Nell’attesa che il novellato meccanismo di adesione automatica per i neoassunti che decorre dal 1° luglio dia un’ulteriore spinta alla crescita delle adesioni, il bilancio per il 2025 è positivo.
La Relazione Covip da conto del consolidamento degli iscritti e dei patrimoni: alla fine del 2025, il totale degli iscritti ha raggiunto i 10.425.151 milioni, con un incremento del 4,8% rispetto al 2024, un tasso di crescita superiore alla media del quinquennio precedente.
Le risorse complessivamente destinate alle prestazioni si sono attestate a 262 miliardi di euro (+7,7% sul 2024), pari all’11,6% del PIL e al 4% delle attività finanziarie delle famiglie. Oltre che da una raccolta contributiva sostenuta (22,4 miliardi di euro, +8,6% rispetto al 2024), l’espansione degli attivi è stata alimentata dai risultati della gestione finanziaria, nonostante il perdurare delle incertezze geopolitiche globali. Tutte le forme pensionistiche hanno registrato, in media, rendimenti positivi, sia superiori all’inflazione (1,1%), sia superiori alla rivalutazione del TFR (1,9%).
Le linee caratterizzate da un profilo di asset allocation più rischiosa hanno fatto segnare le performance più positive ma anche le linee garantite e quelle obbligazionarie hanno conseguito rendimenti positivi.
Tavola 1: Iscritti e Risorse per tipologia di forma
| Tipologia Forma | Iscritti | Var. % sul 2024 | Risorse destinate alle prestazioni (miliardi di €) | Var. % sul 2024 |
|---|---|---|---|---|
| Fondi negoziali | 4.358.495 | +6,1% | 81,5 | +9,3% |
| Fondi aperti | 2.210.772 | +8,7% | 42,5 | +14,0% |
| Fondi preesistenti | 665.958 | +0,9% | 71,9 | +3,2% |
| PIP nuovi | 3.800.859 | +2,9% | 59,1 | +8,0% |
| Totale * | 10.425.151 | +4,8% | 262,0 | +7,7% |
*Il totale iscritti è al netto delle duplicazioni (una singola persona può avere più posizioni in essere). Il totale generale delle risorse include anche i PIP vecchi. Il totale delle posizioni in essere è pari a 11.677.740
Fonte: Relazione Covip per l’anno 2025
Tavola 2: Rendimenti netti medi annui per comparto (Anno 2025 - %)
| Fondi negoziali | Fondi aperti | PIP “nuovi” – Unit Linked | PIP “nuovi” – Gestioni separate | |
|---|---|---|---|---|
| Azionari | 7,7 | 9,6 | 7,8 | |
| Bilanciati | 5,0 | 5,5 | 3,5 | |
| Obbligazionari misti | 4,7 | 2,5 | - | |
| Obbligazionari puri | 2,2 | 1,0 | - | |
| Obbligazionari | - | - | 0,4* | |
| Garantiti | 2,3 | 2,4 | 1,5** | |
| Media Generale | 4,8 | 5,7 | 5,1 |
*Nota: I dati COVIP relativi alle linee di investimento Unit Linked dei PIP non distinguono tra obbligazionari puri e misti, raggruppandoli in un’unica categoria generale Obbligazionari
**Nota: Per i PIP, la categoria assimilata ai Garantiti fa riferimento esclusivamente alle Gestioni Separate di Ramo I.
Fonte: Relazione Covip per l’anno 2025
I fondi pensione negoziali si confermano il pilastro del sistema con 4,35 milioni di iscritti (+6,1% sul 2024). In tale contesto di crescita non accenna a ridursi il divario di genere, con la componente femminile che scende al 28,3% del totale iscritti. Uno dei fattori che maggiormente influenza tale squilibrio è rappresentato dal fenomeno delle adesioni contrattuali, storicamente concentrate nel settore edile, dove la presenza di lavoratori maschi è predominante. Le iscrizioni contrattuali (pari a 188.270 nel solo 2025) incidono fortemente anche sui volumi e sulle medie di raccolta.
L’adesione contrattuale rappresenta una modalità di adesione che deriva da una previsione inserita all’interno di un contratto collettivo. Tale previsione stabilisce, a favore di tutti i lavoratori dipendenti a cui si applica il contratto, il versamento di un contributo da parte del datore di lavoro destinato a un fondo di previdenza complementare esplicitamente individuato nel contratto stesso.
Essendo spesso caratterizzate da versamenti iniziali di importo molto modesto a carico del solo datore di lavoro, esse contribuiscono ad abbassare il contributo medio pro-capite dei fondi negoziali, che si attesta a 2.390 euro, il valore più basso tra le diverse forme pensionistiche (il contributo medio dei soli aderenti contrattuali ammonta a 143 euro mentre quello dei soli aderenti espliciti a 3.560 euro). Il bacino degli iscritti ai fondi negoziali ha inoltre beneficiato del contributo delle adesioni tacite (silenzio-assenso), cresciute negli ultimi anni in particolare tra i dipendenti del settore pubblico.
Allargando lo sguardo all’intero sistema delle forme pensionistiche, gli investimenti sono ammontati a 227,1 miliardi di euro. La strategia di allocazione complessiva si conferma prudente e orientata in prevalenza verso i titoli a reddito fisso: le obbligazioni assorbono la quota maggioritaria del patrimonio, pari al 55,8%. Al loro interno la parte di asset investita in titoli di stato è pari al 39,2% (14,1% rappresentato da emissioni governative italiane), seguita dalle emissioni corporate che si attestano al 16,6%.
I titoli di capitale rappresentano la seconda componente più rilevante, pesando per il 24,0% del totale e segnando un incremento della propensione al rischio rispetto agli anni precedenti (un assetto che ha permesso di cogliere in pieno i rialzi dei mercati azionari del 2025). Il quadro si completa con gli investimenti in OICR al 15,3% (di cui l’11,8% in fondi armonizzati UCITS e il 3,5% in fondi alternativi) e con una quota residuale di liquidità e depositi al 3,2%.
Il risparmio previdenziale ha supportato in modo importante l’economia domestica: gli investimenti nell’economia italiana ammontano complessivamente a 43,9 miliardi di euro, mantenendo un’incidenza stabile al 19,3% degli investimenti totali. Tali risorse rimangono tuttavia ancora largamente asservite al debito pubblico nazionale (quasi 32 miliardi) rispetto agli investimenti diretti nel capitale o nel debito delle imprese italiane.