Cambio euro dollaro, le previsioni con la vittoria di Trump alle elezioni USA 2024

Redazione Finance

19 Luglio 2024 - 12:41

Di fronte ai futuri possibili cali nel livello dei tassi Fed e BCE e all’aumento della probabilità di una vittoria nelle elezioni da parte di Trump, quali previsioni per il cambio euro-dollaro?

Cambio euro dollaro, le previsioni con la vittoria di Trump alle elezioni USA 2024

Diversi fattori suggeriscono un rischio elevato di deprezzamento del dollaro nel prossimo futuro. Le aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed, la possibilità di una vittoria di Trump alle elezioni e l’impostazione ribassista del DXY indicano una probabile debolezza del dollaro, con implicazioni significative per i mercati globali. Allo stesso modo, anche nella zona Euro è in previsione da parte della BCE una possibile prosecuzione nel trend dei tagli dei tassi d’interesse.

Cosa ha senso aspettarsi quindi dal valore del cambio EUR/USD? In che modo potrebbe impattare la vittoria di Trump sul mercato valutario?

Cosa accadrebbe al dollaro in caso di ribasso dei tassi Fed?

Il FedWatch Tool del CME è uno strumento essenziale per monitorare le probabilità implicite dei futuri cambiamenti nei tassi di interesse della Federal Reserve (Fed). Attualmente, il tool suggerisce una crescente probabilità di un taglio dei tassi nei prossimi mesi, sebbene per la riunione di Luglio ancora non si preveda nessun abbassamento. Questo scenario è particolarmente preoccupante per il valore del dollaro statunitense.

Quando la Fed inizia a tagliare i tassi di interesse, il rendimento delle attività denominate in dollari diminuisce. Di conseguenza, gli investitori cercano opportunità in economie con tassi di interesse più elevati, portando a una fuga di capitali dagli Stati Uniti. Questa dinamica può portare a un deprezzamento del dollaro rispetto ad altre valute. Inoltre, tassi di interesse più bassi riducono l’attrattiva del dollaro come valuta di riserva globale, contribuendo ulteriormente al suo possibile deprezzamento.

L’impatto sul cambio euro dollaro dalla possibile vittoria di Trump alle elezioni USA

Un altro fattore che potrebbe influire negativamente sul valore del dollaro è una vittoria di Donald Trump alle prossime elezioni presidenziali statunitensi. A seguito dell’attentato fallito ai danni dell’ex presidente ha aumentato significativamente le probabilità di una sua rielezione. Trump ha spesso sostenuto che uno dei principali problemi dell’economia statunitense sia il dollaro forte. Secondo lui, un dollaro troppo forte rende le esportazioni americane meno competitive, danneggiando il settore manifatturiero.

Trump ha infatti affermato che gli Stati Uniti hanno un grosso problema valutario, poiché la forza del dollaro rispetto a valute come lo yen e lo yuan è notevole. Una sua vittoria potrebbe quindi portare a politiche economiche mirate a indebolire il dollaro, incrementando il rischio di un suo deprezzamento significativo. Questo approccio farebbe parte poi di una più ampia guerra commerciale, che naturalmente avrebbe impatti anche economici sugli Stati Uniti.

Quali potrebbero essere le conseguenze di un dollaro debole sull’economia globale?

Il DXY, o indice del dollaro, è un indicatore che misura il valore del dollaro statunitense rispetto a un paniere di sei valute principali: euro, yen giapponese, sterlina britannica, dollaro canadese, corona svedese e franco svizzero. Un deprezzamento del dollaro, come suggerito dagli scenari precedenti, si rifletterebbe direttamente in una diminuzione del valore del DXY.

Tal punto di vista economico, un dollaro debole, innanzitutto, renderebbe le esportazioni statunitensi più competitive, potenzialmente migliorando la bilancia commerciale. Tuttavia, aumenterebbe anche il costo delle importazioni, contribuendo all’inflazione interna. L’instabilità potrebbe disincentivare gli investitori stranieri, che potrebbero trovare meno attraente investire negli Stati Uniti, portando a una riduzione dei flussi di capitali. Questo potrebbe svantaggiare anche il mercato azionario, sebbene l’obiettivo centrale di una guerra commerciale sia quello di stimolare ulteriormente l’economia di un Paese e quindi gli utili delle società che lo compongono. Allo stesso modo, i mercati azionari hanno già registrato una forte impennata nei prezzi, e un ulteriore fattore aggravante potrebbe essere il fatto che lo stimolo degli operatori a prendere profitto potrebbe diventare particolarmente grande, provocando un sell-off importante sulla borsa USA.

Seguendo questa logica, una sempre maggior debolezza del dollaro potrebbe spingere i prezzi di altri asset, ovvero quelli che beneficerebbero della fuga di capitali dagli USA. In questo senso, si parla di un possibile aumento dei prezzi delle materie prime denominate in dollari, come il petrolio, poiché diventerebbero più economiche per gli acquirenti con valute più forti.

Cosa ha senso aspettarsi dall’Euro e dal cambio EUR/USD?

Dal punto di vista tecnico, l’analisi del DXY e dell’EXY (indice dell’euro) può fornire ulteriori indicazioni sulle prospettive future del cambio EUR/USD. Uno degli indicatori più interessanti in questo momento è la media mobile a 200 periodi (200-day moving average). Il DXY ha infatti oltrepassato questa media dall’alto verso il basso, indicando possibili nuovi movimenti ribassisti. L’EXY mostra più forza, e con i suoi 109 punti, si trova al di sopra della MM200, sebbene il prezzo resti anch’esso compresso dentro un range a bassissima volatilità da inizio 2023.

Difatti, i rischi di un forte deprezzamento restano vividi anche in Europa riguardo all’euro. La BCE ha già iniziato il processo di abbassamento dei tassi d’interesse, cosa che invece la Fed non ha ancora fatto. Allo stesso modo, anche in Europa c’è turbolenza a livello politico, basti pensare a ciò che stava per succedere in Francia solo qualche settimana fa; la vittoria di Le Pen avrebbe probabilmente portato dei venti estremisti, che avrebbero probabilmente spinto il mercato a chiudersi in se stesso, in maniera speculare a quello che potrebbe accadere con la vittoria di Trump negli Stati Uniti.

Il cambio EUR/USD esprime al meglio questa tendenza macroeconomica e politica, con una sequenza di alti e bassi e una volatilità progressivamente sempre più compressa, segnale di chiara indecisione sul mercato. Questo movimento del cambio è motivato da un sostanziale deprezzamento sia da parte del DXY che dell’EXY (indice dell’euro), sebbene non in maniera del tutto speculare.

EUR/USD, 1W EUR/USD, 1W Grafico a candele settimanali del cambio EUR/USD. Fonte: baha.com