Brasile al collasso: 100mila casi in 24 ore

Marco Ciotola

27 Marzo 2021 - 21:56

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Sanità al collasso e nuovi positivi giornalieri che segnano record su record. Molti puntano il dito contro Bolsonaro

Brasile al collasso: 100mila casi in 24 ore

Giovedì notte il ministero della Salute brasiliano ha riportato la tragica cifra di oltre 100.000 nuovi casi di coronavirus confermati in sole 24 ore, la cifra più alta nel Paese da inizio pandemia.

Finora, sono 303.462 i decessi legati al virus stando ai dati ufficiali, con le medie degli ultimi sette giorni a dipingere un quadro ancora più cupo.

15.963 morti dal 19 al 25 marzo e 14.610 morti nella settimana precedente: sono i numeri più alti della pandemia finora e vanno decisamente in direzione di un aumento, considerando anche un sistema sanitario letteralmente al collasso.

Nel suo reportage, la CNN descrive il via vai frenetico degli infermieri tra stanze sovraffollate e crisi respiratorie che fanno fatica a contenere.

Brasile, contagi fuori controllo

Il Brasile ha registrato circa il 24% di tutti i decessi da coronavirus nel mondo nelle ultime due settimane, stando ai dati della John Hopkins University.

In particolare è una temuta variante della Covid-19, chiamata P1, che continua a dilagare nel Paese, visto un più elevato grado di contagiosità e un decorso apparentemente più grave, che non di rado porta al ricovero anche i più giovani.

In più della metà dei distretti federali gli ospedali superano il 90% di occupazione della terapia intensiva, il che significa che, laddove non si è ancora registrato un collasso, il rischio che arrivi è imminente.

A farlo notare alla CNN sono proprio medici, infermieri e tutto il personale ospedaliero, persino i dipendenti del cimitero. Tutti parlano senza mezzi termini di “uno scenario di guerra” .

La saturazione degli ospedali è tale che in un video che circola nelle ultime ore si vedono 12 ambulanze con pazienti attendere fuori da un ospedale di San Paolo per un posto letto all’interno.

Inevitabili i risvolti politici della situazione, e in molti puntano il dito contro il presidente Jair Bolsonaro, accusato di aver “vacillato” nel corso di quest’ultima ondata, e di non essersi mostrato mai in grado di compiere passi significativi per cercare di avviare una risposta nazionale coordinata.

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