Il mercato sottovaluta il rischio? Perché il greggio potrebbe esplodere con la guerra tra Iran e USA.
Nel pieno di una nuova escalation in Medio Oriente, gli analisti finanziari di Wall Street cercano di valutare le conseguenze economiche e finanziarie di un conflitto che rischia di avere effetti sistemici. Il primo e più immediato impatto riguarda le prezzi dell’energia, con ripercussioni che si propagano a cascata su inflazione, crescita e stabilità dei mercati. L’impressione generale è che molti operatori siano stati colti di sorpresa dagli sviluppi recenti, costretti ora a rivedere scenari che fino a poche settimane fa davano per improbabili interruzioni significative dell’offerta.
Emblematico è il caso di JPMorgan, i cui analisti petroliferi hanno ammesso apertamente di aver sottovalutato il rischio di una disruption senza precedenti. Nel frattempo il prezzo del Brent è balzato dell’8 per cento fino a 78,50 dollari al barile, mentre strumenti finanziari legati al greggio, come l’ETC quotato a Londra WisdomTree Brent Crude Oil, hanno registrato rialzi significativi. La domanda che domina i mercati è quanto ancora possano salire le quotazioni se la situazione non dovesse normalizzarsi rapidamente.
Il nodo cruciale è lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un quinto dell’intera offerta mondiale di petrolio. Si tratta di un chokepoint strategico: ogni giorno vi passano in media circa 20 milioni di barili. Secondo la International Energy Agency, soltanto 4,2 milioni di barili possono essere reindirizzati verso oleodotti e porti alternativi. Questo significa che una parte consistente dell’offerta globale rischia di restare bloccata. Inoltre, una quota rilevante della capacità produttiva inutilizzata dell’OPEC si trova proprio all’interno del Golfo, quindi sul lato “sbagliato” di un’eventuale chiusura prolungata dello stretto. [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA