A Wall Street, le scommesse dei trader e degli investitori riguardo la possibilità che il governo degli Stati Uniti non riesca a pagare i propri debiti stanno salendo alle stelle, facendo preoccupare seriamente gli esperti del settore. Ha senso affidarsi ai CDS per valutare il rischio di default degli USA?
Cosa sta accadendo al mercato dei CDS in USA?
Il trading dei Credit Default Swap sta diventando incontrollabile, registrando volumi e valori fuori dal comune.
I CDS sono strumenti finanziari derivati utilizzati per proteggere o speculare sulla probabilità di insolvenza di un’entità che emette un debito, come anche può essere un governo. Il possessore di un CDS paga una somma periodica a un’altra controparte (solitamente una banca o un’altra istituzione finanziaria) in cambio della promessa di ricevere un pagamento in caso di default dell’entità sottostante.
L’acquirente intenzionato a speculare sceglie solitamente il CDS sull’obbligazione con un prezzo più basso, così da massimizzare le prospettive di profitto. Per questo il costo di «assicurarsi» contro il default degli Stati Uniti è aumentato rapidamente: l’incremento del tasso d’interesse ha abbassato i prezzi dei titoli di debito statunitensi, rendendo il CDS uno strumento più appetitoso rispetto agli scorsi anni.
Cresce la paura per il default degli Stati Uniti
Si nota inoltre un effettivo aumento dello spread nella contrattazione di questi strumenti, segnale che spesso in passato ha significato un aumento della probabilità d’insolvenza del creditore.
Allo stesso modo, in molti reputano questo fenomeno solo una mera mania speculativa del momento. In questo scenario, l’aumento degli spread sui Credit Default Swap non indicherebbe necessariamente un incremento del rischio di insolvenza degli Stati Uniti quanto piuttosto andrebbe interpretato come un segnale di appesantimento del clima politico del Paese. Altrimenti, significherebbe affermare che il rischio di debito degli Stati Uniti sarebbe superiore a quello dei Paesi emergenti o Bond spazzatura, anche se il rating sul debito a stelle e strisce è sempre stato classificato tripla A (AAA).
Il problema, secondo molti, non è infatti se gli Stati Uniti andranno in default, quanto piuttosto come il governo risolverà la diatriba tra il GOP, la Casa Bianca e il Congresso. Difatti, in caso di default ci sarebbero ripercussioni economiche globali ed epocali: lo stesso Joe Biden ha avvertito che un default degli Stati Uniti avrebbe ripercussioni devastanti sull’economia mondiale. I titoli di debito statunitensi sono infatti detenuti da governi stranieri, banche centrali, risparmiatori privati, agenzie governative e istituzioni finanziarie. Secondo molti analisti, nessuno avrebbe quindi incentivo a creare uno scenario apocalittico di questo tipo.