Bolsonaro, coronavirus e golpe militare: cosa rischia il Brasile?

Bolsonaro si schiera contro il lockdown imposto in Brasile dai governatori. Ma la sua protesta nei confronti dell’eccessivo allarme coronavirus rischia di sfociare in atti anti-democratici gravi. Come l’ipotesi golpe militare. Ecco perché.

Bolsonaro, coronavirus e golpe militare: cosa rischia il Brasile?

La posizione di Jair Bolsonaro sul coronavirus è ormai chiara. Il presidente del Brasile sta cercando in tutti i modi di minimizzare il pericolo dell’epidemia, invocando la riapertura del Paese al più presto per evitare una catastrofe economica.

Un atteggiamento discutibile quello della massima carica brasiliana. La sua sottovalutazione della letalità del virus - considerata più volte come una semplice influenza - rischia di mettere in serio pericolo la nazione, dove il picco di contagiati e deceduti è atteso per il mese di maggio.

Ad oggi, lo Stato latinoamericano conta più di 38.500 casi positivi e circa 2.400 morti a causa dell’infenzione. Numeri che, in realtà, nascondono tutti coloro che non sono stati sottoposti a test. Secondo gli esperti, infatti, i contagiati veri potrebbero superare le 350.000 persone.

In questo incerto scenario, anche la democrazia del Brasile è a rischio. Lo dimostra l’ultima uscita pubblica di Bolsonaro, non così contrariato all’invocazione di un nuovo - ed ennesimo - Governo militare.

Bolsonaro sfida il lockdown e la democrazia a favore dei militari

In piena allerta coronavirus anche in Brasile, Bolsonaro ha intensificato le apparizioni pubbliche, soprattutto nelle ultime settimane, incontrando sostenitori, manifestanti, passanti o imprenditori, sfidando le misure di distanziamento sociale consigliate dall’OMS e dal ministero della Salute nazionale.

La sua sfida all’epidemia va nel verso contrario rispetto alla maggioranza degli altri Stati: un allarme infezione, secondo il presidente brasiliano, non c’è. Bisogna combattere il lockdown, non il contagio.

Bolsonaro è stato un feroce critico delle misure restrittive adottate dai governatori, sostenendo che il danno economico potrebbe essere più grave della malattia. Venerdì 17 aprile ha licenziato anche il suo ministro della Sanità, Luiz Henrique Mandetta, che aveva promosso misure di isolamento e appoggiato le linee guida OMS.

Ma l’episodio più sconcertante per lo Stato brasiliano è quello di domenica 19 aprile. Bolsonaro si è presentato a una manifestazione pubblica a Brasilia, sostenendo con entusiasmo e spirito combattivo la folla di 600 persone radunata al quartier generale dell’esercito nel giorno dedicato alle forze armate nazionali.

I manifestanti, molti dei quali non indossavano maschere e non rispettavano le distanze di sicurezza, hanno invitato proprio i militari a intervenire nella crisi coronavirus, chiedendo addirittura la chiusura della Corte Suprema e del Congresso.

Alcuni invocavano l’intervento militare con Bolsonaro. Il presidente del Brasile è apparso a suo agio, non solo nel ribadire la sua posizione contraria al lockdown. Ma anche nell’ipotizzare l’estremo ricorso a un golpe militare.

Non lo ha appoggiato apertamente. Piuttosto, ha affermato alla folla: Tutti in Brasile devono capire che sono soggetti alla volontà dell popolo.

Bolsonaro e il potere militare: cosa rischia il Brasile?

Nel pieno della crisi coronavirus, il Brasile rischia di piombare nel peggiore scenario per la democrazia. Il pericolo che il presidente intensifichi il suo legame con il potere militare, infatti, c’è.

Da quando ha prestato giuramento il 1 ° gennaio 2019, Bolsonaro ha chiesto al ministero della difesa di organizzare commemorazioni della dittatura militare, ha reso omaggio al generale Alfredo Stroessner, il militare forte nel vicino Paraguay, e ha sostenuto i cambiamenti nei programmi di storia della scuola per rivalutare il golpe del 1964.

Il presidente in carica ha a lungo salutato il regime brasiliano durato 21 anni e come un’epoca d’oro.

Per questo l’apparizione di Bolsonaro alla manifestazione di domenica ha gettato nuove ombre sulla democrazia del Paese, nella già difficile condizione del coronavirus.

Il giudice della Corte suprema Luís Roberto Barroso ha così commentato: “È spaventoso vedere manifestazioni che chiedono il ritorno di un regime militare 30 anni dopo il ripristino della democrazia”.

Bolsonaro sta veramente mettendo in pericolo il Brasile sui fronti salute - causa coronavirus - e democrazia?

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