Per ora, lo spread BTP-Bund a 10 anni regge, continuando a oscillare al di sotto della soglia dei 90 punti base, bucata qualche giorno fa.
Reggono anche i rendimenti dei BTP, che oscillano attorno al 3,58%, a conferma di come le dichiarazioni che sono state proferite stamattina, decisamente bearish per i Titoli di Stato di tutta l’area euro, dunque non solo di quelli italiani, non hanno ancora lasciato il segno. Almeno per ora.
In generale, nella sessione odierna, i rendimenti dei bond dell’Eurozona puntano solo lievemente verso l’alto, in attesa di capire cosa accadrà all’Europa, nel momento in cui si conoscerà l’entità effettiva dei dazi che gli Stati Uniti di Donald Trump si apprestano a sferrare sui prodotti che l’America importa dall’Unione europea. La trepidazione è alta, e i trader sono tutti con il fiato sospeso, come dimostra la tensione che si avverte anche sui mercati azionari. Detto questo, non possono essere ignorate quelle parole che interessano direttamente i BTP, i Bund, i Bonos, gli OAT e tutti gli altri titoli del debito dell’area euro.
BCE, non solo tassi: il falco tedesco Schnabel ricorda il QT in atto
Le parole, piuttosto forti, sono state proferite da Isabel Schnabel, esponente tedesca del Comitato esecutivo della BCE, nota per essere tra i membri più falchi dell’istituzione.
Interpellata da Econostream Media, Schnabel ha risposto a diversi interrogativi sulla direzione futura dei tassi di interesse e sull’economia dell’Eurozona, confermando il suo DNA hawkish e affermando che “ soltanto una deviazione significativa dell’inflazione ” giustificherebbe un’altra sforbiciata al costo del denaro dell’area euro.
L’economista ha reiterato la propria fiducia nella solidità dell’economia dell’Eurozona, che ha definito “resiliente”, anche a fronte dei dazi che stanno per essere imposti dall’America di Trump, ricordando come la crescita del PIL relativa al primo trimestre del 2025 sia stata migliore delle attese.
Ma Schnabel non ha parlato soltanto di tassi e di economia dell’area euro. Commenti sono stati rilasciati anche su quei bazooka monetari con cui l’Eurotower, a partire dai tempi in cui numero uno dell’istituzione era l’ex presidente del Consiglio Mario Draghi, ha blindato il mercato dei Titoli di Stato dell’area euro, ovvero i bond dell’Eurozona, incluso l’ultimo strumento ad hoc che è stato sfornato nel periodo più drammatico della pandemia Covid-19, nel 2020, da Christine Lagarde.
Il riferimento, doppio, è stato al piano APP, o PPA in italiano, termine tecnico che indica il piano di QE-Quantitative easing e anche al programma noto come PEPP-QE pandemico: piani che, dopo aver secondo alcuni drogato soprattutto i mercati dei Titoli di Stato dei Paesi periferici ex PIIGS, Italia e Grecia in primis, sono stati mandati in pensione, soppiantati da un programma diametralmente opposto, che porta il nome di QT-Quantitative Tightening e che negli Stati Uniti della Fed è già conosciuto, così come è attivo anche in altre economie (come ormai nello stesso Giappone, sostenitore storico del QE-Quantitative easing).
Spiegato con parole semplici, il Quantitative Tightening è un piano con cui le banche centrali si mettono praticamente a dieta, sfoltendo la mole di bond di cui hanno fatto incetta negli anni precedenti con i bazooka QE, tradizionali e/o straordinari.
L’esponente falco della BCE Isabel Schnabel ha parlato proprio di questo programma, illustrando quelle che saranno le prossime mosse di Francoforte per liberarsi o meno dei Titoli di Stato che intasano ancora il suo bilancio.
In particolare, alla domanda se questa dieta rischi di ostacolare in qualche modo la trasmissione della politica monetaria dell’Eurotower, o di scombinare il funzionamento del mercato, il falco tedesco ha risposto con “Assolutamente no”, facendo notare che “ è importante comprendere il funzionamento del nostro quadro operativo, che è concepito in modo da assicurare una trasmissione fluida della politica monetaria”.
QT? “I portafogli di BTP & Co. accumulati con piani QE e PEPP saranno portati a zero”
Passando alla questione cruciale relativa a come lo smobilizzo dei bond sovrani avverrà, Schnabel ha dato una notizia che non piacerà affatto a chi, come l’Italia, ha contato sempre sulla mano salvifica della BCE tesa a proteggere i BTP dalle fauci della speculazione, ricordando che, “in linea con la nostra decisione, i portafogli di bond di politica monetaria costituiti con il piano di acquisti di asset (APP) e con il programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) saranno ridotti a zero ”.
Zero: un numero che farà venire la pelle d’oca a chi sperava che la BCE non smobilizzasse almeno del tutto la molte di debiti sovrani di cui ha fatto shopping.
Praticamente, tutti quei BTP, Bund & Co. che tuttora stazionano nella pancia della BCE saranno scaricati.
Il falco tedesco non teme alcun terremoto finanziario
Ma come sarà possibile evitare un terremoto finanziario?
Schnabel ha fornito rassicurazioni sottolineando che, per fornire liquidità al sistema finanziario, la Banca centrale europea ricorrerà a operazioni strutturali, ovvero a operazioni di prestiti di più lungo termine e a portafogli strutturali di bond. Operazioni comunque “distinte”, ha tenuto a precisare l’esponente della BCE, rispetto al “ Quantitative easing (QE), che rimane uno strumento da utilizzare in circostanze eccezionali e a cui si ricorrerà con più moderazione in futuro ”.
La notizia confortante è che Schnabel non paventa alcuno shock in particolare, visto che il QT, ha precisato, sta procedendo in modo graduale.
Ma la paura che, oltre che a non essere più acquistati dalla BCE, i BTP e gli altri bond dell’Eurozona finiscano per essere mollati al mercato spaventa ovviamente tutti.
L’altro esponente della BCE Piero Cipollone predica cautela nella gestione del QT
Un attenti a non esagerare con lo smobilizzo dei BTP & Co è stato lanciato già qualche mese fa da Piero Cipollone, esponente del Comitato direttivo della BCE che ha invitato Francoforte a essere prudente nella gestione del QT-Quantitative Tightening.
Di fatto, con il piano - come ha ricordato un articolo di Reuters - la BCE punta a far scadere nei prossimi anni centinaia di miliardi se non trilioni di euro di debito e, nello specifico solo nel 2025, 500 miliardi di euro, soprattutto bond governativi.
Ben consapevole delle possibili ripercussioni sui mercati, Cipollone ha predicato subito grande cautela: “L’ulteriore flessione del nostro bilancio deve rimanere su un percorso graduale e prevedibile, al fine di impedire gli effetti di amplificazione finanziaria”, ha detto, rivolgendosi espressamente alla BCE.
L’attenti sul piano QT lanciato dagli strategist di Bank of America Global Research
Un attenti è stato lanciato anche dagli strategist di Bank of America Global Research, che hanno pubblicato alla metà di aprile un rapporto indicando che, sulla base dei calcoli effettuati e per opera del Quantitative Tightening, il bilancio della BCE è atteso contrarsi dell’11% entro la fine del 2026, rispetto al valore presentato alla fine del 2024, a fronte di una liquidità che, nello stesso arco temporale, soffrirà una flessione del 21%.
In particolare il responsabile del rapporto e strategist della divisione sui tassi di Bank of America Ronald Man ha detto di ritenere che il valore del bilancio della BCE scenderà da 6,4 trilioni di euro della fine del 2024 a 6 trilioni entro la fine del 2025, per poi ridursi a €5,7 trilioni entro la fine del 2026, in calo dell’11%.
In rapporto al PIL, questo significa che l’ammontare del bilancio si contrarrà dal 42% al 38% per scendere infine al 36%. Fenomeno che preoccupa a quanto pare Man, che ha scritto di credere che il QT-Quantitative Tightening finirà per limitare la capacità finanziaria della BCE e la sua abilità a rispondere alle fluttuazioni economiche.