Bonus assunzioni nel 2021: perché solo per giovani e donne?

Bonus assunzioni: nel 2021 sgravio triennale al 100% per le assunzioni di giovani Under 35 e per le donne di ogni età.

Bonus assunzioni nel 2021: perché solo per giovani e donne?

Il Ministro per il Lavoro, Nunzia Catalfo, ha annunciato nuovi bonus e agevolazioni per le assunzioni nel 2021, così da far ripartire il mercato del lavoro dopo la crisi causata dalla diffusione del coronavirus.

Le dichiarazioni del Ministro per il Lavoro riguardo alle categorie a cui saranno rivolti i nuovi bonus occupazione 2021, però, stanno suscitando non poche polemiche: c’è chi lamenta, infatti, un’eccessiva tutela per giovani e donne, a scapito di quei lavoratori ormai avanti con l’età che anche questa volta potrebbero essere messi in disparte.

Tuttavia, come ci dicono diversi report realizzati in questi mesi, sono proprio i giovani e le donne ad essere stati maggiormente penalizzati dalla crisi del mercato del lavoro scaturita dalla pandemia da COVID-19. C’è un motivo ben preciso, quindi, per cui ancora una volta il Governo sembra aver deciso di ripartire da queste due categorie.

Agevolazioni per incentivare le assunzioni nel 2021: l’annuncio del Ministro Catalfo

Con la Legge di Bilancio 2021 il Governo vuole intervenire su due diversi aspetti: da una parte prevedere una “rete di protezione” per imprese e lavoratori, dall’altra rilanciare l’occupazione dopo mesi difficili in cui - come riportato dai dati INPS - c’è stato un calo delle assunzioni del 38% in soli 7 mesi.

Per non parlare, poi, di quanti hanno perso il lavoro a causa della crisi economica.

Il 2021, quando speriamo avremo a disposizione un vaccino con il quale far fronte alla pandemia, dovrà essere l’anno del rilancio del mercato del lavoro. Ed è per questo motivo che il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha annunciato sgravi triennali per le assunzioni di Under 35 e di donne disoccupate.

Per il momento, nello schema legislativo per la Legge di Bilancio 2021 troviamo già un nuovo incentivo per le assunzioni che prevede l’azzeramento per tre anni dei contributi previdenziali a carico delle imprese che assumono persone con meno di 35 anni di età. Un incentivo sulle assunzioni che verrà su tutto il territorio nazionale e per il quale sono stati stanziati 700 milioni di euro.

Per le imprese ci sarà un risparmio di circa 6 milioni di euro l’anno, con il tetto di reddito sul quale calcolare lo sgravio contributivo fissato a 24 mila euro lordi l’anno.

Con il passaggio in Parlamento del provvedimento, verrà però introdotto un secondo sgravio contributivo, sul quale è stato lo stesso Ministro del Lavoro a fornire importanti anticipazioni. Nel dettaglio, la Catalfo ha spiegato che l’attuale bonus donne (lo sgravio contributivo del 50%) verrà potenziato. Il bonus occupazionale donne nel 2021, infatti, prevederà uno sgravio contributivo del 100% per un orizzonte temporale molto ampio: tre anni.

Nel dettaglio, potranno beneficiare della decontribuzione al 100% le aziende che assumono donne disoccupate al Sud. Questo bonus sarà a disposizione anche sul resto del territorio nazionale, ma in tal caso per poterne beneficiare bisognerà assumere donne - indipendentemente dall’età - disoccupate da almeno 24 mesi.

Per maggiori dettagli dovremo attendere che questa novità, per il momento solamente annunciata dal Ministro per il Lavoro, venga introdotta in Legge di Bilancio.

Legge di Bilancio 2021: perché bonus solamente per donne e giovani?

C’è chi si chiede perché ancora una volta il Governo abbia deciso di favorire due sole categorie di lavoratori: i giovani e le donne. Gli uomini con più di 35 anni, infatti, rischiano di essere penalizzati dalle suddette misure, risultando così svantaggiati durante la ricerca di una nuova occupazione con le aziende che inevitabilmente tenderanno ad assumere coloro che soddisfano i requisiti per poter beneficiare di uno sgravio contributivo.

Va detto, però, che ci sono delle motivazioni concrete dietro a questa decisione. Come prima cosa la necessità di limitare il gender gap che nonostante le numerose misure adottate dai Governi negli ultimi anni vede ancora gli uomini primeggiare sulle donne.

Dall’altra c’è il fatto che i giovani sono stati tra i più penalizzati dallo scoppio della pandemia. Secondo un recente report realizzato dall’Organizzazione internazionale del lavoro, infatti, nel mondo oltre un giovane su sei ha smesso di lavorare a causa della pandemia. E quelli che hanno mantenuto un impiego hanno subito una riduzione delle ore di lavoro pari al 23%.

Secondo l’OIL, i giovani sono stati colpiti in maniera sproporzionata dalla pandemia e - manco a dirlo - a farne le spese sono soprattutto le donne.

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