Bonus sicurezza 2021, dall’antifurto alla porta blindata: come funziona la detrazione del 50%

Anna Maria D’Andrea

5 Agosto 2021 - 17:03

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Bonus sicurezza 2021, come funziona la detrazione fiscale del 50%? Parte dello sgravio per le ristrutturazioni, spetta per le spese volte a prevenire illeciti. Di seguito le istruzioni.

Bonus sicurezza 2021, dall'antifurto alla porta blindata: come funziona la detrazione del 50%

C’è anche il bonus sicurezza 2021 nell’elenco delle agevolazioni fiscali per la casa.

L’agevolazione è in realtà riconosciuta nell’ambito del bonus ristrutturazioni del 50% che tra le spese agevolabili copre anche quelle sostenute per la sicurezza.

Dalle spese per l’antifurto a quelle relative, ad esempio, all’acquisto e installazione della porta blindata, il bonus sicurezza consente ai contribuenti di beneficiare di una detrazione fiscale pari al 50%, entro un massimo di 96.000 euro.

Sono queste le regole previste fino al 31 dicembre 2021. Dal 2022, salvo proroghe, la detrazione scenderà al 36% e la spesa massima ammessa sarà dimezzata.

Bonus sicurezza 2021, dall’antifurto alla porta blindata: come funziona la detrazione del 50%

Sono molte le spese che rientrano nel bonus ristrutturazioni e, tra queste, vi sono anche quelle sostenute per l’adozione di misure volte a prevenire il rischio di atti illeciti, dai furti alle aggressioni.

Si parla quindi di bonus sicurezza che, anche nel 2021, garantisce un risparmio fiscale a chi intende effettuare spese per tutelarsi dal rischio di essere rapinato o danneggiato da altri reati.

Ma quali sono le spese per le quali si applica il bonus fiscale? A fornire l’elenco è la guida dell’Agenzia delle Entrate sul bonus ristrutturazioni 2021 che, a titolo esemplificativo, riporta le seguenti misure:

  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici;
  • apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione;
  • porte blindate o rinforzate;
  • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;
  • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
  • apposizione di saracinesche;
  • tapparelle metalliche con bloccaggi;
  • vetri antisfondamento;
  • casseforti a muro;
  • fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;
  • apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

La detrazione si applica anche alle spese collegate all’intervento, come quelle di progettazione, per l’acquisto di materiali, per perizie o sopralluoghi.

Chi può richiedere il bonus sicurezza 2021

Il bonus sicurezza, così come la generalità delle spese rientranti nella detrazione del 50% per le ristrutturazioni, può essere fruito da tutti i soggetti tenuti al versamento dell’IRPEF.

Più nel dettaglio, possono detrarre la spesa sostenuta i proprietari dell’immobile nel quale sono installati i sistemi di sicurezza, ma anche i titolari di diritti reali o personali di godimento.

Forniamo quindi di seguito l’elenco di chi può beneficiare del bonus per il 2021:

  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • locatari o comodatari
  • soci di cooperative divise e indivise
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Può beneficiare della detrazione se sostiene la relativa spesa e se i bonifici e le fatture sono a lui intestati anche il familiare convivente di chi possiede o detiene l’immobile, il coniuge separato assegnatario dell’immobile, il convivente o parte dell’unione civile.

Bonifico parlante per accedere al bonus sicurezza

Particolare attenzione bisognerà prestare alle modalità di pagamento da adottare. Anche per le spese che rientrano nel bonus sicurezza è infatti necessario utilizzare il bonifico parlante, contenete i seguenti dati:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Il bonifico dovrà essere conservato, insieme alle fatture e alle ricevute delle spese effettuate, ed esibito in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Cessione del credito e sconto in fattura anche per il bonus sicurezza

Le detrazioni previste per i lavori di ristrutturazione, nelle quali come abbiamo visto rientrano una variegata categoria di spese, sono normalmente fruite in dichiarazione dei redditi.

Il bonus è quindi ripartito in 10 rate di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

Alla modalità ordinaria di fruizione, fino al 31 dicembre 2021 si affianca la possibilità di beneficiare dello sconto in fattura o della cessione del credito e in ambedue i casi, il contribuente può recuperare in tempi celeri l’agevolazione riconosciuta.

La monetizzazione dei bonus fiscali si applica anche alle spese per la sicurezza. Ci sarà tempo fino al 16 marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento per comunicare all’Agenzia delle Entrate di voler cedere il credito a soggetti terzi o di voler beneficiare dello sconto in fattura.

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