Bonus Renzi 2023: come funziona? Calcolo e novità

Rosaria Imparato

12/01/2023

12/01/2023 - 16:53

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Come funziona il bonus Renzi nel 2023? Vediamo come si calcola il trattamento integrativo, a chi spetta e le novità sul bonus Irpef.

Bonus Renzi 2023: come funziona? Calcolo e novità

Chi continua a percepire il bonus Renzi anche nel 2023? Lo scorso anno ci sono state parecchie novità circa il trattamento integrativo, cioè i famosi 100 euro erogati direttamente in busta paga. Le modifiche al bonus sono state una diretta conseguenza del passaggio all’Irpef con quattro aliquote e scaglioni.

È cambiata, infatti, la curva delle detrazioni, con ripercussioni sulla busta paga dei lavoratori dipendenti. Anche la modalità di calcolo è cambiata, così come la platea di beneficiari. Soltanto una certa fascia di lavoratori continua a vedere la voce «trattamento integrativo» in busta paga.

Vediamo come funziona il bonus Renzi nel 2023 e le novità nel calcolo dell’importo spettante.

Com’è cambiato il trattamento integrativo con la legge di Bilancio

Il bonus Renzi è una delle voci in busta paga che gli italiani amano di più. In realtà però la voce in busta paga è cambiata già da luglio 2020: in seguito al taglio del cuneo fiscale la nuova dicitura è “trattamento integrativo”. Fino al 2020, l’ex bonus Renzi veniva percepito da circa 16 milioni di lavoratori dipendenti che si trovano nella fascia di reddito tra i 8.174 e 40mila euro.

Prima (cioè fino al 2021) il bonus veniva erogato in due modi diversi, in base al reddito:

  • come credito Irpef in busta paga (circa 100 euro al mese) per i redditi fino a 28mila euro;
  • come detrazione per i redditi fino a 40mila euro.

La detrazione, entrando più nello specifico, funzionava così:

  • da 97 euro circa al mese a 80 euro per i redditi da lavoro dipendente tra i 28.001 euro e fino a 35mila euro;
  • da 80 euro fino a 0 euro per i redditi da 35.001 e fino a 40mila euro.

Questa digressione su come funzionava nel 2021 è importante da fare per capire com’è cambiato il bonus Irpef con la legge di Bilancio 2022. La manovra finanziaria 2022, infatti, è intervenuta sull’Irpef. La nuova imposta sul reddito delle persone fisiche è basata su quattro aliquote (e quindi quattro scaglioni) anziché cinque; dunque, cambia il sistema di bonus e detrazioni. La nuova curva delle detrazioni ha inglobato il bonus Renzi, ma non scompare del tutto.

Il bonus continua a essere percepito dai lavoratori dipendenti con redditi fino a 28mila euro, ma secondo regole diverse.

Chi continua a prendere il bonus Renzi in busta paga nel 2023

I lavoratori dipendenti con redditi fino a 15mila euro continuano a riceverlo in modalità piena, perché la loro Irpef è troppo bassa per usare la detrazione. Siamo quindi all’interno del primo scaglione Irpef, quello con aliquota al 23%. All’interno di questo scaglione ci sono i redditi da 0 a 15mila euro, ma ricordiamo che il bonus Renzi viene percepito dai cittadini con redditi sopra i 8.174.

Il bonus continuerà a essere percepito anche dai redditi superiori a 15mila ma inferiori a 28mila euro, a condizione che la somma delle detrazioni per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022 sia di ammontare superiore all’imposta lorda.

In tal caso, il bonus non può superare i 1.200 euro e viene corrisposto calcolando la differenza tra la somma delle detrazioni e l’imposta lorda.

Questo meccanismo penalizza i soggetti che usufruiscono di detrazioni maggiori dell’imposta lorda: in questo caso il passaggio dal bonus in busta paga alla detrazione, utilizzabile fino a capienza dell’imposta lorda.

Calcolo bonus Renzi 2023: su quali detrazioni?

Alcuni chiarimenti circa il trattamento integrativo si trovano nella circolare n. 4 che l’Agenzia delle entrate ha pubblicato il 18 febbraio 2022.

Circolare AdE n. 4 del 18 febbraio 2022
Articolo 1, commi da 2 a 8, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 (legge di bilancio 2022) – Tassazione Irpef e esclusione dall’Irap.

Le detrazioni di cui si tiene conto per il calcolo del trattamento integrativo spettante sono quelle degli articoli 12 e 13 TUIR:

  • familiari a carico;
  • mutui agrari;
  • mutui immobiliari per acquisto della prima casa fino al 31 dicembre 2022;
  • redditi da lavoro dipendente e assimilati;
  • spese sanitarie;
  • spese per i lavori in casa (dalle ristrutturazioni alla riqualificazione energetica);
  • erogazioni liberali.

In termini pratici, come capire se il bonus Renzi spetta oppure no? Chi è nella fascia di reddito tra i 15 e i 28mila euro fa il calcolo del bonus spettante solo a condizione che nel 2021 abbia fatto spese rientranti tra quelle degli articoli 12 e 13 del Tuir.

Questo significa che i cittadini senza familiari a carico, che non hanno chiesto mutui e non hanno fatto lavori di ristrutturazione o di riqualificazione energetica, per esempio, non hanno più diritto al trattamento integrativo.

Come recuperare il bonus Renzi perso

Per recuperare gli importi spettanti c’è solo un modo: fare la dichiarazione dei redditi.

Nella dichiarazione dei redditi 2023, infatti, si prenderà in considerazione quanto percepito nell’anno di imposta precedente, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022. L’anno scorso, invece. si è dichiarato quanto percepito nel 2021, mettendo anche nero su bianco se sono state fatte spese rientranti negli articoli 12 e 13 del Tuir.

Di solito, la dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti viene messa a disposizione dei contribuenti intorno al mese di aprile, così che da maggio possano iniziare i primi invii all’Agenzia delle entrate. In linea generale, prima si invia la dichiarazione e prima verrà erogato il rimborso spettante.

I primi conguagli per il rimborso di solito vengono erogati nella busta paga di luglio (quindi, quella pagata ad agosto). Questo significa, in termini pratici, che bisognerà attendere agosto 2023 per vedersi erogati i rimborsi di importi già spettanti.

Nessuna novità per la no tax area

La riforma fiscale sarebbe dovuta intervenire anche sulla no tax area. La no tax area è il nome non tecnico che si usa per indicare la soglia di reddito entro la quale non sono dovute le tasse. Attualmente si seguono queste soglie:

  • per i lavoratori dipendenti è 8.145 euro annui;
  • per i pensionati 8.130 euro all’anno;
  • per i lavoratori autonomi è fissata a 4.800 euro annui.

È bene specificare che chi si trova nelle suddette fasce di reddito non è che non deve pagare le tasse, ma l’imposta non è dovuta per effetto delle detrazioni applicate, che siano per lavoro dipendente, autonomo o per la pensione. Con l’intervento del Governo sulle aliquote Irpef, e quindi sulle detrazioni, si alza anche la soglia della no tax area oltre gli 8mila euro, e oltre i 5.500 per i pensionati.

Il bonus Renzi, quindi, continua a essere percepito dai contribuenti con redditi al di sopra di quelli stabiliti come limite per la no tax area e i 28mila euro.

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