Bonus per chi è senza lavoro: tutte le misure che si possono richiedere oggi

Simone Micocci

16 Maggio 2023 - 11:24

Quali bonus spettano a chi è senza lavoro? Ce ne sono diversi, dipende dalla tipologia dell’ultimo rapporto di lavoro. E nel 2023 arriva l’indennità di 350€ per chi frequenta un corso di formazione.

Bonus per chi è senza lavoro: tutte le misure che si possono richiedere oggi

Ci sono diversi bonus e agevolazioni per chi oggi è senza lavoro: alcuni possono essere già richiesti, mentre altri sono in arrivo entro la fine dell’anno.

Come prima cosa bisogna però rispondere alla domanda su chi è disoccupato: come da definizione fornita dal dlgs n. 150 del 2015, sono disoccupati coloro che non hanno un impiego - oppure lo hanno ma non superano il limite di reddito di 8.174 euro per il lavoro dipendente, 5.500 euro per il lavoro autonomo - e dichiarano telematicamente la propria immediata disponibilità a svolgere un’attività lavorativa e partecipare alle misure di politica attiva del lavoro (solitamente concordate con il centro per l’impiego di zona).

Per chi resta senza un impiego, quindi, intervengono in primo luogo i servizi pubblici per il lavoro - in alcuni casi con il supporto delle agenzie private - con l’intento di ricollocare il disoccupato il prima possibile. Nel frattempo ci sono però degli strumenti di sostegno, dei bonus a cui i disoccupati possono accedere così da tirare avanti nel tempo necessario per la ricerca di un nuovo impiego.

A tal proposito, di seguito trovate un elenco completo dei bonus a cui possono - o comunque potranno - accedere nel 2023 i disoccupati: una serie di misure che tuttavia non devono distogliere da quello che è il focus principale, ossia la ricerca di un nuovo lavoro.

Indennità di disoccupazione Naspi

La prima misura è probabilmente la più conosciuta: si tratta dell’indennità di disoccupazione Naspi, riconosciuta ai lavoratori dipendenti che perdono il lavoro per cause non dipendenti dalla propria volontà.

Se ne può quindi avere diritto alla scadenza di un contratto a tempo determinato, come pure in caso di licenziamento. Per averne diritto dopo le dimissioni, invece, è necessario che sussista la giusta causa, oppure che l’interruzione del rapporto di lavoro avvenga entro il periodo della maternità (quindi fino al compimento dell’anno di vita del figlio).

Altro requisito essenziale è aver maturato almeno 13 settimane contributive negli ultimi 4 anni: in tal caso spetterà un’indennità pari al 75% dello stipendio medio percepito negli ultimi 4 anni, entro i 1.352,19 euro, più il 25% per la parte residua. In ogni caso l’importo massimo non può superare i 1.470,99 euro (valore aggiornato al 2023). Tuttavia, a partire dal sesto mese di fruizione, ottavo per gli over 55, la Naspi viene tagliata del 3% ogni mese.

La durata è pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi 4 anni: la Naspi, quindi, può essere percepita per un massimo di 24 mensilità.

Indennità di disoccupazione Dis-Coll

Simile alla Naspi è la Dis-Coll, indennità di disoccupazione a cui invece possono accedere i collaboratori coordinati e continuativi in caso di cessazione di una o più collaborazioni, come pure agli assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio, e i giornalisti con contratto di collaborazione purché iscritti alla Gestione separata Inpgi.

Requisito essenziale, oltre alla perdita involontaria di uno dei rapporti che dà luogo all’indennità, è l’aver maturato almeno 1 mese di contribuzione nella Gestione Separata Inps.

Le regole di calcolo sono simili a quelle della Naspi, con la differenza che in questo caso si tiene conto del reddito imponibile ai fini previdenziali come risultante dai versamenti contributivi effettuati nell’anno solare in cui si è verificato l’evento di cessazione del lavoro e in quello solare precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione, o frazione di essi.

Per la parte di reddito inferiore a 1.352,19 euro se ne considera quindi il 75%, mentre della restante parte il 25%, fino a un massimo di 1.470,99 euro. Anche per la Dis-Coll scatta però la decurtazione del 3% dell’importo a partire dal sesto mese di fruizione.

Per quanto riguarda la durata, la Dis-Coll è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari a quelli in cui vi risulta accreditata la contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro e l’evento stesso.

Indennità di disoccupazione Sar

Esiste anche un’indennità di disoccupazione rivolta ai lavoratori disoccupati che hanno avuto contratti di somministrazione a tempo determinato o indeterminato. Nel dettaglio, per avere diritto alla cosiddetta Sar bisogna rientrare in una delle seguenti categorie:

  • essere disoccupati da almeno 45 giorni e avere almeno 110 giorni di lavoro maturati;
  • aver concluso la procedura MOL (in mancanza di occasioni di lavoro);
  • avere almeno 90 giorni di lavoro negli ultimi 12 mesi dall’ultimo giorno effettivo di lavoro in somministrazione.

A chi rientra in una delle prime due categorie spetterà un importo lordo fino a 1.000 euro; nella terza categoria, invece, il sostegno sarà pari a 780 euro lordi.

Indennità di disoccupazione agricola

C’è poi una prestazione economica specifica per i lavoratori agricoli dipendenti, nonché per le figure equiparate, che spetta per un numero di giornate pari a quelle lavorate, entro il limite massimo di 365 giornate annue.

Requisiti essenziali per avere diritto all’indennità di disoccupazione agricola sono:

  • essere iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti;
  • almeno 2 anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria;
  • almeno 102 contributi giornalieri nel biennio costituito dall’anno a cui riferisce l’indennità e a quello precedente.

L’indennità, che viene pagata dall’Inps in un’unica soluzione, è pari al 40% della retribuzione di riferimento, da cui però viene trattenuto - per un massimo di 150 giorni - il 9% dell’indennità giornaliera di disoccupazione a titolo di contributo di solidarietà.

Nel solo caso degli operai agricoli a tempo indeterminato, l’indennità viene erogata per un importo pari al 30% della retribuzione effettiva, ma senza trattenuta del 9%.

Supporto per la formazione e il lavoro

Da settembre 2023 coloro che non prendono il Reddito di cittadinanza, sono disoccupati e non percepiscono nessuna delle indennità suddette, potranno godere di un sostegno economico del valore di 350 euro al mese per tutto il periodo in cui saranno impegnati in attività formative.

Lo Stato, quindi, interviene per supportare economicamente coloro che decidono di formarsi per acquisire nuove competenze, così da arricchire il proprio Curriculum e aumentare le possibilità di trovare un lavoro.

Il sostegno verrà riconosciuto per tutta la durata del corso, ma comunque per non più di 12 mensilità.

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