Il piano è pronto per entrare in vigore: il governo spagnolo erogherà fino a 300 euro al mese ai giovani in affitto e €15.000 per l’acquisto casa. I dettagli.
Martedì il governo spagnolo ha approvato il Piano statale per l’edilizia abitativa 2026-2030, che amplia i fondi dedicati all’edilizia popolare per far fronte all’attuale crisi abitativa che imperversa nel Paese. Il nuovo quadro è stato finalizzato dopo mesi di discussioni tra il governo e le varie amministrazioni pubbliche, nonché con rappresentanti del settore sociale e industriale, al fine di perfezionare il testo e raggiungere un ampio consenso prima della sua approvazione, al contrario di quanto accade in Italia.
Secondo la ministra Isabel Rodríguez, si tratta dello strumento che «consoliderà il cambiamento del modello abitativo» che il governo spagnolo intende attuare nei prossimi quattro anni.
Il piano prevede, tra le altre cose, un sussidio fino a 300 euro al mese per aiutare i giovani a pagare l’affitto, cifra che può essere modificato da ciascuna comunità autonoma in base alle circostanze specifiche del proprio territorio. Previsti anche contributi fino a 15.000 euro per i giovani di età pari o inferiore a 35 anni che acquistano o costruiscono la loro prima casa in comuni con un massimo di 10.000 abitanti e fino a un massimo di 20.000 abitanti in caso di comune con calo demografico.
Un piano da 7 miliardi di euro
Il Piano statale per l’edilizia abitativa 2026-2030 ha un budget di 7 miliardi di euro, una cifra triplica l’importo stanziato per il programma precedente. Il governo contribuirà per il 60% di tale importo, pari a circa 4,2 miliardi di euro, mentre le comunità autonome contribuiranno per il restante 40% (circa 2,8 miliardi di euro).
Vengono previste tre modalità di distribuzione del budget complessivo:
- il 40% dei fondi sarà utilizzato per costruire nuove abitazioni a prezzi accessibili;
- il 30% per riqualificare le case al fine di migliorarne l’efficienza energetica e consentirne la successiva integrazione nel patrimonio di edilizia popolare;
- il restante 30% sarà distribuito tra i gruppi che hanno difficoltà ad accedere all’alloggio, come i giovani, le donne vittime di violenza di genere o le persone in situazioni di vulnerabilità.
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Uno dei principi cardine del piano abitativo statale è che tutte le nuove abitazioni manterranno il loro status di edilizia protetta a vita. Ciò significa che non cesseranno mai di essere considerate alloggi ufficialmente protetti e non potranno essere utilizzate per scopi speculativi al contrario di quanto accaduto nell’ambito dei progetti precedenti, con le abitazioni che venivano immesse sul libero mercato dopo un certo numero di anni. Secondo uno schema di distribuzione preliminare, tutte le comunità autonome spagnole che aderiranno al piano potranno utilizzare questi fondi statali per costruire o ristrutturare le proprie abitazioni.
300 euro al mese ai giovani per l’affitto
Il piano abitativo prevede un aiuto diretto fino a 300 euro al mese per i giovani fino a 35 anni, con l’importo specifico determinato da ciascuna comunità autonoma. Gli affitti agevolati avranno un prezzo massimo di circa 900 euro al mese e saranno assegnati in base a criteri oggettivi. Sebbene l’obiettivo originario del piano sia quello di contrastare la crisi del mercato degli affitti, coloro che desiderano acquistare o costruire la loro prima casa potranno beneficiare di un aiuto fino a 15.000 euro nei comuni con un massimo di 10.000 abitanti (o fino a 20.000 in caso di calo demografico).
Bonus anche per ristrutturare
Il programma offre sovvenzioni per la ristrutturazione delle case rimaste vuote per più di due anni, con finanziamenti fino a 30.000 euro se tali immobili vengono successivamente resi disponibili per l’affitto residenziale per un minimo di cinque anni a un prezzo accessibile. Se l’immobile si trova in una zona rurale, la sovvenzione può arrivare fino a 35.000 euro.
Questo mese, il Ministero coordinerà e terrà incontri tecnici bilaterali con le comunità autonome per redigere gli accordi, e si riunirà anche la Commissione multilaterale. Successivamente, a maggio, il Ministero presiederà la Conferenza settoriale con tutte le comunità autonome per l’approvazione definitiva della distribuzione territoriale dei fondi previsti dal Piano. Una volta concluso tale incontro, gli effetti del piano cominceranno a manifestarsi in tutte le comunità autonome nel corso della seconda metà dell’anno.
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