Bonus mobili ed elettrodomestici 2022, nuovo tetto di spesa: guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate

Rosaria Imparato

13/01/2022

13/01/2022 - 12:47

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Bonus mobili ed elettrodomestici 2022 con nuovo tetto di spesa: tutte le novità della Legge di Bilancio si trovano nella guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus mobili ed elettrodomestici 2022, nuovo tetto di spesa: guida aggiornata dell'Agenzia delle Entrate

Bonus mobili 2022, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida aggiornata al mese di gennaio, comprensiva quindi di tutte le novità della Legge di Bilancio, come la proroga al 31 dicembre 2024 e le modifiche al tetto di spesa.

Il più grande cambiamento è quello che riguarda la soglia massima di spesa agevolata, che è stata diminuita e sarà, fino al 31 dicembre 2022, di 10.000 euro. Per gli anni 2023 e 2024 il tetto di spesa massimo previsto verrà ulteriormente abbassato a 5.000 euro.

Non cambia, invece, l’aliquota di detrazione, che rimane fissa al 50%. Rimane anche la “dipendenza” dal bonus ristrutturazione, cioè è necessario effettuare lavori di recupero del patrimonio edilizio per poter chiedere l’agevolazione sugli arredi.

Infine, il bonus mobili rimane escluso (così come il bonus giardini) dalla possibilità di scegliere cessione del credito e sconto in fattura.

Bonus mobili 2022, nuove modifiche al tetto di spesa in Legge di Bilancio

L’accordo sul limite massimo di spesa agevolata del bonus mobili è stato raggiunto: la soglia a 10.000 euro per il 2022. Visto che la cifra continua a cambiare è meglio ripercorrere i cambiamenti degli ultimi anni.

Fino al 2020, il limite di spesa per il bonus mobili era proprio di 10.000 euro. Poi la Legge di Bilancio 2021 ha alzato la soglia, ponendo il limite a 16.000 euro per gli acquisti di arredi ed elettrodomestici.

In un primo momento la Legge di Bilancio 2022 era intervenuta sulla soglia dei 16.000 euro con un effetto tagliola, con un nuovo limite stabilito a 5.000 euro. Il limite viene di nuovo alzato, per tornare a 10.000 euro.

Bonus mobili 2022, limite a 10.000 euro: cosa cambia con la Legge di Bilancio

La manovra interviene nuovamente sul limite di spesa ma non cambia la struttura del bonus mobili.
L’aliquota della detrazione rimane al 50% per l’acquisto di:

  • forni di classe non inferiore alla A;
  • lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie di classe non inferiore alle E;
  • frigoriferi, congelatori e altre apparecchiature dotate di etichetta energetica di classe non inferiore alla F.

Intatta anche la proroga dei bonus casa, compreso quindi il bonus mobili. Resta uguale anche la modalità di fruizione del bonus arredi, cioè tramite detrazione in dieci quote annuali di pari importo in dichiarazione dei redditi.

Identico, infine, anche il “gemellaggio” col bonus ristrutturazione, cioè per usufruire del bonus mobili è necessario effettuare interventi di recupero del patrimonio edilizio dal 1° gennaio.

In linea generale, il bonus mobili si applica sugli acquisti sostenuti dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2024 (con la proroga attuale) ma è necessario fornire alcuni chiarimenti.

Il meccanismo su cui si basa il bonus mobili è a scalare, ovvero:

  • se i lavori sono iniziati dal 2020, sono agevolati gli acquisti eseguiti fino a fine 2019;
  • se sono iniziati dal 2019, rientrano gli acquisti effettuati fino a fine 2020;
  • se sono iniziati dal 2018, gli acquisti fino a fine 2019.

Questo significa che i contribuenti che hanno avviato un intervento edilizio entro il 31 dicembre 2020 oggi sono tagliati fuori dal bonus mobili, ma potranno usufruire dell’agevolazione per gli interventi nuovi avviati da ora alla fine dell’anno.

L’altro vincolo del bonus mobili è sempre legato alla tempistica dell’acquisto dei mobili.I nuovi arredi o elettrodomestici per cui si vuole usufruire della detrazione, infatti, devono essere necessariamente acquistati dopo l’inizio dell’intervento di ristrutturazione.

Bonus arredi: a chi spetta?

Il requisito fondamentale per avere accesso alle detrazioni del bonus mobili ed elettrodomestici 2022 è avere iniziato interventi di ristrutturazione prima dell’acquisto degli elettrodomestici. L’Agenzia delle Entrate infatti chiarisce che la detrazione spetta solo al contribuente che “usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio”.

In pratica, questo significa che se un coniuge paga le spese per ristrutturare l’immobile, e l’altro si occupa dell’acquisto dei mobili, il bonus arredi non spetta a nessuno dei due.

La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

Per ottenere la detrazione si deve indicare la spesa sostenuta nel modello 730 oppure modello Redditi Persone Fisiche.

Il bonus mobili spetta, infine, anche quando i mobili e gli elettrodomestici acquistati sono destinati a un immobile il cui intervento di ristrutturazione è stato realizzato su una pertinenza dell’immobile stesso, anche se accatastata autonomamente.

Le spese ammesse in detrazione

L’Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di esempi pratici per le spese ammesse in detrazione per il bonus mobili ed elettrodomestici seguendo quanto indicato nella guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata al mese di gennaio 2022.

Guida al bonus mobili dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a gennaio 2022
Clicca qui per scaricare il file.

Le detrazione del 50% delle spese effettuate fino a un massimo di 10.000 euro spetta per l’acquisto di:

Mobili nuovi Elettrodomestici nuovi
per esempio: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. È escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica. L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l’obbligo. Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.

La detrazione non utilizzata in tutto o in parte non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente né in caso di cessione dell’immobile oggetto di intervento di recupero edilizio.

Comunicazione ENEA per il bonus mobili

Tra gli adempimenti necessari per avere accesso al bous mobili c’è la comunicazione ENEA.

Il bonus elettrodomestici rientra tra gli interventi soggetti all’obbligo di trasmissione dei dati all’ENEA, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 e in vigore anche negli anni successivi.

L’ENEA ha pubblicato una guida rapida per l’utente e, secondo quanto indicato, per beneficiare del bonus elettrodomestici è dunque obbligatorio comunicare i dati relativi alle spese sostenute per l’acquisto di:

  • forni;
  • frigoriferi;
  • lavastoviglie;
  • piani cottura elettrici;
  • lavasciuga;
  • lavatrici.

La scadenza per l’invio è fissata a 90 giorni dalla data di collaudo.

I documenti da conservare

Per poter usufruire del bonus mobili gli acquirenti dovranno presentare specifica documentazione che attesti l’avvenuta compravendita all’Agenzia delle Entrate.

I documenti che bisognerà aver cura di conservare sono i seguenti:

  • ricevuta del bonifico;
  • ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);
  • documentazione di addebito sul conto corrente;
  • fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

È fondamentale, come abbiamo visto, dimostrare i lavori di ristrutturazione siano iniziati in una data precedente a quella di acquisto di mobili ed elettrodomestici.

La data di avvio dei lavori può essere dimostrata, per esempio, da eventuali abilitazioni amministrative o dalla comunicazione preventiva all’ASL, se è obbligatoria.

Per gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Come pagare per avere il bonus mobili

Per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito.

Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Se il pagamento è disposto con bonifico, non è necessario utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia.

La detrazione è ammessa anche se i beni sono acquistati con un finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento (circolare n. 7/2017). In questo caso, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del pagamento da parte della finanziaria.

L’Agenzia delle Entrate ricorda che, per i pagamenti con carte di credito o debito, la data di pagamento sarà quella individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare (indicata nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto corrente.

Niente sconto in fattura e cessione del credito per il bonus mobili 2022

Nemmeno per il 2022 il bonus mobili (e anche il bonus per giardini e terrazze) si potrà usare tramite cessione del credito o sconto in fattura.

L’emendamento presentato alla Legge di Bilancio quindi cambia il tetto di spesa, ma non le modalità di fruizione del bonus.

Bonus arredi e giardini sono quindi gli unici due bonus che possono essere usati solo tramite detrazione in dichiarazione dei redditi.

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