BTP Green, cosa sono e come investire in titoli di Stato sostenibili

Emanuele Di Baldo

18 Settembre 2026 - 17:19

Ecco come investire con i BTP Green, i titoli di Stato legati alla sostenibilità emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, tra funzionamento e vantaggi.

BTP Green, cosa sono e come investire in titoli di Stato sostenibili

I BTP Green sono una tipologia di titoli di Stato emessi dal Governo italiano per finanziare progetti legati alla transizione ecologica e alla lotta ai cambiamenti climatici. Investire in questi titoli non solo rappresenta un’opportunità per contribuire a rendere l’economia italiana più sostenibile, ma anche per ottenere un rendimento sul proprio investimento.

Dal debutto del 3 marzo 2021 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha costruito una curva verde completa: cinque titoli diversi, uno nuovo lanciato in ciascun anno, per un ammontare complessivo di 60,05 miliardi di euro collocati tra il 2021 e il 2025, secondo il Rapporto 2026 su Allocazione e Impatto pubblicato dal MEF il 24 giugno 2026. L’ultima emissione di BTP Green risale all’8 gennaio 2026, quando il Tesoro ha riaperto per 5 miliardi il BTP Green 2046 raccogliendo ordini per oltre 115 miliardi.

In questo articolo spiegheremo in dettaglio cosa sono i BTP Green, come funzionano, quanto rendono e quali sono i vantaggi per gli investitori che vogliono contribuire a rendere l’economia italiana più sostenibile.

Cosa sono i BTP Green

I BTP Green sono i titoli di Stato italiani emessi per finanziare la sostenibilità ambientale del Paese. Lo strumento nasce con la legge di bilancio per il 2020 (legge 27 dicembre 2019, n. 160) e viene disciplinato dal Quadro di riferimento per l’emissione di titoli di Stato green, pubblicato dal Tesoro il 25 febbraio 2021 e aggiornato il 4 dicembre 2025. Le spese del Governo a favore dell’ambiente sono suddivise in sei categorie: fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e termica, efficienza energetica, trasporti, prevenzione e controllo dell’inquinamento, tutela dell’ambiente e della biodiversità, ricerca in materia di sostenibilità ambientale.

Il ricavato dell’emissione è destinato a progetti in linea con gli obiettivi della Tassonomia europea delle attività sostenibili (Regolamento UE 2020/852), come la mitigazione dei cambiamenti climatici, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la protezione delle risorse idriche e dell’ambiente marino, la transizione a un’economia circolare, la prevenzione e il controllo dell’inquinamento, la protezione della biodiversità e degli ecosistemi.

Inoltre, i proventi delle emissioni di BTP Green contribuiscono anche al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 delle Nazioni Unite, in particolare:

  • l’Obiettivo 6: Acqua Pulita e Igiene,
  • l’Obiettivo 7: Energia Pulita e Accessibile,
  • l’Obiettivo 11: Città e Comunità Sostenibili,
  • l’Obiettivo 12: Consumo e Produzione Responsabili,
  • l’Obiettivo 13: Agire per il Clima,
  • l’Obiettivo 14: Vita Sott’Acqua,
  • l’Obiettivo 15: Vita Sulla Terra.

Acquistare i BTP Green significa sostenere la lotta ai cambiamenti climatici e investire nella sostenibilità del nostro Paese, con numeri che il Tesoro quantifica in modo puntuale. Il Rapporto 2026 stima che gli interventi finanziati dalle sole emissioni del 2025, pari a circa 13,6 miliardi di euro, producano una riduzione delle emissioni di CO2 di quasi 38 milioni di tonnellate, un impatto sul PIL di circa 20 miliardi di euro nell’arco di 5-6 anni, pari a quasi lo 0,9% del PIL 2025, e una ricaduta occupazionale di circa 318 mila unità di lavoro. A regime, nei dieci anni successivi alla realizzazione degli interventi, il PIL aggiuntivo stimato è di ulteriori 13 miliardi.

I BTP Green sono titoli a medio-lungo termine e presentano le medesime caratteristiche degli altri Buoni del Tesoro Poliennali: garantiscono un reddito fisso stabilito dalla cedola, pagata semestralmente, e il rimborso del valore nominale alla scadenza. Il primo BTP Green, emesso dal Tesoro italiano il 3 marzo 2021, ha scadenza 30 aprile 2045.

Inoltre, gli investitori beneficiano del regime fiscale agevolato riservato ai titoli di Stato: l’imposta sostitutiva sugli interessi e sulle plusvalenze è del 12,5% anziché del 26% applicato alla generalità delle rendite finanziarie, e i titoli sono esenti dall’imposta di successione. Un elemento che rende questi strumenti una scelta interessante per chi cerca investimenti sostenibili a lungo termine.

Caratteristiche dei BTP Green

I BTP Green sono titoli di Stato italiani emessi con l’obiettivo di finanziare progetti sostenibili e a basso impatto ambientale. Questi titoli sono identici ai tradizionali BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), ma si differenziano per il fatto che i fondi raccolti tramite l’emissione dei BTP Green sono destinati esclusivamente a spese del bilancio dello Stato con un impatto positivo sull’ambiente, come l’efficienza energetica, le energie rinnovabili, la mobilità sostenibile, la tutela del suolo e delle acque.

Un punto va chiarito subito: il vincolo ambientale non modifica il profilo di rischio del titolo. Chi sottoscrive un BTP Green ha lo stesso grado di seniority degli altri titoli di Stato italiani e non assume alcun rischio aggiuntivo legato all’esito dei progetti finanziati. Il vincolo opera sul piano della rendicontazione pubblica e della reputazione istituzionale, non su quello contrattuale.

Tracciabilità

Una delle principali caratteristiche dei BTP Green è la loro tracciabilità, ovvero la capacità di identificare le spese sostenibili per le quali sono stati raccolti i fondi. Questo rende i BTP Green uno strumento trasparente, che consente agli investitori di verificare l’effettiva destinazione dei fondi e il loro impatto ambientale. I BTP Green sono infatti conformi a uno standard internazionale di riferimento, i Green Bond Principles dell’ICMA (International Capital Market Association), che stabilisce i criteri di qualità e di trasparenza per l’emissione di obbligazioni verdi.

La verifica non si ferma all’autodichiarazione. Il Quadro di riferimento aggiornato al dicembre 2025 ha ricevuto una Second Party Opinion rilasciata da Sustainable Fitch, che certifica ex ante la conformità delle spese selezionate sia ai criteri ICMA sia, con un approccio best-effort, a quelli della Tassonomia UE. A posteriori interviene invece il Rapporto annuale di Allocazione e Impatto: quello del 2026 certifica che l’82% delle risorse è destinato ad attività conformi ai criteri di contributo sostanziale a uno o più dei sei obiettivi ambientali europei, mentre circa il 69% risulta conforme anche al principio del DNSH (Do No Significant Harm), l’obbligo di non arrecare danno significativo agli altri obiettivi ambientali. L’insieme delle spese finanziate rispetta inoltre le salvaguardie sociali minime previste dal regolamento europeo.

Rendimenti

Un’altra caratteristica importante dei BTP Green è che offrono gli stessi rendimenti dei BTP tradizionali, il che significa che gli investitori non devono rinunciare alla redditività per investire in strumenti sostenibili. Il confronto storico lo conferma: il 3 marzo 2021, giorno dell’emissione del primo BTP Green, il rendimento del titolo verde si è collocato all’1,547%, sostanzialmente in linea con quello dei BTP ordinari di pari scadenza. Inoltre, i BTP Green sono garantiti dallo Stato italiano, il che li rende un’opzione accessibile per gli investitori che desiderano contribuire a progetti sostenibili senza esporsi a rischi diversi da quelli del debito sovrano italiano.

Scadenza

Infine, è importante sottolineare che i BTP Green sono emessi con scadenze variabili: all’atto dell’emissione la durata è andata dagli 8 anni del titolo con scadenza ottobre 2031 ai 24 anni del BTP Green 2045, passando per i 12 anni e mezzo del BTP green 2035, i 13 anni e mezzo del BTP 2037 green e i 20 anni del BTP green 2046. Gli investitori possono quindi scegliere il periodo di investimento più adatto alle proprie esigenze e alle proprie strategie di portafoglio. In generale, i BTP Green rappresentano un’opzione interessante per chi desidera ottenere un rendimento dal proprio portafoglio e allo stesso tempo contribuire a rendere l’economia italiana più sostenibile.

Quanto rendono i BTP Green?

I BTP Green sono un tipo di obbligazione emessa dallo Stato italiano per finanziare progetti sostenibili. Tali obbligazioni, come i tradizionali BTP, offrono ai detentori un tasso di interesse annuo, corrisposto in due cedole semestrali, e una data di scadenza alla quale il capitale viene rimborsato integralmente.

Il rendimento dei BTP Green dipende dalle condizioni del mercato e dal rendimento richiesto dagli investitori. Poiché i BTP Green sono emessi con lo scopo specifico di finanziare progetti sostenibili, ma condividono rischio emittente e struttura con gli altri titoli di Stato, il loro rendimento risulta allineato con quello dei tradizionali BTP italiani di pari durata.

Le cedole in circolazione fotografano il ciclo dei tassi degli ultimi cinque anni. Si va dall’1,50% del primo BTP 2045 green, emesso quando i rendimenti erano ai minimi, al 4% dei titoli con scadenza 2031 e 2035, al 4,05% del titolo 2037, fino al 4,10% del BTP 46 green, la cedola più alta mai fissata su un titolo di Stato verde italiano. Chi acquista un BTP green 4% o un BTP green 4,1% sul mercato secondario, però, non incassa quel tasso come rendimento effettivo: la cedola si calcola sul valore nominale, mentre il rendimento dipende dal prezzo pagato.

È la differenza che spiega, ad esempio, perché la quotazione BTP Green 2045 resti lontana dalla pari: con una cedola dell’1,50% e una scadenza lontana, il titolo tratta ampiamente sotto 100 e restituisce gran parte del rendimento sotto forma di guadagno in conto capitale a scadenza. Al contrario, i titoli con cedola al 4% e oltre, emessi in una fase di tassi elevati, hanno quotazioni vicine o superiori alla pari.

In base alle quotazioni di Borsa Italiana del 24 giugno 2026 riportate nell’analisi del Rapporto MEF, il rendimento effettivo lordo a scadenza era pari al 3,05% per il BTP Green 2031, al 3,48% per il BTP 2035 green, al 3,71% per il BTP green 2037, al 4,18% per il BTP 45 green e al 4,21% per il BTP 2046 green. Si tratta di valori che variano ogni giorno con il prezzo di mercato e che vanno sempre verificati al momento dell’acquisto.

Su questi rendimenti lordi va poi applicata l’imposta sostitutiva del 12,5%. Un esempio concreto: sul BTP Green 2035, l’asta della decima tranche del 26 settembre 2025 ha fissato un rendimento lordo del 3,46% a un prezzo di aggiudicazione di 104,63, corrispondente a un rendimento netto stimato da Assiom Forex del 2,927%.

BTP Green: le precedenti emissioni

Tutte le edizioni del BTP Green hanno registrato una domanda ampiamente superiore all’offerta, grazie all’interesse degli investitori istituzionali con mandati ESG.

La prima emissione di marzo 2021, relativa al titolo con scadenza 30 aprile 2045 (ISIN IT0005438004), ha stabilito il record di richieste per un’emissione inaugurale di green bond sovrano in Europa: circa 530 investitori, di cui oltre la metà ESG, per una domanda complessiva di oltre 83 miliardi di euro a fronte di 8,5 miliardi collocati. La cedola è stata fissata all’1,50%, con prezzo di aggiudicazione di 99,168 e rendimento lordo all’emissione dell’1,547%. Gli investitori esteri si sono aggiudicati circa il 70% del collocamento. Il successo è stato confermato nell’ottobre 2021 con la riapertura sindacata da 5 miliardi, che ha visto la partecipazione di circa 350 investitori, quasi la metà dei quali di tipo ESG.

Nel settembre 2022 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato via sindacato bancario 6 miliardi di euro con scadenza 30 aprile 2035, raccogliendo ordini per 40 miliardi da circa 290 investitori, con una cedola annua lorda del 4%. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,734, corrispondente a un rendimento lordo all’emissione del 4,067%. Il BTP green 35 è poi stato riaperto in asta a più riprese: il 14 marzo 2023 il Tesoro ne ha collocati 2 miliardi, al massimo della forchetta preventivamente indicata, con un rendimento lordo del 4,397% su un prezzo di 96,7.

Ad aprile 2023 è arrivato il terzo titolo, il BTP Green 2031 (ISIN IT0005542359), con scadenza 30 ottobre 2031 e cedola del 4%. L’importo emesso è stato di 10 miliardi di euro a fronte di una domanda di 52,9 miliardi da parte di circa 290 investitori, con una quota ESG pari a circa due terzi del collocamento. Il prezzo di aggiudicazione è stato di 99,888, per un rendimento lordo annuo all’emissione del 4,056%. Successive tranche in asta hanno portato il circolante del titolo a 13,026 miliardi di euro dopo il collocamento di marzo 2025.

Il 14 maggio 2024 il Tesoro ha lanciato il BTP Green 2037 (ISIN IT0005596470), con scadenza 30 ottobre 2037 e cedola del 4,05%. L’importo emesso è stato di 9 miliardi a fronte di una domanda di oltre 84 miliardi, all’epoca la più alta mai registrata tra le emissioni di BTP Green, con circa 350 investitori e una quota ESG superiore alla metà del collocamento. Prezzo di aggiudicazione 99,865, rendimento lordo all’emissione 4,104%. Il titolo è stato riaperto via sindacato nel giugno 2025 per altri 5 miliardi, con una domanda di oltre 90 miliardi e una partecipazione ESG di poco inferiore all’80%, la più alta mai registrata: in quell’occasione il collocamento è avvenuto ampiamente sopra la pari, a 103,866, per un rendimento del 3,692%.

L’8 gennaio 2025 è stata la volta del BTP Green 2046 (ISIN IT0005631608), primo titolo di Stato verde italiano a 20 anni, con scadenza 30 aprile 2046. La cedola del BTP green 2046 è stata fissata al 4,10%, la più elevata della serie. L’emissione, inserita in un’operazione dual tranche insieme a un BTP a 10 anni, ha raccolto una domanda di circa 130 miliardi da oltre 430 investitori a fronte di 5 miliardi collocati, con un prezzo di aggiudicazione di 99,465 e un rendimento lordo all’emissione del 4,181%. Gli investitori esteri hanno sottoscritto l’80,2% del titolo.

L’operazione più recente è la riapertura sindacata dell’8 gennaio 2026: altri 5 miliardi di BTP green 46, con una domanda di oltre 115 miliardi da circa 360 investitori e una quota ESG del 55%, in linea con la prima emissione del gennaio 2025. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,778, corrispondente a un rendimento lordo annuo del 4,158%, portando l’ammontare circolante a 10 miliardi di euro.

Dove finiscono i soldi raccolti con i BTP Green?

Il Rapporto 2026 su Allocazione e Impatto consente di rispondere alla domanda che interessa di più chi compra questi titoli per convinzione e non solo per rendimento: quali spese vengono effettivamente finanziate.

Dei circa 13,6 miliardi raccolti con le emissioni 2025 e allocati su interventi realizzati nel quadriennio 2022-2025, la voce più consistente è l’efficienza energetica, con 6,17 miliardi di euro, pari al 45,2% del totale. Di questi, 6,09 miliardi finanziano il Superbonus 110% con riferimento agli interventi conclusi nel 2023, mentre circa 81 milioni riguardano la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica nell’ambito del programma «Sicuro, verde e sociale».

Seguono i trasporti, con oltre 4,7 miliardi pari al 34,7%: potenziamento delle infrastrutture ferroviarie, elettrificazione delle linee esistenti, nuove tratte ad alta velocità e alta capacità, circa 475 milioni per il trasporto pubblico locale e 348 milioni per il rinnovo sostenibile del parco veicolare tramite Ecobonus automotive ed Ecobonus veicoli. Insieme, queste due categorie assorbono circa l’80% delle risorse.

La tutela dell’ambiente e della biodiversità vale 1,28 miliardi, pari al 9,4%, con 526 milioni destinati alla difesa del suolo e alla mitigazione del rischio idrogeologico, circa 226 milioni alle infrastrutture idriche e circa 231 milioni al sistema nazionale delle aree protette. La prevenzione e il controllo dell’inquinamento assorbono 805 milioni (5,9%), la ricerca ambientale 516 milioni (3,8%), destinati a enti come Enea, Crea e Ispra, alla partecipazione italiana al Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e al Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, oltre che alla ricerca nelle basi in Antartide.

Alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili autoconsumata va invece appena l’1,1% del totale, poco meno di 150 milioni: 135,4 milioni finanziano i regimi di esclusione ed esenzione dall’accisa sull’energia autoconsumata da impianti rinnovabili, mentre 12,6 milioni sono destinati, per la prima volta, a impianti fotovoltaici, smart grid, autoconsumo collettivo e comunità energetiche nei territori montani nell’ambito del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane. Il contributo complessivo dei BTP Green ai regimi di esenzione fiscale sulle rinnovabili, considerando l’intero periodo 2021-2025, si attesta a circa 650 milioni di euro.

Come funziona l’acquisto di un BTP Green

Il Tesoro italiano emette i BTP Green utilizzando due metodi: il sindacato di collocamento o un’asta marginale, a seconda delle condizioni di mercato.

Tutte le emissioni inaugurali di BTP Green, dal titolo con scadenza aprile 2045 a quello con scadenza aprile 2046, sono state collocate tramite la formula del sindacato, ossia riservate agli investitori istituzionali attraverso un consorzio di banche lead manager selezionate tra gli Specialisti in titoli di Stato. Le riaperture successive avvengono invece sia via sindacato, come nel caso del BTP Green 2037 nel giugno 2025 e del BTP Green 2046 nel gennaio 2026, sia tramite asta ordinaria aperta agli Specialisti.

Una volta che l’emissione approda sul mercato secondario, i privati cittadini hanno la possibilità di acquistare tali obbligazioni. La formula del sindacato esclude i risparmiatori dal collocamento iniziale, ma non dall’investimento: i titoli sono quotati sul MOT fin dal giorno del regolamento. Il BTP Green 2031, ad esempio, è quotato al MOT dal 13 aprile 2023, mentre il BTP Green aprile 2046 lo è dal 13 gennaio 2025.

Nel caso dell’asta marginale, il prezzo di aggiudicazione e la quantità emessa sono stabiliti a discrezione del Tesoro. I dettagli del collocamento supplementare riservato agli Specialisti in titoli di Stato sono specificati in ogni decreto di emissione. Ogni intermediario è tenuto a fare richieste di almeno 500.000 euro per ciascuna delle 5 richieste previste. I prezzi offerti dagli operatori partecipanti all’asta possono variare di un centesimo di euro o multipli di tale cifra.

I titoli BTP Green possono essere negoziati dai risparmiatori individuali sul Mercato Telematico delle Obbligazioni e dei titoli di Stato (MOT), con un taglio minimo di 1.000 euro, o su altre piattaforme di negoziazione, seguendo il principio della best execution introdotto con la MiFID. Gli investitori istituzionali operano invece sul mercato secondario regolamentato all’ingrosso (MTS), dove le operazioni non possono essere inferiori a 2 milioni di euro. Per l’acquisto è sufficiente rivolgersi alla propria banca, al proprio consulente finanziario o operare direttamente tramite home banking.

Perché investire in BTP Green?

Ci sono diversi motivi per cui un investitore potrebbe considerare di investire in BTP Green.

In primo luogo, gli investimenti sostenibili sono sempre più richiesti dagli investitori e dalle istituzioni finanziarie, che incorporano criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei loro processi decisionali. Investire in BTP Green consente di contribuire direttamente al finanziamento di spese pubbliche a impatto ambientale positivo in Italia, con una rendicontazione annuale che quantifica i risultati ottenuti.

In secondo luogo, i BTP Green offrono gli stessi rendimenti dei tradizionali BTP italiani, a parità di scadenza e di rischio emittente. Questo significa che gli investitori possono ottenere un ritorno sul proprio investimento mentre allo stesso tempo promuovono lo sviluppo sostenibile del Paese, senza pagare alcun premio per la scelta «verde».

A questo si aggiunge il vantaggio fiscale comune a tutti i titoli di Stato, con l’imposta sostitutiva al 12,5% sugli interessi e sulle plusvalenze e l’esenzione dall’imposta di successione.

Inoltre, gli investimenti in BTP Green possono offrire una diversificazione del portafoglio in termini di scadenze: con cinque titoli quotati che coprono un arco temporale dal 2031 al 2046, è possibile costruire posizioni su orizzonti molto diversi, dai cinque anni residui del titolo più breve ai venti del più lungo.

Restano da considerare i rischi tipici di ogni obbligazione a tasso fisso. Chi porta il titolo a scadenza ottiene il rimborso integrale del valore nominale, ma chi vende prima è esposto alle oscillazioni di prezzo legate ai tassi di interesse: più lunga è la scadenza, maggiore è la sensibilità del prezzo, come mostra proprio l’andamento del BTP Green 2045.

In generale, investire in BTP Green può offrire numerosi vantaggi, tra cui la possibilità di promuovere lo sviluppo sostenibile del Paese, di ottenere un ritorno sul proprio investimento e di diversificare il portafoglio. Gli investitori che desiderano sostenere l’ambiente e la società possono considerare l’investimento in BTP Green come una scelta responsabile ed efficace.