Bonus tredicesima in legge di Bilancio, quanto può spettare in più in busta paga

Simone Micocci

24 Agosto 2026 - 13:34

In arrivo un nuovo bonus sulla tredicesima? Marco Osnato (Fratelli d’Italia) punta sulla flat tax con risparmi fino a 500 euro.

Bonus tredicesima in legge di Bilancio, quanto può spettare in più in busta paga

Nella prossima legge di Bilancio potrebbe trovare spazio un nuovo bonus in busta paga, questa volta destinato alle tredicesime. Se ne parla da tempo e, in passato, sono stati effettivamente introdotti alcuni bonus sulla tredicesima, ma mai un intervento strutturale come quello che potrebbe essere previsto nella prossima manovra, attraverso una modifica dell’Irpef.

Abbiamo già anticipato i contenuti della prossima riforma fiscale, con la quale potrebbe arrivare un nuovo taglio dell’Irpef attraverso l’estensione del secondo scaglione e l’applicazione di un’aliquota del 33%, anziché del 43%, anche sulla parte di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro, con il risparmio annuo che, nel migliore dei casi, potrebbe arrivare a 1.000 euro.

A questo intervento potrebbe affiancarsi un taglio dell’Irpef anche sulla tredicesima, che oggi, ricordiamo, risente di un’imposizione fiscale che non prevede sgravi né detrazioni sul reddito. Sulla tredicesima, infatti, non è riconosciuto il bonus Renzi, né tantomeno si applicano gli sgravi introdotti con il taglio del cuneo fiscale. Per questa ragione, tra lo stipendio netto di dicembre e la tredicesima corrisposta nella stessa busta paga può esserci una differenza significativa.

Ecco quindi che, come anticipato da Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera, al Meeting per l’Amicizia di Rimini, anche la gratifica natalizia potrebbe essere inclusa nella riforma fiscale attraverso l’introduzione di una vera e propria flat tax. Vediamo come potrebbe funzionare e, soprattutto, di quanto potrebbe aumentare il netto della tredicesima, con decorrenza, però, dal 2027.

Come potrebbe funzionare il nuovo bonus tredicesima

Come prima cosa, va ricordato che Marco Osnato, pur essendo presidente di una commissione molto importante, quella Finanze della Camera, nonché esponente del partito maggiormente rappresentato in Parlamento, Fratelli d’Italia, non fa parte dell’Esecutivo e quindi non contribuirà direttamente a fissare i punti centrali della prossima legge di Bilancio, come da lui stesso ricordato nel corso del Meeting per l’Amicizia che si è tenuto a Rimini.

Nonostante ciò, Osnato ha comunque un certo peso politico. Per questo motivo, in attesa che le anticipazioni sulla prossima legge di Bilancio si facciano più concrete, è bene fare chiarezza su come potrebbe essere ridotta l’imposta sulla gratifica di fine anno.

Nel dettaglio, Osnato ha avanzato due diverse proposte, da valutare sulla base delle risorse che saranno disponibili.
La più economica, ma anche quella che lo soddisfa meno, prevede un’aliquota del 15% per i redditi fino a 15.000 euro. La seconda, invece, prevede un’aliquota del 10% e una soglia raddoppiata, quindi fino a 30.000 euro.

Un investimento che, secondo Osnato, merita di essere fatto, anche se non se l’è sentita di fare promesse agli elettori: “Non so se ci riusciremo”, ha concluso.

Di quanto aumenterebbe la tredicesima in caso di bonus?

Restando nell’ambito delle ipotesi, possiamo provare a calcolare di quanto aumenterebbe effettivamente la tredicesima qualora una delle due proposte avanzate da Osnato venisse inserita nella legge di Bilancio.

Partiamo dalla prima: un’aliquota del 15% al posto di quella attuale del 23% per chi ha un reddito fino a 15.000 euro. Considerando un reddito imponibile di 15.000 euro distribuito su 13 mensilità, la tredicesima sarebbe pari a circa 1.154 euro. Il passaggio dal 23% al 15% garantirebbe quindi un risparmio di circa 92 euro, con un beneficio ovviamente più basso per chi percepisce un reddito inferiore.

Più consistente sarebbe il vantaggio derivante dall’applicazione di un’aliquota del 10% per i redditi fino a 30.000 euro. Oggi l’Irpef è pari al 23% fino a 28.000 euro e al 33% sulla parte di reddito eccedente questa soglia, pertanto con un’aliquota sostitutiva del 10% sulla tredicesima, il risparmio potrebbe diventare significativo, specialmente per chi guadagna almeno 30.000 euro.

Ecco qualche esempio, considerando per semplicità un reddito imponibile distribuito su 13 mensilità:

  • con un reddito di 15.000 euro, il vantaggio sarebbe di circa 150 euro;
  • con un reddito di 20.000 euro, salirebbe a circa 200 euro;
  • con un reddito di 25.000 euro, arriverebbe a circa 250 euro;
  • con un reddito di 28.000 euro, sarebbe di circa 280 euro;
  • con un reddito di 30.000 euro, potrebbe raggiungere circa 500 euro.

Si tratta naturalmente di simulazioni indicative dal momento che l’aumento effettivo dipenderebbe da un’altra serie di fattori, come ad esempio l’importo della tredicesima - calcolato sulla base delle mensilità presenti - e dal reddito effettivamente previsto. È comunque una prima panoramica importante che ci spiega cosa effettivamente potrebbe cambiare laddove dal governo dovesse arrivare il via libera ad un nuovo bonus sulla tredicesima.

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