Borsa Italiana, attenti a queste azioni. Come muoversi?

Laura Naka Antonelli

02/04/2026

Come investire con l’incognita rappresentata dalla guerra USA-Iran, lo shock del petrolio e la paura di rialzi dei tassi BCE. Le azioni di Piazza Affari da attenzionare.

Borsa Italiana, attenti a queste azioni. Come muoversi?

Borsa Italiana sotto osservazione: come muoversi a Piazza Affari, dopo un mese di marzo a dir poco pessimo per i principali mercati azionari mondiali? Su quali azioni puntare, e quali invece quelle verso cui ridurre la propria esposizione?

In un clima dominato dall’incertezza, e in cui la Borsa Italiana rimane ostaggio degli sviluppi della guerra in Iran e delle continue dichiarazioni rilasciate dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, a fare da market mover continueranno a essere il trend dei prezzi del petrolio e le speculazioni dei trader sulle prossime decisioni di politica monetaria che saranno adottate dalle banche centrali: nel caso dell’Italia e dell’Eurozona, le scommesse sulla traiettoria dei tassi che sarà decisa dalla BCE di Christine Lagarde.

Tra le azioni quotate a Piazza Affari, sotto la lente rimangono soprattutto quelle delle aziende energetiche e del settore oil, così come quelle del settore della difesa. Attenzione dunque a come muoversi e su quali azioni investire di più.

Borsa Italiana e non solo. Mercati osteggio di trend prezzi petrolio e parole Trump con guerra in Iran

Sotto i riflettori le raccomandazioni che sono arrivate dagli analisti di Equita SIM, contenute nel report mensile “Monthly Italy”, dedicato alla Borsa Italiana.

La SIM milanese ha ricordato le principali vicende che hanno caratterizzato il mese di marzo, iniziato con lo shock della guerra in Iran, che ha preso il via alla vigilia, con gli attacchi che gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato il 28 febbraio 2026 contro Teheran.

Ne è scaturito “un forte aumento della volatilità sui mercati ”, che hanno scontato l’escalation del conflitto e lo shock energetico, quest’ultimo scatenato dallo scatto immediato dei prezzi del petrolio.

Analisti e operatori di mercato si sono trovati costretti di conseguenza a fare i conti con la paura di una “revisione al ribasso degli utili” e di “ un rialzo dei tassi di interesse ”.

Azionario globale zavorrato dai sell con market mover petrolio e tassi

Significative sono state così le correzioni che hanno interessato l’azionario globale, scivolato del 7,7% nel mese di marzo in termini di dollari e del 5,4% in termini di euro.

Molto male, hanno ricordato gli esperti di Equita, il trend dell’indice di riferimento dell’azionario europeo (lo Stoxx 600 è capitolato del 7,1%) e della Borsa Italiana, con il listino FTSE Italia All-Share in perdita del 6,5%.

Nel complesso, il trend dei mercati azionari europei è in ogni caso “rimasto complessivamente in linea con quello dei mercati americani (S&P 500 -6%, Nasdaq -6,2%), sovraperformando leggermente i mercati emergenti (che hanno ceduto invece in termini di euro il 9,3%)”.

Inoltre, se facciamo un paragone tra quanto avvenuto a marzo e “gli episodi storici di conflitti regionali, che tipicamente generano drawdown nell’ordine del 5–10%, con punte più ampie solo in presenza di shock energetici prolungati”, la correzione che ha colpito Piazza Affari e le altre borse è stata di fatto “ coerente ”.

Tra l’altro Equita ritiene che, “ai livelli attuali, una parte significativa della correzione sembra già scontata, soprattutto nello scenario base, che prevede una graduale de-escalation o, quantomeno, un contenimento degli effetti macro più estremi”. Fermo restando, ovviamente, che le parole del Presidente americano Donald Trump, più che portare chiarezza, tendono spesso a confondere gli investitori.

In questa fase, grande market mover si conferma ancora di più per la Borsa italiana e altre borse mondiali l’aspettativa sulla direzione dei tassi, che la guerra in Iran, con lo shock del petrolio, ha del tutto stravolto: “negli USA, il mercato non prezza più tagli nel 2026, ma tassi sostanzialmente stabili” mentre, per quanto riguarda l’area euro, le aspettative sono ora di una BCE pronta ad alzare i tassi fino a +75 bps entro la fine del 2026, con il primo rialzo che, non solo secondo i mercati ma anche secondo diversi strategist, dovrebbe essere annunciato nella prossima riunione del 30 aprile.

In questo contesto, con le banche centrali che secondo Equita rimarranno comunque “sostanzialmente ferme” nel breve periodo, a fronte di una maggiore probabilità di “ future iniezioni di liquidità volte a stabilizzare il mercato obbligazionario e contenere la volatilità”, Equita SIM ha reso noto di avere una view sull’azionario “moderatamente positiva, pur riconoscendo che la fase di elevata incertezza geopolitica potrebbe prolungare la volatilità nel breve termine”.

Fiducia in Piazza Affari, le azioni che ora appaiono più interessanti tra le Mid-Cap

La fiducia degli esperti di Equita nei confronti dell’azionario e, in particolare, della Borsa Italiana, si spiega con il fatto che “i fondamentali macro non indicano al momento uno scenario recessivo centrale, le politiche fiscali – in particolare in Europa – sono più espansive rispetto al passato e le valutazioni azionarie appaiono più attraenti in Europa rispetto agli USA, dove permangono multipli più elevati e una maggiore selettività sui temi dell’intelligenza artificiale e del private credit”.

Il consiglio è di privilegiare “ qualità degli utili, visibilità dei flussi di cassa , capacità di difesa dei margini in presenza di costi più elevati, e minore leva finanziaria, affiancando un buffer di liquidità tattico per cogliere opportunità qualora la volatilità dovesse tradursi in fasi di debolezza più marcate”.

Tornando a Piazza Affari, la SIM ha ricordato che “la volatilità di marzo ha colpito in modo più pronunciato il segmento mid-small cap (FTSE Italia Mid-Cap -11%), riportando le valutazioni su livelli storicamente molto interessanti (P/E 2027E
12x)
”.

Partendo da questo presupposto, Equita ha segnalato quelle che sono le azioni a suo avviso “più interessanti del comparto, che “hanno sofferto recentemente anche una correzione”: si tratta di “Cembre, Ariston, Moltiply, Intercos, SeSa e Reply”.

Equita annuncia le variazioni al portafoglio raccomandato. Focus su Avio, Enel, Poste Italiane, ENI

Ma Equita ha apportato qualche aggiustamento anche alle posizioni accumulate su altri titoli, indicando le azioni che ha deciso di inserire nel proprio portafoglio, quelle nei confronti delle quali ha deciso di incrementare l’esposizione e un titolo su cui ha deciso invece di investire in misura inferiore.

Tra le azioni quotate alla Borsa Italiana e in particolare sul Ftse Mib, menzionati Avio (che si appresta a fare il suo debutto sull’indice benchmark di Piazza Affari); Enel; Poste Italiane ed ENI.

  • Avio entra nel portafoglio principale, e viene spostata dal portafoglio small cap a quello principale, con un peso di 160 punti base per effetto dell’entrata nell’indice FTSE MIB. Equita ha sulle azioni Avio una visione positiva, con target price a 42 euro.
  • Enel. Equita aumenta il peso delle azioni ENEL nel portafoglio principale di 50 punti base, spiegando di ritenere che le azioni siano ben posizionate nell’attuale contesto, considerato il portafoglio procurement gas non esposto Qatar, l’elevato grado di esposizione RES, Nuclear e attività regolate. La visione sui titoli è positiva, con target price pari a 11 euro.
  • Poste Italiane. Anche in questo caso, Equita ha aumentato il peso delle azioni nel portafoglio di 50 punti base, sia alla luce della recente debolezza del titolo, sia in considerazione del potenziale di creazione di valore legato all’offerta (OPAS) su TIM-Telecom Italia. La view è positiva, con target price pari a €26,50.
  • ENI. Per quanto la visione sulle azioni del colosso dell’oil guidato dal CEO Claudio Descalzi sia positiva, con target price stabilito a € 25,50, Equita ha deciso di ridurre il peso dei titoli nel portafoglio di 50 punti base, rendendo nota la scelta di prendere “ parziale profitto dopo l’ottima performance ”. La SIM ha comunque puntualizzato di avere confermato “il sovrappeso nel portafoglio raccomandato
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