Cassa integrazione, sbagliati i conti per la proroga: mancano ancora 7 miliardi

Cassa integrazione (CIG): nel nuovo Decreto Cura dovrebbe esserci una proroga, ma all’appello mancano ancora 7 miliardi di euro.

La cassa integrazione non arriva ancora e non è chiaro il motivo.

C’è chi dà la colpa all’INPS, mentre nei giorni scorsi l’Istituto ha spiegato che il motivo del ritardo è da imputare alle singole Regioni le quali non hanno ancora trasmesso le richieste necessarie all’Istituto. Ma nelle ultime ore è emersa un’ulteriore problematica che mette in allarme tutti coloro che aspettano con ansia di ricevere la cassa integrazione: sembra, come riportato dall’agenzia di stampa Adnkronos, che ci sia stato un errore nel calcolare le risorse necessarie per pagare la cassa integrazione a tutti gli aventi diritto, in quanto mancherebbero addirittura 7 miliardi di euro.

In realtà è bene precisare che i 7 miliardi mancanti non riguardano la cassa integrazione già richiesta, e che verrà erogata al massimo fino al 31 agosto. Per questa le risorse ci sono e adesso resta solo da attendere che tra Regioni e INPS tutto fili liscio per il pagamento della prima mensilità della CIG.

Il problema riguarda il Decreto Cura di maggio, quello dove - almeno stando all’ultima bozza - la cassa integrazione dovrebbe essere estesa fino alla fine dell’anno: è in questo caso che mancano le risorse, una situazione che potrebbe rallentare ancora l’approvazione del nuovo provvedimento che introduce nuovi aiuti economici per famiglie e lavoratori, come ad esempio il reddito di emergenza.

Cassa integrazione: chi ha commesso l’errore?

Non è chiaro chi abbia commesso l’errore, fatto sta che sembra manchino 7 miliardi di euro per estendere la cassa integrazione. Nel dettaglio, di questo madornale errore sembra se ne sia parlato durante l’incontro avvenuto in videoconferenza tra i capi delegazione e il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

A tal proposito, c’è chi ha dato la colpa all’INPS e chi invece al Ministero del Lavoro.

Ma attenzione, perché in queste ore una nota del Ministero del Lavoro ha comunicato che se nel nuovo decreto dovessero mancare le coperture per gli ammortizzatori sociali la responsabilità non sarebbe nè sua nè dell’Inps.

Capire chi ha sbagliato, quindi, non sembra essere al momento possibile, ma attualmente l’importante è trovare le risorse necessarie per far sì che la cassa integrazione possa essere pagata almeno fino al 31 ottobre. Anche perché la cassa integrazione interessa più di 2 milioni di lavoratori e per molti di questo il ritorno a lavoro non è così immediato come si pensa. Non tutte le imprese che - a causa delle misure attuate dall’Esecutivo per contenere la diffusione del virus - saranno in grado di ripartire una volta ottenuto il via libera e per questo motivo, nonostante le rassicurazioni del Governo ad inizio emergenza, molti perderanno il lavoro e la cassa integrazione sarà l’unico strumento di sostegno.

Ecco perché è importante estendere al massimo l’erogazione della CIG, senza contare poi l’urgenza di approvare il prima possibile il nuovo Decreto Maggio così da riconoscere nuovi aiuti e ammortizzatori sociali a famiglie e lavoratori.

Un decreto per il quale dovrebbero essere stanziati circa 50 miliardi di euro; risorse che però potrebbero essere insufficienti per estendere i tempi di erogazione della cassa integrazione.

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