Carige: non solo Cassa Centrale-FITD, spunta anche il piano B

Se quella dell’accoppiata Cassa Centrale e FITD rappresenta la prima offerta in campo per Carige, le banche d’affari sarebbero al lavoro per un piano alternativo.

Carige: non solo Cassa Centrale-FITD, spunta anche il piano B

Come riportato ieri (Carige: ultimi ritocchi all’offerta Cassa Centrale-FITD), nel corso del fine settimana saranno delineati i dettagli dell’offerta preliminare congiunta CCB-FITD.

L’offerta sarà discussa nel corso del Consiglio di amministrazione dello Schema Volontario previsto per lunedì 15 luglio.

Il gruppo delle Bcc trentine guidato da Giorgio Fracalossi in un primo momento dovrebbe acquisire, tramite aumento di capitale, una quota di minoranza che, sarebbe destinata progressivamente a crescere.

L’intervento del Fondo Interbancario, attivo sia tramite lo Schema Volontario e sia tramite il braccio obbligatorio, dovrebbe seguire due direttrici: la conversione del bond da 312 milioni e 200 milioni di risorse fresche.

Carige: spunta un piano B

Ma, si sa, la prudenza in questi casi è d’obbligo. E quindi, come riportato dall’edizione odierna di MF-Milano Finanza, alcune banche d’affari avrebbero già iniziato a valutare una seconda ipotesi di intervento nel caso in cui la proposta congiunta non andasse in porto.

Si tratterebbe, riporta la testata, di un mix tra un’operazione di mercato e il salvataggio delle banche venete realizzato nel giugno del 2017 tramite l’intervento di Intesa Sanpaolo.

Good bank contro bad bank

In questo caso però, non ci sarebbe la liquidazione dell’istituto di credito: il salvataggio passerebbe attraverso lo scorporo degli attivi in bonis, mettendo su una vera e propria “good bank” che finirebbe per essere acquistata a un istituto italiano.

La componente “bad loans”, e gli altri attivi esclusi dal perimetro di vendita, resterebbe nel perimetro dell’attuale Carige e gestiti in modo da permettere ai soci di rientrare di parte delle perdite subite in questi anni.

Carige: UniCredit e Bper a favore di una soluzione “alla veneta”

A inizio settimana si è parlato dell’interesse di UniCredit e Bper a una soluzione “alla veneta” (Carige, ecco la soluzione privata: è sfida tra queste due banche).

“Credo sia difficile prospettare operazioni su Carige senza che ci sia un modo per neutralizzare gli impatti patrimoniali di un’operazione di questo tipo”, aveva detto l’Ad di Bper, Alessandro Vandelli.

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