Bonus Irpef 2022: a chi spetta, come richiederlo e quando arriva

Simone Micocci

31 Maggio 2022 - 15:47

condividi

La dichiarazione dei redditi è l’occasione per riscuotere una serie di bonus. Grazie a detrazioni e deduzioni è infatti possibile ridurre l’Irpef dovuta così da avere diritto a un rimborso.

Bonus Irpef 2022: a chi spetta, come richiederlo e quando arriva

È tempo di dichiarazione dei redditi e tra i contribuenti aleggia la speranza di accedere a quello che comunemente viene chiamato bonus Irpef, ossia a un rimborso delle imposte pagate in più lo scorso anno.

La dichiarazione dei redditi è infatti quella pratica con cui il contribuente comunica al Fisco tutti i redditi percepiti durante l’anno solare precedente, come ad esempio quelli da lavoro, pensione e quelli di terreni e fabbricati. A seconda dei redditi indicati si provvede al calcolo dell’imposta su essi dovuta.

A tal proposito, ricordiamo che per lavoratori dipendenti e pensionati l’Irpef viene già trattenuta mensilmente, rispettivamente dal datore di lavoro e dall’Inps che agiscono come sostituti d’imposta.

Nel caso dei dipendenti e pensionati si andrà quindi a verificare se l’Irpef trattenuta in busta paga o nel cedolino Inps mensile equivale a quella effettivamente dovuta, oppure se - vista le presenza di altri redditi - c’è un debito da saldare con il Fisco.

Inoltre, la dichiarazione dei redditi è l’occasione per beneficiare di tutte quelle detrazioni e deduzioni oggi riconosciute, le quali consentono di ridurre l’imposta dovuta. È possibile, quindi, che una volta indicate le detrazioni a cui si ha diritto si scopre che l’Irpef versata lo scorso anno è stata persino superiore a quella effettivamente dovuta e in tal caso si ha diritto a un rimborso della stessa, a una sorta di “bonus” che a seconda dei casi viene anticipato dal datore di lavoro in busta paga oppure viene riconosciuto dall’Inps nel cedolino della pensione.

Bonus Irpef 2022: cos’è

Quando parliamo di bonus Irpef 2022, dunque, ci riferiamo all’importo risultante dal conguaglio effettuato in sede di dichiarazione dei redditi, qualora appunto da tale operazione ne risulti un credito a favore del contribuente.

Come visto sopra, questo succede quando usufruendo delle detrazioni su spese e servizi riconosciute per il periodo d’imposta oggetto di dichiarazione (quindi quello che va dall’1 gennaio al 31 dicembre 2021) si arriva a un Irpef complessiva inferiore rispetto a quella già versata, ad esempio se trattenuta nei vari stipendi.

In tal caso si ha dunque diritto a un “bonus” Irpef, del quale si può chiedere il pagamento oppure il riconoscimento nella successiva dichiarazione dei redditi.

Bonus Irpef 2022: a chi spetta

Dunque, il bonus Irpef 2022 spetta a tutti coloro che presentano dichiarazione dei redditi - sia con modello 730/2022 che con modello Redditi Pf - da cui risulta un conguaglio a credito.

Solitamente, ne hanno diritto coloro che hanno una sola certificazione unica, e quindi hanno già versato tutta l’Irpef dovuta sul reddito da lavoro o pensione, e nel frattempo possono beneficiare di una serie di detrazioni non riconosciute in busta paga.

Bonus edilizi, recupero delle spese mediche, persino bonus Renzi se non pagato dal datore di lavoro: queste, e tante altre (qui l’elenco completo) consentono al contribuente di ridurre l’Irpef dovuta, portandola a un valore inferiore rispetto a quella già versata.

La differenza tra quanto già versato al Fisco nel 2021, ad esempio perché trattenuto dal datore di lavoro in busta paga, e il calcolo dell’imposta dovuta effettuato in sede di dichiarazione dei redditi, quindi, dà come risultato il valore del bonus Irpef spettante. Sempre che da questa operazione non ne risulti un debito.

Più complicato accedere al bonus Irpef per coloro che possiedono diversi redditi, ad esempio per chi è in possesso di una doppia certificazione unica. In questi casi, infatti, è molto probabile che l’Irpef dovuta sia superiore a quella già versata; per questo motivo, serviranno diverse detrazioni per ridurla a tal punto da portarla al di sotto di quella versata e beneficiare così di un credito.

Bonus Irpef 2022: come richiederlo

Per richiedere il bonus Irpef 2022, dunque, la prima cosa da fare è inviare dichiarazione dei redditi. Potete utilizzare o il modello 730/2022, per il quale la scadenza è fissata al 30 settembre 2022, oppure il modello Redditi Pf con termine al 30 novembre 2022.

Bonus Irpef 2022: chi lo paga

È sempre l’Agenzia delle Entrate a farsi carico del bonus Irpef, ma le modalità di pagamento differiscono dallo status del contribuente nonché dal modello utilizzato.

Ad esempio, dipendenti e pensionati che utilizzano il modello 730/2022 ricevono il rimborso Irpef direttamente nello stipendio, in quanto lo anticipa il datore di lavoro, o nel cedolino della pensione.

Per chi invece presenta il modello 730/2022 senza sostituto d’imposta, oppure opta il modello Redditi Pf, è l’Agenzia delle Entrate a farsi carico del pagamento con tempi però solitamente più lunghi.

Bonus Irpef 2022: quando viene pagato

Quando anticipato in busta paga o nel cedolino della pensione, il bonus Irpef viene pagato tra luglio (per coloro che inviano dichiarazione dei redditi entro il 31 maggio) e novembre. La data di pagamento, quindi, dipende da quella in cui viene effettuata la dichiarazione.

In assenza di sostituto d’imposta, invece, le tempistiche si allungano: per chi ha utilizzato il modello 730/2022, infatti, c’è tempo fino a marzo dell’anno successivo per il pagamento del rimborso. Con il modello Redditi Pf, invece, i tempi di liquidazione sono persino più lunghi.

Solitamente più è alto il valore del bonus Irpef spettante e più il pagamento potrebbe essere ritardato. Anche perché l’Agenzia può effettuare controlli preventivi sulla dichiarazione che presenta elementi d’incoerenza, o comunque nel caso di rimborsi d’importo maggiore di 4.000 euro.

Bonus Irpef 2022: le alternative al pagamento

Se con la dichiarazione dei redditi emerge un credito, il contribuente può quindi scegliere di ricevere un rimborso, ma va detto che questa non è l’unica possibilità.

In alternativa, infatti, si può utilizzare il credito in compensazione per il pagamento di altri tributi da versare, o in alternativa si può scegliere di riportare il credito nella dichiarazione dell’anno successivo. A tal proposito, se il contribuente non esercita alcuna scelta, il credito viene proprio considerato come un’eccedenza da utilizzare nella successiva dichiarazione.

Iscriviti a Money.it