza e sicurezza: l’obbligazionario.

I rendimenti sono ancora sull’ottovolante, specie sul tratto lungo della yield curve. Mentre su quello breve e medio si nota ancora la relazione inversa prezzi-rendimenti, altrettanto non vale sui bond lunga durata. Qui malgrado i tagli costanti del costo del denaro i rendimenti restano alti e i prezzi depressi. Una sensazione di forte frustrazione per chi aveva comprato questi bond tanto in passato quanto nel recente passato.

Nel primo caso domina la voglia di recuperare le potenziali perdite, talora ingenti, in conto capitale. Spesso si tratta di bond di inizio decennio a cedole risibili che nel frattempo hanno visto i corsi sprofondare sul mercato secondario. Nel secondo, il pensiero corre veloce agli investitori più dinamici che speravano di speculare a stretto giro sul recupero dei corsi. Niente da fare. I tassi scendono, ma i prezzi non salgono (o almeno, non più di tanto) complici le tante incertezze sull’inflazione di lungo termine.

Il Gilt 4,25% in scadenza nel 2039

L’obbligazione in questione è un titolo di Stato emesso dal Regno Unito con codice ISIN GB00B3KJDS62, nato nella primavera del 2009. Si tratta di un bond trentennale in origine con data scadenza 7 settembre 2039, cioè tra 14 anni e 4 mesi. La cedola nominale annua (periodicità semestrale) è fissa al 4,25% lordo, che scende al 3,72% scarso al netto dell’aliquota fiscale.
Tuttavia, venerdì scorso il titolo ha chiuso l’ottava a 93,95, a ulteriore beneficio del rendimento effettivo a scadenza. Nello specifico, quello lordo si attesta al 4,88%, e al 4,32% il netto (dati: Borsa Italiana). Da qui al termine, e a questi corsi di mercato, il payout totale del trade si aggira sul 70% lordo complessivo.
Infine aggiungiamo altri due dati, di cui uno riguardante il lotto minimo di sottoscrizione, 1 sterlina, e l’altro la duration modificata, 10,19.

Lo storico dei prezzi del titolo di Stato inglese

Limitando l’analisi agli ultimi 5 anni, nel 2020 e nel 2021 il bond non ha mai prezzato sotto quota 144, portandosi poco oltre 170 nei momenti migliori. Poi è arrivata l’inflazione e i corsi del Gilt 4,25% sono capitolati al pari dei bond similari. Il minimo è stato a 90,5 circa a gennaio di quest’anno, quando i rendimenti erano over 5%.
L’alta cedola e la lunga durata residua potrebbero fungere da detonatori futuri nel riportare i corsi a 100 o sopra nei prossimi semestri. Certo, anche Oltremanica la Banca d’Inghilterra (BoE) ha problemi nel riportare l’inflazione nei ranghi. A marzo 2025 è stata del 2,6%, in discesa dal 2,8% di febbraio, mentre l’inflazione core annuale è rallentata al 3,4% dal 3,5%. Per il biennio a venire le previsioni parlano di un tasso d’inflazione intorno al 2,6% nel 2026 e all’1,9% nel 2027.
L’attuale tasso di interesse ufficiale BoE è del 4,50% e alla riunione del prossimo 8 maggio forse potrebbe subire un ulteriore taglio. In genere queste decisioni fanno bene ai corsi dei titoli sul secondario facendo loro recuperare terreno, ma di questi tempi niente è mai così scontato.

Cedola 4,25% e prezzo a 94 per questo titolo di Stato con elevata durata e duration

Tuttavia, la vera incognita del bond sta nel rapporto di cambio tra l’euro e la sterlina inglese. Al momento è pari a 0,8511, e guardando allo storico dal 2009 a oggi c’è che esso è oscillato nel macro range 0,78–0,93/0,94. L’unica parentesi in cui la moneta di Sua Maestà si è rafforzata tanto sulla valuta comunitaria è stato nel 2015, quando ha sfiorato anche 0,70.
Morale, il bond è sicuramente complesso e completo tanto in termini di opportunità che di rischi associati. Per sottoscriverlo occorre avere elevata propensione al rischio per cui non è uno strumento adatto a tutti i profili di investitori. Invece per massimizzare il guadagno, evitando di “scottarsi” nel maneggiarlo, serve ottimizzare tre ordini di valutazioni riguardanti:

  • la politica monetaria interna inglese;
  • il cross valutario €/£;
  • le dinamiche del mercato obbligazionario.