BTP, Bund, Bonos o OAT? Nel 2026 il miglior titolo di Stato europeo non è quello che paga di più. La classifica che sorprende, con i dati su rendimenti, debito e rating di ogni Paese.
I titoli di Stato europei sono stati per molto tempo sinonimi di rendimento minimo. Chi cercava cedole interessanti doveva spostarsi su strumenti più rischiosi, su scadenze molto lunghe o su mercati lontani dall’euro. Oggi lo scenario è cambiato, i tassi sono tornati su livelli che non si vedevano da tempo e anche le obbligazioni governative hanno riconquistato un ruolo centrale nei portafogli.
La tentazione, però, è sempre la stessa: guardare la tabella dei rendimenti e scegliere il Paese che offre la percentuale più alta. È un approccio comprensibile, ma incompleto. Un titolo di Stato non va giudicato soltanto per la cedola o per il rendimento a scadenza; conta il rischio dell’emittente, la durata del titolo, la volatilità dei prezzi, la liquidità del mercato, la fiscalità e, quando si esce dall’area euro, anche il rischio cambio.
Proprio per questo la risposta alla domanda su quali siano oggi i migliori titoli di Stato europei può sorprendere. Non vincono necessariamente i Paesi più solidi in assoluto. E non vincono necessariamente quelli che pagano di più. La fascia più interessante sembra stare nel mezzo, dove rendimento e rischio trovano un equilibrio più convincente. [...]
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