Bonus 80 euro anche agli incapienti? Si passa dall’abolizione all’estensione

Bonus 80 euro anche agli incapienti, i contribuenti con redditi bassi che ricadono nella no tax area. Questa una delle misure contenute nelle linee programmatiche di M5S e PD che potrebbe prender piede con la Legge di Bilancio 2020. Se prima si parlava di abolizione, si profila ora l’ipotesi di un’estensione.

Bonus 80 euro anche agli incapienti? Si passa dall'abolizione all'estensione

Sul bonus 80 euro qualcosa cambierà nel 2020. Se fino a qualche settimana fa si parlava di abolizione per finanziare la flat tax, il nascente Governo Conte-bis appoggiato da M5S e PD punta all’estensione anche agli incapienti.

I contribuenti che ricadono nella no tax area, titolari redditi bassi ed esenti Irpef, sono fin dall’introduzione del bonus Renzi rimasti esclusi dall’agevolazione.

Questa è stata tra l’altro una delle criticità maggiori dell’incentivo introdotto come misura a regime dal 2015 con la finalità di concedere maggior potere d’acquisto agli italiani più colpiti dalla crisi economica.

Fino a qualche settimana fa, quando ad affiancare il M5S al Governo c’era la Lega, si profilava l’ipotesi di abolizione del bonus di 80 euro, le cui risorse sarebbero confluite nel complesso ed ormai naufragato progetto della flat tax.

Ora ad esser stravolta non è solo la possibile composizione del Governo, ma anche e soprattutto gli obiettivi programmatici: il bonus Renzi, salvo improvvisi ed inaspettati cambi di rotta, è destinato a restare, ma dal 2020 potrebbe essere esteso ad un’ampia fetta di contribuenti italiani.

Bonus 80 euro anche agli incapienti dal 2020

Il bonus di 80 euro, anche noto come credito Irpef o nel gergo popolare come Bonus Renzi, spetta a quei contribuenti che si collocano nella fascia di reddito compresa tra gli 8.174 euro ed i 24.600 euro. Per i redditi compresi tra i 24.601 e fino a 26.600 è gradualmente riproporzionato e l’importo annuo diminuisce all’aumentare del reddito.

Sono 11,7 milioni i lavoratori dipendenti che lo scorso anno, in base ai dati del MEF sulle dichiarazioni dei redditi del 2018, hanno percepito 9,5 miliardi di euro complessivi a titolo di bonus Irpef.

Proprio per via del meccanismo che lega l’erogazione del bonus di 80 euro alla presenza di capienza Irpef, sin dalla sua introduzione ne sono rimasti automaticamente esclusi i contribuenti definiti come incapienti, ovvero coloro che percepiscono redditi troppo bassi (che non superano gli 8.174 euro) e che in quanto tali non versano l’imposta sul reddito.

La possibilità che nel 2020 il bonus venga esteso anche a tale categoria di contribuenti farebbe rientrare nel perimetro dei soggetti beneficiari dei 960 euro di credito annuo circa 5-6 milioni di contribuenti.

La volontà di estendere il bonus Renzi appare, come riportato dal Sole24Ore, uno dei punti condivisi tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico che, salvo ulteriori sorprese, costituiranno la base del Governo Conte 2 chiamato tra poche settimane a lavorare sull’importante disegno di Legge di Bilancio 2020.

Le “giravolte” del bonus 80 euro, prima a rischio abolizione e ora con possibile estensione

Quei 10 miliardi di euro stanziati a regime per coprire il bonus Renzi facevano particolarmente gola alla Lega che, prima dell’inattesa “virata” del suo Leader Matteo Salvini sulla crisi di Governo, portava avanti con forza la propria flat tax.

Il progetto della tassa piatta appare ora totalmente superato e tra i punti della riforma fiscale targata M5S e PD, è il taglio del cuneo fiscale ad avere la meglio, per ora.

È sicuramente ancora presto parlare di programmi e misure, ma sulla Legge di Bilancio 2020 cominciano ad emergere le prime indiscrezioni. Il bonus 80 euro “resuscita” dopo esser stato dato per morto, ma oltre alle dichiarazioni di intenti bisognerà vedere quali i numeri sul piatto.

Può apparire ridondante ma non bisogna dimenticare che la dote di risorse necessarie per evitare l’aumento dell’IVA è enorme, salvo che il Governo M5S-PD non scelta di percorrere vie alternative già analizzate dal MEF come la doppia aliquota differenziata per i pagamenti con bancomat e contanti, o l’aumento IVA in ottica green solo su beni e servizi inquinanti.

Le scelte su come disinnescare le clausole di salvaguardia saranno fondamentali anche per le ulteriori misure attese nel 2020. Appare però certo che è dal fronte fiscale e dal lavoro che M5S e PD dovranno partire, per superare il periodo di stagnazione e dare nuova luce all’economia italiana.

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