Bonus domotica 2026 fino a €7.500. A chi spetta e come fare domanda?

Patrizia Del Pidio

23 Marzo 2026 - 13:35

Bonus domotica per chi rende i sistemi della propria casa automatizzati. Ecco quanto spetta e chi può richiederlo.

Bonus domotica 2026 fino a €7.500. A chi spetta e come fare domanda?

Nel 2026 si potrà beneficiare, per gli immobili, anche del bonus domotica, un beneficio fiscale per incentivare l’adozione di sistemi di automazione delle case. Non si tratta di un’agevolazione autonoma, ma è una misura che rientra nell’Ecobonus, anche se ha limiti di spesa incentivabili ben definiti. Così come sono ben definiti anche gli interventi incentivabili e i lavori che vi rientrano.

Lo scopo principale della domotica è quello di permettere di controllare a distanza gli impianti domestici consentendoo una gestione intelligente del riscaldamento, della produzione dell’acqua calda e della climatizzazione degli ambienti domestici per ridurre gli sprechi e i consumi.

Bonus domotica 2026, a quanto ammonta?

Nel 2026 le aliquote per le detrazioni restano differenziate e sono al 50% per l’abitazione principale e al 36% per le seconde case, proprio come prevede l’Ecobonus. Nel caso degli immobili strumentali, invece, la detrazione arriva al 65%. Il tetto massimo di spesa agevolabile è di 15.000 euro per unità immobiliare con una detrazione massima riconosciuta pari a:

  • 7.500 per le abitazioni principali;
  • 5.400 euro per le seconde case;
  • 9.750 euro per gli immobili strumentali.

Bisogna, però, ricordare che dal 2025 è in vigore il taglio delle detrazioni in base al quoziente familiare che riconosce la detrazione senza limiti solo a chi ha redditi fino a 75.000 euro di reddito. Per chi ha reddito tra 75.000 e 100.000 euro il tetto massimo detraibile è pari a 14.000 euro ma solo in presenza di figli a carico, altrimenti si riduce in proporzione. Il taglio diventa ancora più pesante per chi ha redditi superiori ai 100.000 euro.

Bonus domotica, le spese ammesse

Il bonus domotica comprende tutte le spese correlate all’installazione e all’acquisto di sistemi che permettono il controllo a distanza degli impianti dell’immobile come, ad esempio:

  • dispositivi elettronici;
  • dispositivi meccanici;
  • mano d’opera dell’elettricista e del muratore per la realizzazione degli impianti;
  • onorario per la progettazione, la certificazione e la realizzazione dell’impianto.

Il legislatore traccia un confine netto tra ciò che è agevolabile e ciò che non lo è: non possono essere portati in detrazione i sistemi di controllo personali come smartphone, tablet o computer che fungono da schermo di controllo in quanto dispositivi multifunzione non dedicati esclusivamente al risparmio energetico.

Requisiti tecnici per il bonus domotica

Per accedere al bonus è necessario rispettare le rigide condizioni tecnologiche imposte dall’articolo 11 del Decreto Efficienza Energetica. La documentazione deve attestare che la tecnologia essere conforme almeno alla classe energetica B della norma EN 15232 che si riferisce a sistemi di Building Automation avanzati.

L’infrastruttura, inoltre, deve garantire la gestione automatica degli impianti termici, di climatizzazione e di produzione dell’acqua calda, il controllo da remoto, il monitoraggio dei consumi e la visualizzazione delle condizioni di funzionamento. I consumi possono essere monitorati anche da sistemi già presenti.

Chi può richiedere il bonus domotica 2026?

A poter richiedere l’incentivo fiscale sono tutti coloro che hanno un diritto reale sull’immobile oggetto di intervento a patto che il soggetto che richiede l’agevolazione sia lo stesso che ha sostenuto la spesa ed è intestatario delle fatture. Possono accedere al bonus le persone fisiche (proprietari, familiari conviventi o conviventi di fatto), enti non commerciali, istituti di edilizia residenziale pubblica e cooperative edilizie.

Per richiedere l’agevolazione è necessario che tutti i pagamenti siano effettuati con mezzi di pagamento tracciabili (bonifico parlante) in cui sia specificato:

  • causale di pagamento;
  • il codice fiscale del beneficiario;
  • la partita IVA o codice fiscale dell’impresa.

È sempre obbligatoria la comunicazione Enea poiché si tratta di un intervento di efficientamento energetico. La comunicazione va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo.

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