Cashback, maggioranza divisa sui rimborsi: cosa potrebbe succedere ora

Laura Pellegrini

25 Febbraio 2021 - 09:52

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Le forze politiche si dividono di fronte ai «furbetti» del cashback: mentre alcuni promuovono alcune modifiche al provvedimento, altri ne chiedono l’abolizione. Cosa potrebbe succedere ora?

Cashback, maggioranza divisa sui rimborsi: cosa potrebbe succedere ora

I “furbetti del cashback” potrebbero avere le ore contate: la squadra di Governo presieduta da Mario Draghi è pronta a prendere gli opportuni provvedimenti per escludere gli utenti che frazionano i pagamenti per collezionare transazioni e scalare la classifica del super cashback.

Purtroppo, però, i lavori procedono a rilento e le forze politiche di maggioranza sono divise: da un lato c’è chi invoca alcune modifiche al provvedimento (Italia Viva), dall’altro lato qualcuno vorrebbe abolire un “incentivo inutile e dannoso (Forza Italia).

Cosa potrebbe succedere ora al bonus cashback? Si rischia lo stop a dicembre? Ecco le ipotesi sul tavolo della maggioranza.

Cashback, la maggioranza si divide: cosa succede ora?

Le forze politiche si dividono di fronte al provvedimento tanto voluto e spinto dall’ex premier Giuseppe Conte: il cashback potrebbe essere a rischio.

I problemi che il Governo Draghi dovrà affrontare riguardano anzitutto i “furbetti”, contro i quali potrebbe essere introdotto un algoritmo che riconosce e impedisce di frazionare i pagamenti presso un medesimo esercizio commerciale. Il secondo nodo da sciogliere, invece, riguarda il possibile stop alla classifica del super cashback per non compromettere l’intero provvedimento.

Non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva, in quanto le forze politiche di maggioranza che hanno dimostrato unione nel voto di fiducia a Draghi si stanno spaccando di fronte alla situazione: da un lato coloro che difendono il provvedimento, dall’altro lato chi punta alla sua cancellazione.

Le proposte dei partiti sul cashback

Il Partito Democratico difende con forza la misura introdotta dal precedente Governo in quanto necessaria per accompagnare l’Italia nella transizione ai pagamenti digitali. “Alcune pratiche abusive possono già esser escluse dal programma per via amministrativa - ha proposto il capogruppo del Pd, Gian Mario Fragomeli, in commissione Finanze alla Camera -. Credo che sia ragionevole annullare i pagamenti artificiosi alla luce della ratio del provvedimento”.

La proposta della Lega, invece, prevede l’introduzione di una soglia minima sotto la quale le transazioni non vengono prese in considerazione, come spiegato da Laura Cavandoli, valutando comunque l’ammontare di risorse utilizzabili per questa misura.

Il gruppo di Italia Viva è pronto a presentare una atto parlamentare al Mef per chiedere un intervento tempestivo, ma al suo interno il partito di Renzi è diviso in due anime:

  • da un lato Mattia Mor chiarisce che “Italia Viva resta favorevole ad ogni tipo di strumento che incentivi i pagamenti elettronici, anche di importo minimo, la riduzione del contante e dell’evasione fiscale”, nonostante il gruppo ritenga “opportuno che siano apportate con urgenza le dovute modifiche affinché vengano eliminati questi comportamenti distorsivi”;
  • dall’altro lato, invece, Gianfranco Librandi e Camillo D’Alessandro ritengono il cashback una “misura costosa e inefficiente, che non apporterà benefici alla nostra economia e al nostro Paese”. Quindi, i due deputati si sono fatti promotori di un’interrogazione opposta alla precedente, volta a “invitare il nuovo governo a prendere provvedimenti affinché non si sciupino risorse pubbliche, in particolare i fondi europei del Next Generation Eu”.

Infine, la posizione di Forza Italia, chiarita dalla presidente dei senatori Anna Maria Bernini, è chiaramente negativa ed evidenzia “lo stanziamento di miliardi di euro per una misura inefficace ” per la lotta all’evasione fiscale, che andrà a beneficio solo “di chi già usava abitualmente la moneta elettronica”. Pertanto, Forza Italia ha invocato l’abolizione di questo incentivo, che permetterebbe allo Stato di risparmiare “più di mezzo miliardo di euro solo quest’anno”.

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