Bonus dentista 2022: cosa spetta, come e quando risparmiare

Simone Micocci

15 Aprile 2022 - 11:28

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Esiste ancora il bonus dentista? Non c’è una misura che si chiama così, né tanto meno ci si può rivolgere alla figura del dentista sociale. Ma è ancora possibile risparmiare, ecco come.

Bonus dentista 2022: cosa spetta, come e quando risparmiare

Negli anni scorsi si è parlato molto della possibilità d’introdurre un bonus dentista del valore di 500 euro, riservato a coloro che hanno un Isee inferiore ai 25.000 euro, tuttavia alla fine l’emendamento alla Legge di bilancio 2020 proposto dal Movimento 5 Stelle non venne approvato.

Chi dunque è alla ricerca d’informazioni su come richiedere il bonus dentista da 500 euro deve sapere che questo non esiste. E con il tempo - ormai dal 2018 - è venuta meno anche la figura del cosiddetto dentista sociale, quel professionista al quale ci si poteva rivolgere per pagare alcune prestazioni ortodontiche a un prezzo molto più basso rispetto a quelle che sono le tariffe solitamente proposte.

Il problema è che molte aziende continuano a promuovere - con l’obiettivo di essere ricontattati - sia il bonus dentista che la possibilità di farsi curare da un dentista sociale: ebbene, sappiate che entrambe le agevolazioni non esistono più, e dunque per risparmiare sui costi per la cura dei denti bisogna indirizzarsi verso altri strumenti.

Se quindi siete rimasti delusi dopo aver scoperto che non esiste alcun bonus dentista da 500 euro, né tantomeno il cosiddetto dentista sociale, non scoraggiatevi perché ci sono comunque una serie possibilità per risparmiare sui costi necessari per la cura dei propri denti; vediamo di quali si tratta.

Bonus dentista: quali cure sono gratis

Il Servizio sanitario nazionale si fa carico solamente di alcune prestazioni ortodontiche. Poche a dire la verità, tant’è che nella maggior parte dei casi le famiglie devono rivolgersi ai privati per la cura dei loro denti, affrontando spese tanto più elevate quanto più grave è il problema da risolvere.

Ecco perché spesso le famiglie tendono a rimandare la visita dal dentista, consapevoli che al momento lo stato del bilancio familiare non consente una spesa di questo tipo.

Le possibilità di rivolgersi a cure odontoiatriche gratuite in quanto a carico del Servizio sanitario nazionale, nel dettaglio, si rivolgono solamente a due fattispecie, quali:

  • programmi di tutela della salute odontoiatrica nell’età evolutiva (0-14 anni): sono gratuiti dunque i controlli che vengono effettuati nella fase di sviluppo dei bambini con lo scopo di prevenire la formazione di malocclusioni e di altre patologie. I nuovi LEA (Livelli essenziali di assistenza) prevedono dunque una serie di prestazioni ortodontiche a carico del Ssn, con bambini e ragazzi che potranno essere sottoposti a visite odontoiatriche, a esami radiologici, estrazioni, ablazioni del tartaro, interventi chirurgici e trattamenti ortodontici;
  • determinate categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità.

Nel dettaglio, si parla di vulnerabilità sanitaria per tutti quei pazienti che potrebbero rischiare, a causa di un problema di natura odontoiatrica, un aggravamento della loro condizione tale da provocare il decesso. Fanno parte di questa categoria, e dunque possono accedere a cure odontoiatriche a carico del Ssn, i pazienti:

  • in attesa di trapianto e post- trapianto (escluso trapianto di cornea);
  • stati d’immunodeficienza grave;
  • con cardiopatie congenite cianogene;
  • con patologie oncologiche ed ematologiche in età evolutiva e adulta in trattamento con radioterapia o chemioterapia o comunque a rischio di severe complicanze infettive;
  • con emofilia grave o altre gravi patologie dell’emocoagulazione congenite, acquisite o iatrogene.

Esiste poi una seconda tipologia di vulnerabilità, quella sociale. Con questa si tiene conto delle condizioni socio economiche di coloro che non possono sostenere il costo delle cure odontoiatriche presso gli studi privati. Viene però demandato alle amministrazioni locali il compito di prevedere iniziative volte a favorire l’accesso alle prestazioni ortodontiche in favore di queste persone.

È inoltre possibile beneficiare di prestazioni gratuite (che al massimo possono prevedere il pagamento del ticket sanitario) quando controlli e trattamenti sono finalizzati all’individuazione di neoplasie del cavo orale (un tumore alla bocca per intenderci), oppure quando è necessario intervenire urgentemente per salvaguardare la salute del paziente (ad esempio in caso di emorragia, oppure in presenza di una grave infiammazione).

Bonus dentista: detrazione dei costi sostenuti

Per chi non rientra nelle suddette categorie, e dunque deve rivolgersi a un dentista privato, vi perlomeno la possibilità di recuperare una parte dei costi sostenuti. Infatti, come spiegato dall’Agenzia delle Entrate, le spese sostenute per il dentista possono essere portate in detrazione, con la possibilità di recuperarne una parte in sede di dichiarazione dei redditi.

Nel dettaglio, così come per tutte le spese mediche, anche i costi sostenuti per il dentista possono essere portati in detrazione nella misura del 19%, ma solo per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Si può usufruire della detrazione solo per la parte di spesa che non ha trovato capienza nell’Irpef dovuta dal familiare affetto dalla patologia e nel limite massimo di 6.197,48 euro per anno.

Attenzione: non tutti i costi sostenuti dal dentista possono essere portati in detrazione, in quanto la regola vuole che tale agevolazione interessi solamente le spese che hanno natura sanitaria. Vengono esclusi, dunque, i trattamenti estetici, come potrebbe essere ad esempio lo sbiancamento dei denti.

Rientrano invece tra le spese che danno diritto alla detrazione del 19% anche quelle per l’acquisto o l’affitto di dispositivi medici, come possono essere apparecchi per i denti e protesi dentarie.

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