Engineering annuncia 650 esuberi, attribuendoli all’automatizzazione dei processi in tre divisioni del gruppo. I sindacati respingono la decisione e proclamano lo stato di agitazione.
Sorpresa amara per i dipendenti di Engineering. Nel corso di un confronto con i sindacati, svoltosi il 30 gennaio, la società ha annunciato 650 esuberi, una vera e propria doccia fredda per le organizzazioni a tutela dei lavoratori, arrivata dopo anni di promesse e rassicurazioni forti e ripetute sul fronte dello sviluppo occupazionale.
Engineering è uno dei principali operatori italiani nei servizi IT, con circa 14.000 dipendenti in Italia e oltre 80 sedi nel mondo. Il gruppo opera nella consulenza informatica, nello sviluppo software e nelle piattaforme digitali, con una forte presenza nei settori della pubblica amministrazione, della finanza e della sanità.
La riduzione del personale riguarderà in prevalenza le divisioni finance, digital e le funzioni di supporto. Si tratta di aree interne a Engineering Ingegneria Informatica, la principale società operativa del gruppo, che in Italia impiega circa 8.000 addetti. Alla base della decisione, secondo l’azienda, ci sono l’evoluzione del mercato e l’arrivo di tecnologie che consentono di automatizzare una parte significativa dei processi oggi gestiti dal personale.
leggi anche
L’AI minaccia il lavoro in banca. 200.000 dipendenti a rischio licenziamento entro il 2030
Le proteste dei sindacati contro Engineering
La reazione sindacale è stata netta. In un comunicato unitario, Fim, Fiom e Uilm parlano apertamente di un cambio di rotta radicale: “Cade il velo dell’ipocrisia oggi al tavolo del gruppo Engineering”, affermano, ricordando come l’azienda fosse passata in pochi anni da prospettive di forte espansione occupazionale all’annuncio di “650 esuberi strutturali in tre aree”. Una svolta che, secondo i sindacati, non sarebbe stata adeguatamente motivata né preparata.
Le organizzazioni sindacali contestano la lettura fornita dai vertici di Engineering. Non emergerebbe, infatti, un reale disallineamento tra volumi produttivi e forza lavoro tale da giustificare esuberi strutturali. Proprio per questo, l’eventuale ricorso ad ammortizzatori sociali viene giudicato difficilmente accettabile:
“Non siamo disponibili ad accettare la dichiarazione di alcun numero di esuberi strutturali che per noi non esistono e che sono endemici ciclicamente all’attività del comparto”.
Le indiscrezioni sulla cessione di Alfa Healthcare
Sul tavolo resta poi anche il tema della governance. Engineering è oggi interamente controllata da fondi di private equity e, secondo i sindacati, l’intelligenza artificiale come fattore sostitutivo spiegherebbe solo in parte le scelte dell’aziend. Alla base, in realtà, ci sarebbe piuttosto una strategia orientata alla massimizzazione dei profitti attraverso tagli e dismissioni. Il timore principale è quello di uno “spezzatino” del gruppo, con la cessione delle attività a maggiore marginalità e il conseguente ridimensionamento delle aree ritenute meno strategiche.
Teorie plausibili, alla luce delle voci che circolano da mesi su una possibile vendita delle attività legate alla sanità e all’healthcare, in particolare Alfa Healthcare, divisione specializzata nella digitalizzazione dei servizi sanitari. Da parte sua, Engineering ha smentito l’esistenza di operazioni già definite, definendole come normali attività di esplorazione del mercato. Tuttavia, a una richiesta diretta sull’eventuale ricerca di soggetti terzi interessati tramite un provider esterno, non sarebbe arrivata una risposta esplicita, alimentando ulteriori incertezze.
In attesa di ulteriori chiarimenti, le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione e annunciato assemblee nei luoghi di lavoro. Il prossimo passaggio è fissato per il 6 febbraio, quando è previsto un nuovo tavolo di confronto presso l’Unione degli Industriali. I sindacati chiedono di entrare nel merito del piano industriale e dell’andamento economico dell’azienda, ribadendo di non voler accettare che il costo delle scelte strategiche venga scaricato sui lavoratori:
© RIPRODUZIONE RISERVATA