Come spendere i 500 euro per gli insegnanti? Guida al bonus Renzi per i professori

Bonus Renzi 500 euro professori: ecco requisiti, acquisti ammessi e FAQ dei docenti beneficiari.

Bonus Renzi 500 euro. Sono sempre molte le domande che affollano la mente dei componenti del corpo docente della scuola italiana: che significa formazione e aggiornamento, chi sono i beneficiari, quali i requisiti, come può essere speso il bonus insegnanti?
Si tratta di una vera e propria serie di FAQ che i docenti delle scuole italiane si stanno ponendo sui siti e sui forum specializzati.

Ecco come funziona il bonus Renzi 500 euro.

Bonus Renzi 500 euro a quali insegnanti? Requisiti e soggetti beneficiari

Il primo punto da chiarire o su cui richiamare l’attenzione è quello dei requisiti e dei beneficiari; in altri termini, a chi spetteranno i 500 euro previsti per l’aggiornamento e per la formazione degli insegnanti?

Il bonus spetterà a:

  • docenti già titolari di cattedra, delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado;
  • docenti immessi in ruolo dal recente Piano Straordinario di assunzioni nella scuola che hanno accettato l’incarico e raggiunto la provincia provvisoria di titolarità;
  • docenti che otterranno il posto di ruolo provvisorio grazie alla Fase C del piano straordinario (quindi con assunzione a dicembre) che, però, riceveranno il bonus di 500 euro in una seconda ondata;

Saranno, invece, esclusi dal bonus insegnanti:

  • i docenti precari;
  • i docenti che, pur essendo stati immessi in ruolo dal recente piano straordinario di assunzioni, non hanno raggiunto la provincia provvisoria di titolarità perché hanno precedentemente accettato un contratto a tempo determinato (supplenza annuale) fino al prossimo 30 giugno o fino al prossimo 31 agosto;
  • i docenti delle scuole private.

Sui docenti precari, gli assunti a tempo determinato e i docenti delle scuole non statali si attendono, comunque ulteriori chiarimenti da parte del Ministero.

Come spendere il bonus insegnanti 500 euro

Da quanto si legge nel testo della Buona Scuola (comma 121 dell’art. 1 della Legge 107/2015) i 500 euro per la formazione e l’aggiornamento, erogati per quest’anno direttamente con lo stipendio e, da quest’ anno, in una speciale Card elettronica, potranno essere spesi per:

  • libri e altre tipologie di testi, come pubblicazioni periodiche e riviste, anche in formato digitale, utili per l’aggiornamento professionale,
  • hardware e software,
  • iscrizione a corsi di aggiornamento e (ri)qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca;
  • iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, che abbiano comunque una qualche attinenza al profilo professionale del docente. A tal proposito, con ogni probabilità, nel caso degli insegnanti della scuola primaria (che non hanno una laurea) tutti i corsi di laurea potranno essere considerati attinenti al profilo professionale perché qualsiasi percorso contribuirà, comunque, alla crescita delle conoscenze che il docente potrà mettere a disposizione dei propri alunni;
  • iscrizione a corsi post laurea o a master universitari, sempre attinenti al profilo professionale dell’insegnante;
  • rappresentazioni teatrali e cinematografiche, ingresso ai musei, alle mostre, agli eventi culturali e agli spettacoli dal vivo;
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione;

Anche a proposito delle voci di spesa permangono molti dubbi, già esternati dai docenti nelle FAQ presenti sui vari forum di settore: circa l’ultimo punto elencato ci si chiede, ad esempio, se anche le scuole, nell’ambito della loro autonomia, potranno indicare specifiche attività nelle quali potranno essere spesi i denari ottenuti con il bonus; altra domanda molto frequente è quella relativa agli smartphone, un hardware che può essere utilizzato anche per l’autoformazione e l’autoaggiornamento dal docente. Un’ultima richiesta, molto frequente è quella riguardante la possibilità di spendere il bonus per un abbonamento a internet: in questo caso, quasi certamente, si tratta di una spesa che non può essere compresa tra quelle sostenibili con il bonus.

Rendicontazione delle spese

Per quanto riguarda il delicato tema della rendicontazione delle spese effettuate, i testi della Buona Scuola e del decreto recentemente emanato, relativo ai 500 euro per gli insegnanti, spiegano chiaramente che il docente ha l’obbligo di dimostrare come sono stati spesi i 500 euro ottenuti. Per fare ciò ciascun insegnante dovrà presentare, entro il 31 Agosto 2016, le fatture e gli scontrini relativi alla segreteria amministrativa dell’istituto scolastico presso cui è in servizio quest’anno.

Le segreterie amministrative delle scuole avranno, però, solo il compito di raccogliere la documentazione prodotta dai docenti per rendicontare le proprie spese; il controllo effettivo sarà effettuato dai revisori dei conti, per i quali è previsto un aggravio della mole di lavoro. Nel caso in cui venisse riscontrato un impiego erroneo delle risorse economiche ottenute, gli importi non saranno conteggiati nei 500 euro già ottenuti e saranno detratti dal bonus del prossimo anno.

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