Dal petrolio a 110$ al portafoglio delle famiglie: l’effetto asimmetrico che dividerà i consumi europei nel 2026.
Mentre la guerra in Medio Oriente si protrae da quasi tre mesi, il parziale blocco dei flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz ha innescato uno shock energetico che sta travolgendo i mercati e i bilanci delle famiglie dell’area euro.
Il barile di petrolio, che a fine febbraio si attestava intorno ai 70 dollari, ha raggiunto una media di 110 dollari da inizio marzo, riportando gli operatori e i consumatori indietro nel tempo, a scenari che molti speravano di aver archiviato dopo il trauma del 2022. Questa nuova impennata dei prezzi non si sta traducendo però in un impatto uniforme sul Vecchio Continente.
Al contrario, sta accentuando differenze strutturali profonde tra i Paesi membri, creando vincitori e vinti relativi in una geografia del caro-carburante che pochi analisti avevano previsto con tale nitidezza. [...]
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