Brexit, Honda: a rischio i dipendenti

Nel 2022 si prevede una bufera per i lavoratori della Honda che si trovano in Inghilterra. Ecco cosa accadrà e perché.

Brexit, Honda: a rischio i dipendenti

Un’indiscrezione trapelata prima del tempo afferma che la Honda intende prendere una severa decisione per un suo stabilimento che si trova in Inghilterra. Infatti l’annuncio doveva essere fatto martedì 19 febbraio 2019 e con molta probabilità, a questo punto, se ne riceverà conferma.

Non sembra essere una scelta dettata dalla brexit, ma rimane indubbio il fatto che molte aziende nipponiche stiano chiudendo i battenti nel Regno Unito causando una distesa paura tra i cittadini.

Brexit e Honda: la resa dei conti

Martedì 19 febbraio 2019, la casa automobilistica Honda avrebbe dovuto dare un importante annuncio riguardo ai suoi progetti in Inghilterra, tuttavia i rumors l’hanno bruciata sul tempo.

Infatti secondo Sky News e Bbc, la Honda vorrebbe chiudere lo stabilimento britannico di Swindon, questo significa che sono a rischio ben 3,500 posti di lavoro. Lo smantellamento non è a breve, ma è previsto per il 2022. In Inghilterra c’è anche un altro sito nella zona di Bracknell che manterrà attivo così come il suo team di Formula 1 presente in Inghilterra.

L’annuncio esce a ridosso del 29 marzo data importante per la decisione sulla brexit, non manca quindi un po’ di paura che questa sia una mossa strategica in virtù di una sua possibile concretizzazione.

Tuttavia non sembrerebbe centrarci nulla. Si tratta di un’azione della casa nipponica per consolidare la produzione nel proprio paese entro il 2021 e che attualmente è dislocata in Europa.

Il deputato conservatore di Swindon, Justin Tomlison, ha confermato la notizia:

La decisione non è legata alla brexit. È piuttosto una conseguenza del mercato globale. Honda sta cercando di consolidare la produzione in Giappone

Nonostante non sia una conseguenza della brexit, si tratta di una scelta che lascia l’amaro in bocca considerando che solo nel 2018 lo stabilimento di Swindon ha fabbricato oltre 160 mila veicoli pari al 10% della produzione totale in Inghilterra.

Giappone lascia l’Inghilterra

L’annuncio, ancora non ufficiale, che l’Honda voglia chiudere lo stabilimento di Swindon rappresenta solo la punta dell’iceberg di un processo nato tempo prima. Non sottolinea unicamente la drammatica situazione di migliaia di persone che si ritroveranno disoccupate, ma un trend in forte crescita e la possibilità che l’Inghilterra si possa vedere esclusa.

Infatti prima della Honda, la Nissan ha affermato che non intende più produrre il suo cross-over X Trail nel Regno Unito, poi la Sony e la Panosonic hanno dichiarato di voler trasferire la sede principale in Olanda, infine Airbus ha annunciato che potrebbe prendere delle decisioni severe se la brexit dovesse concretizzarsi.

Secondo Han Dorussen, professore all’Università dell’Essex, senza un efficace accordo che permetta all’Inghilterra di avere un accesso privilegiato al mercato dell’UE, questo sarà il rapporto con le realtà imprenditoriali giapponesi:

Dalla metà degli anni ’80, il Regno Unito è stato la porta di accesso del Giappone verso l’Europa. Senza un commercio libero e aperto tra il Regno Unito e la Ue, le aziende giapponesi non si faranno impressionare da accordi commerciali bilaterali tra Regno Unito e Giappone

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