Bonus nido 2026, via libera alle domande. Guida a requisiti e importi

Simone Micocci

1 Aprile 2026 - 19:33

Via libera alle domande per il bonus nido. Ecco le novità per il 2026 e quali sono requisiti e importi.

Bonus nido 2026, via libera alle domande. Guida a requisiti e importi

Come da indicazioni fornite dall’Inps, è ora possibile inviare la richiesta per il bonus Nido 2026 dal sito dell’Istituto, accedendo all’area personale MyInps e utilizzando il servizio telematico dedicato. La misura continua a riconoscere un rimborso delle spese sostenute per la frequenza degli asili nido pubblici e privati autorizzati, oppure, in alternativa, un contributo per le forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini con meno di 3 anni affetti da gravi patologie croniche.

La novità più importante di quest’anno, confermata dall’Inps con la circolare n. 29 del 27 marzo 2026, è che la domanda non ha più validità annuale. Dal 2026, infatti, una volta presentata e accolta, resta valida fino al mese di agosto dell’anno in cui il minore compie 3 anni. Questo significa che per gli anni successivi non occorre più inviare una nuova domanda: basta accedere a quella già registrata e selezionare le mensilità per cui si intende fruire del beneficio nel nuovo anno, così da prenotare le relative risorse.

Cambia poi anche il parametro economico di riferimento. Da quest’anno, infatti, il bonus viene calcolato non più sul tradizionale Isee minorenni, ma sull’Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, con neutralizzazione dell’Assegno unico universale. Una modifica importante, perché può rendere più semplice rientrare nella fascia che dà diritto a un rimborso più alto.

A tal proposito, ecco tutto quello che c’è da sapere sul bonus Nido 2026: a cosa serve, quali sono i requisiti, gli importi aggiornati, le novità sull’Isee, le regole sulla domanda e le scadenze per allegare la documentazione utile per ottenere il rimborso.

Circolare Inps n. 60 del 2025
Clicca qui per scaricare la circolare Inps con le istruzioni aggiornate sul bonus nido 2025.

Cos’è e come funziona

Il bonus Nido è la misura che favorisce l’inserimento dei minori di 3 anni all’interno degli asili nido pubblici e privati autorizzati. In concreto, l’Inps riconosce alle famiglie un rimborso totale o parziale delle spese sostenute per la frequenza delle strutture educative ammesse.

In alternativa al contributo per l’asilo nido è possibile ricevere un sostegno per le forme di assistenza domiciliare in favore dei bambini con meno di 3 anni affetti da gravi patologie croniche e impossibilitati a frequentare l’asilo per l’intero anno.

L’importo del rimborso varia a seconda dell’indicatore della situazione economica del nucleo familiare. Dal 2026, però, il parametro di riferimento cambia e diventa l’Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, calcolato tenendo conto della neutralizzazione delle somme percepite a titolo di Assegno unico.

Un’altra novità importante è che la domanda produce effetti per l’intero ciclo di fruizione del beneficio e non più soltanto per l’anno in cui viene presentata.

Gli importi

Quando si parla degli importi del bonus Nido 2026 bisogna fare una distinzione tra i figli nati dal 1° gennaio 2024 e quelli nati prima di questa data.

Per tutti i bambini nati dal 1° gennaio 2024, gli importi restano più favorevoli:

  • 3.600 euro l’anno con Isee neutralizzato pari o inferiore a 40.000 euro. L’importo massimo mensile riconoscibile è di 327,27 euro per 10 mensilità e 327,30 euro per l’undicesima;
  • 1.500 euro l’anno con Isee neutralizzato superiore a 40.000 euro oppure in assenza di Isee. Il massimo mensile erogabile è pari a 136,37 euro per 10 mensilità e 136,30 euro per l’ultima.

Per i figli nati prima del 1° gennaio 2024, invece, continuano ad applicarsi tre fasce:

  • 3.000 euro per i nuclei con Isee neutralizzato fino a 25.000,99 euro. L’importo massimo mensile è di 272,73 euro per 10 mensilità e 272,70 euro per una mensilità;
  • 2.500 euro per i nuclei con Isee neutralizzato compreso tra 25.001 e 40.000 euro. In questo caso l’importo massimo mensile è di 227,27 euro per 10 mensilità e 227,30 euro per una mensilità;
  • 1.500 euro per i nuclei con Isee neutralizzato superiore a 40.000 euro oppure in assenza di Isee. L’importo mensile massimo è pari a 136,37 euro per 10 mensilità e 136,30 euro per una.

Ricordiamo che si tratta sempre di un rimborso: il contributo mensile erogato dall’Inps non può superare la spesa effettivamente sostenuta per la singola retta. Inoltre, il bonus asilo nido non è cumulabile con la detrazione fiscale per la frequenza degli asili nido, limitatamente però alla parte di spesa già rimborsata.

Requisiti

Il bonus spetta per i soli figli di età inferiore ai 3 anni. Può fare domanda il genitore che sostiene concretamente la spesa della retta, purché sia residente in Italia.

Possono accedere al beneficio i cittadini italiani, quelli comunitari e, a determinate condizioni, anche i cittadini extracomunitari in possesso di specifici titoli di soggiorno. Tra questi rientrano, oltre al permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo, anche il permesso per lavoro subordinato o autonomo, per lavoro stagionale, per motivi familiari, per assistenza minori, per protezione speciale, per casi speciali e per protezione temporanea.

Rispetto al passato, la circolare del 2026 precisa anche che, allo stato attuale, è valido ai fini del bonus pure il permesso di soggiorno per attesa occupazione, seppure con riserva di ripetizione delle somme in caso di successiva evoluzione giurisprudenziale o normativa.

Ai fini del contributo sono equiparati ai cittadini italiani anche gli stranieri apolidi, i rifugiati politici e i titolari di protezione internazionale.

Nel caso di domanda per le forme di supporto presso la propria abitazione, la richiesta deve essere presentata dal genitore che coabita con il figlio e ha dimora abituale nello stesso Comune.

Resta poi fermo che il bonus spetta indipendentemente dall’Isee, ma in assenza di un indicatore valido viene riconosciuto solamente l’importo minimo, pari a 1.500 euro.

Novità Isee

Una delle principali novità del bonus Nido 2026 riguarda proprio l’Isee. Da quest’anno, infatti, per determinare l’importo spettante si utilizza l’Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, introdotto dalla legge di Bilancio 2026.

A questo valore si applica la neutralizzazione dell’Assegno unico universale, nel senso che le somme percepite a titolo di Auu non vengono considerate integralmente ai fini della fascia di appartenenza. In questo modo si evita che proprio l’Assegno unico faccia aumentare artificialmente l’indicatore, riducendo il diritto a un rimborso più alto.

Per il contributo asilo nido conta l’Isee valido l’ultimo giorno del mese precedente rispetto a quello cui si riferisce la mensilità. Per il contributo domiciliare, invece, il riferimento è l’Isee valido l’ultimo giorno del mese precedente la domanda, oppure quello del mese di presentazione se assente nel mese precedente.

In caso di Isee con omissioni, difformità o incongruenze, l’Inps riconosce comunque il bonus ma nella misura minima. Solo in un secondo momento, se la Dsu viene corretta o regolarizzata, l’importo potrà essere ricalcolato.

Quando fare domanda

La richiesta può essere effettuata per tutti i figli di età inferiore a 3 anni che frequentano asili nido pubblici o privati autorizzati, oppure, in presenza dei requisiti, per le forme di supporto domiciliare.

La vera novità del 2026 è che la domanda non va più rinnovata ogni anno. Una volta accolta, infatti, conserva la propria validità fino al mese di agosto dell’anno in cui il minore compie 3 anni.

Per continuare a beneficiare del bonus negli anni successivi, il genitore deve però accedere alla domanda già presente nel sistema e indicare le mensilità per cui intende chiedere il contributo nell’annualità in corso. Questa operazione è necessaria anche per la prenotazione delle risorse.

Le domande si presentano esclusivamente online dal portale Inps, con accesso tramite Spid, Cie o Cns, oppure tramite patronato.

Come fare domanda

L’iter resta piuttosto semplice, anche se da quest’anno ci sono alcuni passaggi a cui prestare più attenzione. Una volta entrati nel servizio dedicato, bisogna indicare:

  • i dati personali del minore;
  • i dati riferiti alla struttura frequentata, compresi quelli relativi all’autorizzazione nel caso delle strutture private;
  • le mensilità per cui si richiede il rimborso, fino a un massimo di 11 mesi;
  • la modalità di pagamento.

Nel caso del contributo asilo nido, la domanda deve essere riferita a una struttura che rientri tra i servizi educativi ammessi. In particolare, l’Inps chiarisce che il bonus spetta solo per la frequenza di nidi e micronidi, sezioni primavera, spazi gioco e servizi educativi in contesto domiciliare, purché autorizzati secondo la normativa regionale. Restano invece esclusi i servizi ricreativi, il pre-scuola, il post-scuola e i centri per bambini e famiglie.

Una volta inviata la domanda, è necessario allegare la documentazione utile ai fini della prenotazione delle risorse. Per il contributo asilo nido serve almeno la documentazione relativa alla prima mensilità prenotata. Per gli asili pubblici che prevedono il pagamento in un momento successivo alla frequenza, può bastare anche la documentazione che attesta l’iscrizione, la posizione utile in graduatoria o la frequenza.

La data e l’ora di allegazione dei documenti sono decisive, perché la prenotazione delle risorse avviene secondo l’ordine cronologico. Se i fondi risultano esauriti, la domanda resta in riserva.

Cosa serve per la domanda di bonus Nido 2026

La domanda può essere presentata direttamente dal sito Inps, utilizzando il servizio dedicato.

Per il contributo asilo nido è necessario allegare la documentazione riferita almeno alla prima mensilità per cui si richiede il rimborso. In generale, servono:

  • fattura;
  • ricevuta, nei casi in cui non vi sia obbligo di fatturazione;
  • avviso di pagamento, soprattutto per nidi comunali e sezioni primavera comunali o statali;
  • documentazione che attesti l’avvenuto pagamento con modalità tracciabile.

Tra le forme di pagamento ammesse rientrano bonifico bancario o postale eseguito, pagamento con carta o Pos, ricevuta PagoPA con relativo avviso, bollettino postale, assegno bancario non trasferibile e, per gli asili aziendali, anche l’attestazione del datore di lavoro o l’evidenza della trattenuta in busta paga.

Le spese rimborsabili sono soltanto quelle relative alla retta mensile, all’eventuale quota pasti, all’imposta di bollo e all’Iva agevolata. Restano invece esclusi i costi di iscrizione, il pre-scuola, il post-scuola e l’Iva ordinaria.

Per il contributo relativo alle forme di supporto presso la propria abitazione, invece, è necessario allegare un’attestazione del pediatra di libera scelta che certifichi l’impossibilità del bambino a frequentare l’asilo nido per l’intero anno a causa di una grave patologia cronica.

Tempistiche del rimborso

Per il bonus asilo nido il rimborso viene effettuato soltanto per le mensilità già pagate e corredate della relativa documentazione.

La novità da ricordare è che la documentazione completa deve essere allegata, a pena di decadenza, entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferiscono le mensilità. Quindi, per le spese sostenute nel 2026, il termine per caricare i documenti è fissato al 30 aprile 2027.

Resta inoltre possibile modificare, aggiungere o sostituire le mensilità richieste utilizzando l’apposita funzione disponibile nella procedura online.

Quando si perde

Il bonus asilo nido decade in caso di perdita di uno dei requisiti previsti dalla legge. Ad esempio, può venire meno in caso di perdita della residenza in Italia, decesso del genitore richiedente, decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale, affidamento esclusivo del minore all’altro genitore oppure affidamento a terzi.

L’Inps interrompe l’erogazione a partire dal mese successivo a quello in cui acquisisce conoscenza dell’evento e procede al recupero delle somme eventualmente percepite senza titolo.

Resta comunque possibile il subentro di un altro soggetto che abbia i requisiti richiesti. Il nuovo richiedente deve però presentare domanda entro 90 giorni dal verificarsi della causa di decadenza. Nel solo caso di decesso del richiedente, l’Inps consente di recuperare i dati della vecchia domanda tramite una specifica funzione presente nel servizio online.

SONDAGGIO

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.