Uno dei detti più utilizzati dai trader è: «Nei mercati nulla si crea e nulla si distrugge». Questo principio, rubato alla fisica elementare, viene spesso impiegato per spiegare che, per ogni compratore in borsa, esiste un venditore e viceversa.
Sebbene questa sia una semplificazione e ci siano aspetti più complessi da considerare, il concetto di base rimane valido: in una transazione, uno dei due guadagna e l’altro perde, sia in termini di valore reale che di opportunità mancata. Alla fine, cash is trash, quindi possiamo sintetizzare il tutto dicendo: uno vince e l’altro perde.
Questa riflessione diventa particolarmente interessante alla luce di quanto emerso dal meeting annuale del 2025 di Berkshire Hathaway: la società di Warren Buffett ha accumulato un record di liquidità. In poche parole: sta vendendo azioni. Allo stesso tempo, secondo Vanguard, gli ETF domiciliati in Europa hanno attratto flussi pari a $29.5 miliardi a gennaio, segnalando che i retail investors non solo non stanno prendendo in considerazione di prendere profitto, ma stanno addirittura incrementando le loro posizioni. Nello specifico, l’azionario ha dominato con una raccolta significativa.
Questa evidente dissonanza tra le scelte di Buffett e il comportamento degli investitori retail porta a una domanda fondamentale: chi dei due guadagnerà e chi perderà?
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Cosa sta facendo Warren Buffett?
Nel 2025, la liquidità di Berkshire Hathaway è aumentata del 70%, raggiungendo oltre $330 miliardi. Questo risultato è stato ottenuto tramite vendite massicce di un gruppo selezionato di azioni globali, tra cui Bank of America con una riduzione di oltre il 20%, Apple con una riduzione di oltre il 65%, American Express e Coca-Cola con vendite significative.
Questa strategia ha sorpreso molti investitori, considerando che sia Apple che Bank of America hanno dimostrato una crescita costante e continuano a mostrare margini di profitto positivi. Gli EPS previsti sono in forte crescita, addirittura a doppia cifra. Ancora più sorprendente è la decisione di ridurre la partecipazione in Coca-Cola, una delle must-have di Buffett da decenni.
Le motivazioni dietro queste scelte possono essere molteplici. Non è detto che Buffett si aspetti un crollo imminente, ma potrebbe trattarsi di un ribilanciamento interno o di una strategia di gestione del rischio tipica dei fondi di investimento. Tuttavia, è innegabile che le sue mosse riflettano una visione prudente del mercato.
Cosa sta facendo il mercato?
Gli investitori retail, invece, sembrano muoversi in direzione opposta. Secondo il report Vanguard, gli ETF domiciliati in Europa hanno raccolto $29.5 miliardi a gennaio, segnando un nuovo record assoluto. Non c’è segno di avversione al rischio: gli investitori continuano a puntare sugli Stati Uniti e sui mercati sviluppati nonostante le valutazioni siano ai massimi storici. Il P/E medio dell’indice S&P 500 supera 21x, ben oltre la media storica a 30 anni.
Questa tendenza è confermata anche dai dati Nasdaq, che evidenziano un afflusso consistente di capitali nel settore dell’information technology, con un P/E superiore a 32x. I retail stanno comprando in modo massiccio proprio nel comparto in cui Buffett sta disinvestendo.
Un dato interessante: Apple, uno dei titoli più ridotti da Buffett, fa parte di questo settore. Sembra quasi che ci sia un passaggio di consegne tra Buffett e gli investitori retail, con il primo che vende mentre i secondi acquistano. Anche se il titolo più scambiato nel 2024 non è stato Apple, bensì NVIDIA, che ha rappresentato oltre il 15% degli scambi sul Nasdaq, un valore pari a quello dell’intero comparto tecnologico, questo incontro di interessi fa riflettere.
Chi dei due avrà ragione?
Rispondere in modo netto sarebbe semplicistico. Il fatto che Buffett stia vendendo non significa necessariamente che si aspetti un crollo imminente del mercato. Le sue scelte potrebbero essere dettate da esigenze di gestione del portafoglio o da una visione a lungo termine.
Tuttavia, il tutto può essere semplificato in due visioni contrastanti:
- Se il mercato continua a salire, gli investitori retail potrebbero ottenere guadagni nel breve termine, mentre Buffett potrebbe perdere opportunità di rendimento.
- D’altra parte, se ci fosse una correzione, Buffett sarebbe protetto, avendo convertito una parte significativa del suo portafoglio in liquidità. Al contrario, i retail potrebbero trovarsi in difficoltà, specialmente se investiti in asset con valutazioni molto alte.
Quindi, mentre le scelte di Buffett potrebbero essere dettate dalle più svariate esigenze di bilancio del fondo Berkshire Hathaway, il comportamento euforico dei retail merita attenzione: la storia dei mercati ci insegna che periodi di eccessivo ottimismo, come quello attuale, sono spesso seguiti da forti correzioni. L’instabilità è un fattore chiave da considerare: le posizioni retail sono particolarmente vulnerabili, poiché in caso di shock potrebbero innescare vendite di panico.
Cosa aspettarsi?
Buffett e i retail si trovano su due posizioni diametralmente opposte. Quindi chi dei due ha ragione? Come sempre, la verità si troverà nel mezzo: non tutto ciò che sale è destinato a crollare immediatamente, ma neanche tutto ciò che cresce in modo esponenziale può farlo all’infinito. L’analogia fra Buffett e i retail dovrebbe proprio far capire come in borsa, come del resto anche in fisica, «tutto è relativo».