Brexit, sterlina trema: rispunta ipotesi no-deal

La sterlina inglese in balia della Brexit: è tornata sul tavolo l’ipotesi di no deal

Brexit, sterlina trema: rispunta ipotesi no-deal

La sterlina inglese ancora una volta in balia della Brexit.

Stando alle ultime notizie giunte da Londra, sono state le ultime decisioni dell’esecutivo britannico a far cadere la valuta di Sua Maestà, che in un breve arco di tempo ha eroso gran parte dei guadagni messi a segno con le elezioni del 12 dicembre.

A pesare sulla sterlina inglese, nello specifico, è stato il rispolverare l’ipotesi di no-deal, uno spettro a lungo accantonato che oggi però è tornato a far tremare sia il Regno Unito che l’Unione europea.

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Brexit, sterlina inglese e no-deal: cosa è successo?

Stando a quanto riportato da numerosi media internazionali, la House of Commons si sarebbe già seduta al tavolo delle discussioni con l’obiettivo di portare a compimento la Brexit nel più breve tempo possibile.

Tra le ipotesi al vaglio, secondo le indiscrezioni, ci sarebbe quella di bloccare legalmente qualsiasi ulteriore rinvio o estensione dei termini del divorzio (oggi previsti fino a un massimo di 2 anni). Soltanto parlare di uno scenario del genere ha portato la sterlina inglese a perdere ampio terreno.

L’imposizione del suddetto paletto normativo, infatti, renderebbe meno flessibile l’uscita del Regno Unito dall’UE e rispolvererebbe lo spettro del no-deal.

Probabilmente, insomma, Boris Johnson revisionerà la legge sulla Brexit (formalmente nota come legge sull’accordo di recesso) in modo da escludere esplicitamente qualsiasi estensione del periodo di transizione oltre dicembre 2020.

Quest’ultimo, invece, sarà cruciale. Entrambe le parti dovranno negoziare per trovare un’intesa commerciale soddisfacente ma soprattutto efficace sia per Londra che per Bruxelles.

Durante il periodo di transizione, le leggi dell’UE continuano ad applicarsi nel Regno Unito (che sarà considerato ancora uno Stato membro). Londra però non sarà più rappresentata nelle istituzioni del blocco.

Come anticipato, la normativa attualmente in vigore ha dato a entrambe le parti la possibilità di optare per un’estensione di tale fase transitoria (fino a un massimo di due anni). La revisione normativa di Johnson però potrebbe far decadere tale facoltà.

Soltanto nominare nuovamente l’ipotesi di Brexit no-deal ha avuto un impatto negativo sulla sterlina inglese, crollata di oltre mezzo punto percentuale contro il dollaro USA. Al momento in cui si scrive il cambio GBPUSD sta crollando intorno a quota 1,316.

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