Bond oggi – Come gestire al meglio gli yield in Usd

Lorenzo Raffo

29 ottobre 2026

Inutile esporsi sulle scadenze lunghe. Meglio preferire quelle corte (fino a tre anni) con i Treasuries e medie (fino a cinque anni) con gli Etf. Ecco come.

Bond oggi – Come gestire al meglio gli yield in Usd

È innegabilmente un contesto obbligazionario in forte tensione, complici tutte le vicende geopolitiche attinenti agli Stati Uniti. Quando troverà un po’ di pace? Forse soltanto dopo le prossime elezioni di Midterm e dopo una chiara identificazione delle scelte sulle evoluzioni future del debito pubblico, salito oltre i 40 trilioni di Usd, con un rapporto debito/Pil al 125%. Sono numeri impressionanti, quasi da crisi europea del debito sovrano 2011. Il mercato assiste con preoccupazione a tutto questo, intimorito anche da una curva dei rendimenti che sta appiattendosi: al 4,47% della scadenza a 1 anno si contrappone infatti il 4,99% del decennale, con uno spread dell’11,6%, abbastanza anomalo nello storico di questo comparto obbligazionario.

La variabile Usd

Al tutto si aggiunge la situazione del dollaro Usa, rafforzatosi improvvisamente nel rapporto di cambio con l’euro. È tornato infatti a livelli che non vedeva dal 2025. Prospettive? Probabile un indebolimento nel medio termine, ovvero nel corso del 2027, ma senza eccessivi scossoni.

Chi investe in obbligazionario nel biglietto verde ha spesso sofferto in passato per i movimenti del cross sull’euro, con impatti tali da ridurre notevolmente la remuneratività complessiva di uno specifico portafoglio. Resta quindi imprescindibile l’utilizzo di un conto in valuta, che ormai quasi tutti i maggiori intermediari rendono disponibile. Una gestione pertanto attiva del dollaro è obbligatoria per cogliere una variabile che spesso gli investitori trascurano.

Come muoversi nella fase in corso?

Risulta preferibile al momento evitare di collocarsi sulle scadenze lunghe ed extralunghe, ancora troppo volatili ed esposte alle maggiori incertezze sull’andamento futuro del debito Usa. Meglio e di gran lunga quelle corte, che pur comportano un’incertezza, quella del reinvestimento a scadenza. Come evolverà infatti il trend della politica monetaria Fed? I rendimenti potrebbero ridursi, rendendo così meno favorevole il rientro su altre obbligazioni. È un rischio, comunque, da accettare nella fase in corso.

Vediamo quale parte di curva convenga di più. Si tratta di quella ultracorta, adottando una strategia ladder, che consiste nell’acquistare più obbligazioni con date di scadenza sfalsate nel tempo (ad esempio a 1, 2 e 3 anni). Un esempio concreto è il seguente:

T-Note Usa 4,625% Gn27 Usd US91282CKV27 100,2 Usd Yield 4,4%
T-Note Usa 3,625% Mg28 Usd US91282CHE49 98,3 Usd Yield 4,8%
T-Note Usa 4,5% Mg29 Usd US91282CKT70 99,2 Usd Yield 4,9%

Con un rendimento globale lordo medio del 4,7% e quindi netto del 4,1% si ottiene un risultato di tutto rispetto, pur con una volatilità bassa e costi commissionali contenuti.

Un’alternativa?

Puntare su un settore obbligazionario più a rischio, ovvero quello delle società high yield, ma sempre su scadenze corte utilizzando degli Etf. Ne indichiamo due:

iShares Usd Short Duration (0-5 anni) High Yield Corporate Bond IE00BCRY6003 A distribuzione di cedole (periodicità semestrale) Ter (costo annuo) 0,45%
Pimco Advantage US Short-Term (0-5 anni) High Yield Corporate Bond IE00B7N3YW49 A distribuzione di cedole (periodicità mensile) Ter (costo annuo) 0,55%

Volendo infine eliminare il rischio di cambio sul dollaro c’è pure un’alternativa hedgiata nell’ambito dello stesso tipo di Etf.

Pimco Advantage US Short-Term (0-5 anni) High Yield Corporate Bond Eur Hedged IE00BF8HV600 A distribuzione di cedole (periodicità mensile) Ter (costo annuo) 0,60%

Punti forti

  • Frequenza cedole per i Pimco
  • Bassa esposizione alle duration

Punti deboli

  • C’è un po’ di rischio di credito (dovuto pur sempre agli high yield)
  • Attenzione alla gestione del cambio Eur/Usd
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