Oggi esce il tasso minimo garantito sul BTP Italia Sì, un dato chiave per capire se sottoscrivere il nuovo titolo di Stato italiano indicizzato all’inflazione. Attesa per il codice ISIN.
Mentre il mondo guarda all’IPO di SpaceX oggi, il pubblico italiano attende con interesse il comunicato del Ministero dell’Economia con i tassi minimi garantiti, insieme al codice ISIN, del BTP Italia Sì, il nuovo titolo di Stato in collocamento da lunedì 15 a venerdì 19 giugno (fino alle ore 13), salvo chiusura anticipata, pensato per i piccoli risparmiatori.
Sull’orario preciso dell’annuncio il MEF non si sbilancia mai, ma chi segue le emissioni retail da anni sa che il comunicato arriva di norma in tarda mattinata, in una finestra che va indicativamente dalle 11 alle 13. È andata così per la gran parte dei BTP Valore e dei precedenti BTP Italia, con il Tesoro che attende l’apertura dei mercati, osserva l’andamento dei rendimenti sul secondario e poi diffonde la nota ufficiale, che viene pubblicata sul sito del Dipartimento del Tesoro e ripresa quasi in tempo reale dalle agenzie. Conviene quindi tenere d’occhio i canali del MEF a partire da metà mattinata, come anche questa pagina, che sarà aggiornata non appena i tassi minimi saranno divulgati.
Nell’attesa, vediamo quali sono le attese degli analisti e le ipotesi di rendimento, alla luce del meccanismo di calcolo delle cedole indicizzate all’inflazione e della sua durata (scadenza al 23 giugno 2031).
Quanto rende il BTP Italia Sì? Le ipotesi degli analisti
Il consensus degli analisti colloca il tasso minimo garantito tra l’1,80% e l’1,90% annuo ma alcuni osservatori, guardando ai rendimenti del BTP a tasso fisso con scadenza 2031 (intorno al 3,25%) e all’inflazione attesa, ritengono che il livello coerente con il mercato sarebbe più vicino all’1,25-1,40%, con il Tesoro che potrebbe comunque concedere qualcosa in più per attirare il pubblico retail e spingere alla sottoscrizione. Ricordiamo che il tasso annunciato oggi potrà essere confermato o ritoccato esclusivamente al rialzo alla chiusura del collocamento.
Come si calcola la cedola del BTP Italia Sì?
Rispetto ai vecchi BTP Italia, il nuovo titolo adotta una formula più lineare, con la cedola semestrale data dalla somma di due componenti: la metà del tasso fisso annuo e il tasso di inflazione nazionale del semestre, misurato dall’indice ISTAT FOI (prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi). Il calcolo del rendimento viene applicato al capitale nominale sottoscritto, senza rivalutazioni del capitale.
Un esempio rende tutto più chiaro. Ipotizziamo un investimento di 10.000 euro e un tasso minimo fissato all’1,85%. La componente fissa semestrale vale lo 0,925% (1,85% diviso due, il numero delle cedole che si ricevono ogni anno). Se nel semestre l’indice FOI cresce dell’1,3%, la cedola sarà pari a 0,925% + 1,3% = 2,225%, cioè 222,50 euro lordi, che al netto della ritenuta del 12,5% diventano circa 195 euro. Se invece i prezzi restassero fermi, o addirittura dovessero scendere, scatterebbe la clausola di salvaguardia - la componente inflazione si azzera ma il tasso fisso resta intatto, quindi la cedola minima sarebbe comunque di 92,50 euro lordi a semestre.
Quale rendimento se l’inflazione sale o scende?
Proviamo a quantificare il rendimento complessivo su un orizzonte di cinque anni, fino alla scadenza del 23 giugno 2031, assumendo ancora un tasso minimo all’1,85% e includendo il premio fedeltà dello 0,6% riservato a chi sottoscrive in collocamento e mantiene il titolo fino a scadenza.
Con un FOI medio del 2,5% annuo, ipotesi non lontana dal dato di aprile (2,6%) e dalle stime ISTAT per il 2026, la cedola annua si attesterebbe intorno al 4,35% lordo. Aggiungendo il premio finale spalmato sui cinque anni (circa 0,12% l’anno), il rendimento lordo complessivo sfiorerebbe il 4,5% annuo, pari a circa il 3,9% netto dopo la tassazione agevolata. Se invece la BCE, che ha appena ripreso ad alzare i tassi, riuscisse a riportare i prezzi sotto controllo e il FOI dovesse scendere su una media dell’1,5% annuo, la cedola lorda si fermerebbe attorno al 3,35%, circa il 3,45% lordo annuo se consideriamo il premio fedeltà, ovvero poco più del 3% netto.
In entrambi gli scenari il confronto con i conti deposito e con i BTP a tasso fisso di pari durata regge, soprattutto per chi teme nuove fiammate dei prezzi. E con un tasso minimo garantito sopra l’1,80%, il nuovo BTP Italia Sì diventerebbe difficile da ignorare.
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