I buoni pasto elettronici sono un risparmio per l’azienda

Patrizia Del Pidio

21 Giugno 2023 - 15:00

Perché per un’azienda scegliere di erogare i buoni pasto ai dipendenti può essere anche una fonte di risparmio? Il vantaggio dei buoni pasto è sia per i dipendenti che per il datore di lavoro.

I buoni pasto elettronici sono un risparmio per l’azienda

Le aziende molto spesso non si rendono conto che puntare sui buoni pasto elettronici significa ottenere un concreto risparmio oltre che offrire un beneficio ai propri dipendenti. Ovviamente il dipendente vede il suo potere d’acquisto aumentare grazie all’erogazione dei ticket che, fino ad una certa soglia giornaliera sono anche esentasse.

Ma se i vantaggi per i dipendenti sono palesi, cerchiamo di capire, invece, quelli dell’azienda che decide di erogarli ai propri dipendenti. Che convenienza reale c’è? Perché quello che nella maggior parte dei casi non si comprende è che il buono pasto è un benefit vantaggioso sia per chi lo riceve che per chi lo eroga.

Meglio i buoni pasto elettronici o quelli cartacei?

Una prima differenza va ricercata nella tipologia di buoni pasto che si sceglie di erogare. Perché non sono tutti uguali e non solo dal punto di vista della praticità.

Con i buoni pasto cartacei l’azienda deve ordinare fisicamente i carnet da distribuire ai propri dipendenti e sostenere, quindi, i costi di spedizione e la gestione logistica. Con i buoni pasto elettronici, invece, il funzionamento è più semplice e immediato e non devono pensare alla logistica e neanche a come farli avere, ad esempio, ai lavoratori fuori sede o a quelli in smart working.

Un’altra differenza sostanziale riguarda l’aspetto fiscale. I buoni pasto cartacei per i dipendenti sono detassati fino a 4 euro al giorno, i buoni pasto elettronici fino a 8 euro al giorno. Fino a queste soglie per il lavoratore non concorrono alla formazione del reddito imponibile.

Una volta scelta la tipologia vediamo quali sono i reali vantaggi per l’azienda.

I buoni pasto elettronici si traducono un risparmio per l’azienda

I costi dei buoni pasto, sia cartacei che elettronici, possono essere integralmente dedotti, a patto che siano erogati o a tutti i lavoratori o a categorie specifiche, come specificato nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate 326/E del 1997.

Sui buoni pasto erogati, poi, il datore di lavoro non dovrà effettuare ritenute contributive perché il buono pasto non concorre alla determinazione della retribuzione del dipendente. A parte il costo d’acquisto, che come abbiamo detto è interamente deducibile, l’azienda non avrà altre spese.

Il datore di lavoro, inoltre, potrà detrarre integralmente l’Iva che la società emettritrice addebita (al 4%) al momento dell’acquisto.

I costi sostenuti per i buoni pasto elettronici o cartacei, quindi, possono essere interamente recuperati dall’azienda e al tempo stesso si attribuisce ai propri dipendenti maggiore potere di acquisto.

Ovviamente il datore di lavoro può anche decidere di corrispondere al lavoratore un’indennità in denaro per i pasti, ma questa somma concorrerebbe alla formazione del reddito. E proprio per questo motivo sarebbe soggetta a tassazione e oneri previdenziali e assistenziali con costi per l’azienda ben più alti.

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