Borsa Italiana diventa americana? Le conseguenze

Borsa Italiana diventa americana: LSE ha completato l’acquisizione di Refinitiv. Quali conseguenze?

Borsa Italiana diventa americana? Le conseguenze

La Borsa Italiana sta diventando americana. Il London Stock Exchange Group, controllante della stessa Piazza Affari, ha infatti approvato con una maggioranza schiacciante la definitiva acquisizione di Refinitiv.

Un’operazione monstre da svariati miliardi di dollari (debito incluso) che avrà inevitabili conseguenze sia sui mercati finanziari globali che, nello specifico, su quello del Belpasese.

Negli ultimi mesi il risiko azionario si è scaldato e la Borsa Italiana è ripetutamente finita al centro di numerose speculazioni. Con l’acquisizione di Refinitiv da parte di LSE Piazza Affari è diventata praticamente americana, ma anche in questo caso le conseguenze di tale novità potrebbero essere diverse.

Borsa Italiana diventa americana: le conseguenze

Come previsto dalla maggior parte del mercato, l’assemblea del London Stock Exchange ha approvato (con il 99% dei voti a favore) l’operazione d’acquisto della società statunitense Refinitiv, provider di dati valutato nientemeno che 27 miliardi di dollari.

Il via libera di ieri aprirà le porte a una vera e propria rivoluzione sui mercati, che si concretizzerà probabilmente nella prossima primavera, più o meno nel secondo trimestre del 2020.

Le conseguenze di questa operazione saranno diverse. Secondo i calcoli effettuati da Milano Finanza l’acquisizione di Refinitiv permetterà proprio ai suoi azionisti di controllare il 37% di LSE (con diritti di voto comunque inferiori al 30%). Essi, di conseguenza, finiranno per essere primi azionisti di Borsa Italiana, che diventerà in qualche modo americana.

Cosa accadrà allora?

Uno scenario del genere, ha continuato il quotidiano citato, potrebbe spingere il Governo italiano a intervenire invocando l’ormai nota golden power, di recente estesa con l’obiettivo di fornire una maggior tutela agli asset tricolori.

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Tra le conseguenze anche un’ipotetica cessione di Piazza Affari sia per ridurre i debiti del LSE, in aumento dopo l’acquisizione di Refinitiv, sia per “rispondere alle richieste dei regolatori”.

Stando ancora a quanto riportato da MF, gli osservatori di Mediobanca starebbero attualmente ipotizzando la nascita di una cordata formata da privati e istituzionali (come Cassa Depositi e Prestiti). Un gruppo magari interessato ad acquistare il 40-50% dei titoli a prezzo di IPO e alla quotazione del 50% rimanente a Milano.

Il tutto, seguito dal veto del Presidente del Consiglio, potrebbe far tornare Borsa Italiana definitivamente e completamente nelle mani del Belpaese.

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