La catena di fast food più popolare negli USA è in crisi. Oltre 300 punti vendita stanno per chiudere

Ilena D’Errico

22 Maggio 2026 - 20:37

La catena di fast food più popolare degli Stati Uniti sta per chiudere oltre 300 punti vendita a causa della crisi, ma dovrebbe presto arrivare in Italia.

La catena di fast food più popolare negli USA è in crisi. Oltre 300 punti vendita stanno per chiudere
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Gli Stati Uniti sono i leader indiscussi dei fast food, ma non sono comunque esenti dalle difficoltà che in questo momento storico stanno colpendo duramente il settore. Quest’ultimo continua a crescere, in particolar modo nel mercato americano, ma soltanto per le aziende capaci di reinventarsi rapidamente ogni volta che occorre. Se anche McDonald’s ha cominciato ad accusare il colpo era tutto sommato prevedibile che la crisi arrivasse anche a Wendy’s, la catena più popolare del Paese, seconda per vendite soltanto al fast food californiano. Ecco cosa sta succedendo.

Wendy’s, la catena di fast food più popolare degli Stati Uniti

Il primo negozio Wendy’s è stato aperto da Dave Thomas a Columbus, in Ohio, nel 1959. Il nome, come pure il logo della catena, sono un omaggio alla figlia di Thomas, che all’epoca aveva soltanto 8 anni. Il ristorante ha ottenuto subito un enorme successo tra i consumatori americani, cominciando a espandersi fuori dai confini dell’Ohio dopo una decina d’anni e poi nel resto del mondo. I fiori all’occhiello di Wendy’s, diventata una vera e propria catena negli anni ‘80, sono rimasti gli stessi fin dalle prime vendite: le polpette di manzo, fatte con carne freschissima “mai congelata” e Frosty, il dessert al gelato, insieme ai sandwich quadrati.

The Wendy's Company The Wendy’s Company (Immagine per gentile concessione di).

Oggi che si contano quasi 6.000 ristoranti e il catalogo di Wendy’s è decisamente più ampio, anche grazie alle recenti novità, questi primi prodotti sono ancora il punto di forza della catena. Quest’ultima vanta anche una serie di primati, che si devono soprattutto alla genialità di Dave Thomas, che ha introdotto il primo servizio drive-in, la “Pick-Up Window” il primo menù ultraeconomico (il “Super value” lanciato nel 1989, con 9 prodotti al costo di 99 centesimi di dollaro ciascuno) e il dolcelight chocolate. Insomma, Wendy’s è a tutti gli effetti un marchio che funziona e non è certo destinato a retrocedere presto, ma è altrettanto vero che sta affrontando un periodo di intensa crisi, che impone decisioni accurate.

Più di 300 punti vendita stanno per chiudere

Strano a dirsi, ma i cittadini statunitensi comprano sempre meno dai fast food. La crisi economica, il cambiamento dei gusti e delle priorità in fatto di alimentazione e la situazione mondiale non stanno favorendo l’acquisto degli hamburger e similari. Pur trattandosi del comfort food americano per eccellenza, il livello dei prezzi è scoraggiante per la fascia di consumatori a cui si rivolge. Non cadiamo in fraintendimenti: i numeri delle catene di fast food più famose sono ancora stellari, ma la loro crescita è risicata e appesa a un filo.

Negli ultimi anni Wendy’s si è mantenuta in piedi in modo molto resiliente, senza crescite clamorose ma nemmeno grosse perdite. L’ultimo trimestre del 2025, tuttavia, ha rivelato l’inizio di una crisi potenzialmente fatale. Nei ristoranti statunitensi aperti da almeno un anno le vendite sono calate dell’11,3%, un dato che ha imposto alla Wendy’s Company un immediato processo di ristrutturazione. Sono stati subito chiusi 28 ristoranti, mentre Ken Cook, amministratore delegato ad interim, ha annunciato ulteriori chiusure in questo semestre.

Nel dettaglio, si parla del 5/6% dei loro punti vendita (5.959), quindi i ristoranti ad abbassare le serrande saranno di un numero compreso tra 298 e 358. Non è chiaro quali, anche se le indiscrezioni puntano alla Midcoast, oltre che al Texas e alla California, né cosa ne sarà del personale. È probabile che una buona fetta dei dipendenti sarà collocata presso altri punti vendita, compatibilmente con le circostanze.

La strategia di sopravvivenza di Wendy’s è chiara e funzionale nella sua tempestività: fermare subito i ristoranti poco efficaci per concentrarsi sull’ottimizzazione della catena. Sono infatti in programma moltissime aperture in varie parti del mondo, compresa l’Italia dove il marchio vorrebbe arrivare a circa 170 ristoranti entro il 2033, insieme a nuovi prodotti e servizi per accontentare le esigenze della clientela.