Secondo la classifica Forbes, Massimiliana Landini Aleotti è ancora una volta la donna più ricca d’Italia, anche nel 2026: ecco chi è, cosa fa e patrimonio aggiornato
Chi è Massimiliana Landini Aleotti, la donna più ricca d’Italia? Una domanda che torna puntuale ogni anno, complice la riservatezza quasi assoluta che da sempre contraddistingue colei che, anche nel 2026, continua a dominare la classifica femminile della ricchezza nel nostro Paese.
Quest’anno, però, qualcosa ai vertici della classifica maschile è cambiato: per la prima volta dal 2007 - quando il primo italiano in graduatoria era Silvio Berlusconi - non è più un Ferrero a guidare il ranking. Giancarlo Devasini, cofondatore della criptovaluta Tether, è infatti il nuovo uomo più ricco d’Italia secondo Forbes, con un patrimonio stimato in 89,3 miliardi di dollari (circa 77,7 miliardi di euro al cambio attuale), quasi il doppio di quello di Giovanni Ferrero, scivolato al secondo posto con 48,8 miliardi di dollari (circa 42,5 miliardi di euro). Al femminile, però, nulla cambia: il primato resta saldamente nelle mani di Massimiliana Landini Aleotti.
Secondo l’ultima classifica pubblicata dalla prestigiosa rivista americana, la proprietaria del gruppo farmaceutico Menarini conferma la sua presenza tra le persone più facoltose al mondo: dopo essere stata, nel 2016, anche tra le prime dieci donne più ricche del pianeta, oggi compare regolarmente nella classifica mondiale dei miliardari Forbes e tra le prime posizioni a livello italiano della graduatoria.
Nonostante il successo e l’enorme visibilità economica, Massimiliana Landini Aleotti resta una figura estremamente schiva: vive a Fiesole, alle porte di Firenze, raramente appare in pubblico e preferisce lasciare i riflettori ai figli, che oggi ricoprono ruoli di vertice all’interno del gruppo. Una riservatezza che continua ad alimentare il mistero attorno a una delle imprenditrici più influenti d’Italia, capace - prima con il marito e poi insieme ai figli - di trasformare un’azienda familiare in un nome di riferimento mondiale nel settore medico-farmaceutico.
La biografia di Massimiliana Landini Aleotti: ecco chi è e cosa fa
Mai un’intervista, pochissime apparizioni pubbliche, quasi nessuna foto recente che la ritragga: la discrezione è da sempre la cifra distintiva di Massimiliana Landini Aleotti, la donna più ricca d’Italia e una delle figure più enigmatiche del panorama imprenditoriale nazionale. Nata il 7 agosto 1942 a Lerici, in provincia di La Spezia, oggi ha 83 anni (li compirà 84 il prossimo agosto) e la sua storia personale è strettamente intrecciata a quella del colosso farmaceutico Menarini, un marchio simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo.
Il patrimonio di Massimiliana Landini Aleotti deriva infatti dall’eredità lasciata nel 2014 dal marito Alberto Aleotti, scomparso a maggio di quell’anno, dopo una vita interamente dedicata alla crescita dell’azienda.
A fondare l’azienda, in realtà, era stato un altro Menarini: nel lontano 1886 il farmacista bolognese Archimede Menarini aprì a Napoli la «Farmacia Internazionale», trasferita poi a Firenze nel 1915. Fu invece Mario Menarini, all’epoca proprietario di quella che era ormai una piccola realtà locale, a raccogliere nel 1964 la sfida di Alberto Aleotti, affidandogli la direzione generale di un’azienda classificata appena al 352° posto tra le industrie del settore in Italia.
Da lì iniziò una straordinaria ascesa: sotto la guida di Aleotti, Menarini passò da impresa familiare a gruppo internazionale, con stabilimenti in Europa, Asia e America Latina. La visione del marito - innovazione scientifica, ricerca continua e una solida etica aziendale - è rimasta la bussola del gruppo anche dopo la sua scomparsa, grazie alla determinazione della moglie e dei figli Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti, oggi entrambi membri del Board e figure chiave della governance aziendale.
Dal 2018 la presidenza del Board è affidata al manager svizzero Eric Cornut, mentre la guida operativa del gruppo è nelle mani dell’amministratrice delegata Elcin Barker Ergun. Una squadra che ha permesso a Menarini di rafforzare ulteriormente la propria presenza internazionale: il gruppo, che oggi conta 17.800 dipendenti - per la prima volta nella sua storia con una componente femminile (50,7%) superiore a quella maschile - continua a rappresentare un’eccellenza italiana nel campo della salute e dell’innovazione farmaceutica.
Il patrimonio aggiornato di Massimiliana Landini Aleotti, la donna più ricca d’Italia
Massimiliana Landini Aleotti si può dire che sia una habitué delle classifiche di Forbes in merito alle persone più ricche d’Italia e del mondo. Da quando Maria Franca Fissolo (vedova Ferrero) ha visto scendere il proprio patrimonio, spetta a lei il primato femminile in questa speciale graduatoria, posizione che la vedova Aleotti conferma puntualmente anno dopo anno.
Secondo l’ultima classifica Forbes dei miliardari italiani, pubblicata il 10 marzo 2026, il patrimonio della famiglia Aleotti ammonta a 9,2 miliardi di dollari (circa 8 miliardi di euro al cambio attuale), una cifra che la colloca al sesto posto tra i più ricchi d’Italia e al 381° posto nella classifica mondiale dei miliardari.
Un dato che, va detto, si aggiorna quotidianamente: secondo il monitoraggio Forbes in tempo reale, al 19 giugno 2026 il patrimonio della famiglia Aleotti risulta pari a 8,2 miliardi di dollari (circa 7,1 miliardi di euro), corrispondenti alla 440ª posizione su scala mondiale. Oscillazioni quotidiane che però non intaccano il primato: in ogni rilevazione, da quella ufficiale di marzo a quella in tempo reale, Massimiliana Landini Aleotti resta la donna più ricca d’Italia.
Va detto che la cifra attuale non è comunque la più alta mai registrata da quando viene stilata la graduatoria. Nel 2015 e nel 2016, infatti, le stime patrimoniali sfondavano addirittura il muro dei 10 miliardi di dollari, con Landini Aleotti stabilmente nella Top 5 italiana. Questi dati, però, non sono mai stati confermati da fonti ufficiali: proprio nel 2015, non a caso, il gruppo Menarini emise un comunicato per fare chiarezza.
Menarini, una miniera d’oro che gode di ottima salute
Senza dubbio il Gruppo farmaceutico Menarini continua oggi a essere un vero colosso a livello mondiale, tanto più nell’anno del suo 140° anniversario. Nel 2025 l’azienda ha realizzato un fatturato consolidato di 4,887 miliardi di euro, in crescita del 6,2% rispetto al 2024 (quando si era fermata a 4,603 miliardi), con un Ebitda compreso tra 440 e 470 milioni di euro. L’81% del fatturato arriva ormai dai mercati esteri, contro il 19% generato in Italia. Le aree terapeutiche storiche del gruppo - cardio-respiratorio e diabete - restano il primo motore dei ricavi, mentre l’oncologia continua a guadagnare terreno.
Il gruppo è presente in 140 Paesi con filiali, distributori e licenziatari e può contare su 9 centri di Ricerca e Sviluppo, dislocati tra Firenze, Pisa, Bologna, Pomezia, Berlino, Barcellona, New York, Filadelfia e Singapore, dove si sviluppano progetti che vanno dalla fase preclinica fino alla registrazione di nuovi farmaci. Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo sono saliti a 540 milioni di euro nel 2025 (erano 500 milioni nel 2024), mentre restano 18 gli stabilimenti produttivi del gruppo, tra cui un impianto dedicato alla produzione biotecnologica di anticorpi monoclonali.
Qualche altro numero? Nel 2025 Menarini ha venduto circa 905 milioni di unità di prodotto nei 140 Paesi in cui è presente, mentre dai suoi stabilimenti sono uscite oltre 500 milioni di confezioni di farmaci. Cifre che, ancora una volta, raccontano la solidità di un’azienda che, dietro la discrezione della sua proprietaria, continua a correre tra le grandi protagoniste della farmaceutica mondiale.