Nel “braccio di ferro” tra governo e banche, c’è di mezzo anche Carlo Messina, CEO di Intesa San Paolo: ecco biografia, carriera, stipendio e patrimonio.
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Nei dialoghi tra governo e banche sulla manovra 2027, una delle voci che pesano di più è quella di Carlo Messina. Oggi (20 ottobre 2026, ndr), intervenendo al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti, il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo ha ricordato che, a fronte dei circa 50 miliardi di euro di utili bancari di cui si discute, lo Stato incasserà secondo le sue stime 25 miliardi di imposte.
Il nodo è il nuovo contributo chiesto al settore finanziario. Il Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles a metà mese lo fissa allo 0,21% del Pil, circa 5 miliardi nel 2027, con altri 3 miliardi circa nel 2028 e oltre 2 miliardi nel 2029, senza indicare come l’onere sarà ripartito tra banche, assicurazioni e altri operatori. Messina richiama l’accordo triennale siglato lo scorso anno, a cui gli istituti avevano aderito su base volontaria («Io ci ho creduto»), e contesta un prelievo concentrato su un solo comparto: nel confronto da lui proposto, altre aziende crescono anche del 70%, le banche del 5-10%.
Sullo sfondo c’è l’opas su Mps promossa da Intesa Sanpaolo. Il 3 ottobre la banca ha alzato la componente cash da 1 a 1,25 euro per azione, oltre a 1,6 azioni Intesa, portando il controvalore complessivo a 31,4 miliardi di euro in caso di adesione totalitaria. L’offerta diverrà inefficace se l’assemblea del Monte del 29 ottobre approverà uno dei punti 3, 4 o 5 della parte straordinaria: le ops su Banco Bpm e Banca Generali, i relativi aumenti di capitale e la riduzione volontaria del capitale. Per Messina l’operazione ha anche un valore di sicurezza nazionale, legato a Mediobanca e al 13,5% di Generali.
Ma in tutto questo, quanto valgono - a livello economico - potere e responsabilità del CEO di Intesa Sanpaolo? Ecco carriera e guadagni.
La biografia di Carlo Messina
Nato a Roma nel 1962, Carlo Messina vive oggi a Milano con la moglie. Nella capitale ha svolto tutti i suoi studi fino alla laurea in Economia e Commercio presso la prestigiosa Università Luiss, conseguita nel 1987. Al titolo accademico si sono poi aggiunte due lauree magistrali honoris causa: in Ingegneria Gestionale dal Politecnico di Bari (ottobre 2022) e in Economics and Finance dall’Università di Padova (marzo 2024).
Nel 2017 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha nominato Cavaliere del Lavoro. Attualmente è consigliere e membro del Comitato esecutivo dell’Abi, consigliere dell’Università Bocconi, Fellow della Foreign Policy Association di New York e Visiting Fellow presso la Oxford University.
Della sua vita privata si sa pochissimo: riservato e sempre lontano dalla mondanità, ha preferito far parlare i suoi numeri.
La carriera bancaria e finanziaria di Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo
Quando si racconta la storia di grandi manager, banchieri o dirigenti d’azienda, spesso ci si trova davanti a carriere fulminanti quasi al limite del miracoloso. Carlo Messina invece è uno che ha sempre lavorato duro, un gradino alla volta.
Nel 1987 entra in Banca Nazionale del Lavoro come funzionario responsabile dell’Ufficio Corporate Finance, Servizio Mercati Primari e Finanza d’Impresa. In parallelo avvia l’attività accademica, insegnando Economia degli Intermediari Finanziari nel Master in Business Administration della Scuola di Management della Luiss e Finanza Aziendale alla Facoltà di Economia e Commercio di Ancona.
Nel 1992 passa in Bonifiche Siele Finanziaria, capogruppo della Banca Nazionale dell’Agricoltura, come dirigente responsabile del Servizio Pianificazione e Controllo Strategico. Il passaggio decisivo arriva nel 1996, con l’ingresso nel Banco Ambrosiano Veneto guidato allora da Giovanni Bazoli, dove assume la responsabilità dell’Ufficio Pianificazione. Da lì la crescita è costante: nel 2002 è direttore centrale responsabile della Pianificazione e Controllo di Banca Intesa, nel 2008 diventa Chief Financial Officer di Intesa Sanpaolo e nel 2012 anche Direttore generale.
Il 29 settembre 2013 viene nominato consigliere delegato e CEO. Leggenda vuole che alla nomina sia partita una sorta di “ola” tra i dipendenti: Messina era in fondo uno di loro. Dal 2016 è l’unico componente esecutivo del cda e nell’aprile 2025 l’assemblea lo ha confermato per il quinto mandato consecutivo, fino al 2027.
Stipendio e patrimonio di Carlo Messina: quanto guadagna?
Secondo la relazione sulla remunerazione pubblicata in vista dell’assemblea del 30 aprile 2026, nel 2025 Messina ha percepito 4,903 milioni di euro in denaro: 3,5 milioni di retribuzione fissa e 1,403 milioni dal sistema incentivante, somma di quote di premi annuali maturate negli esercizi precedenti. A questi si aggiungono 3,39 milioni in azioni ricevute a valere sui sistemi di incentivazione degli anni passati, per un totale di 8,293 milioni tra compenso monetario e azioni consegnate, contro i 6,424 milioni del 2024. A pesare è stato il primo aumento del fisso dal 2016, deciso dal cda con decorrenza 1° dicembre 2024: da 2,62 a 3,5 milioni.
Lo studio Cutillo & Partners, che somma il totale erogato e il fair value dell’equity assegnata, arriva invece a 12.620.900 euro: non un secondo stipendio, ma una diversa misura della stessa remunerazione, che porta Messina in testa alla classifica dei CEO più pagati di Piazza Affari.
Sul patrimonio personale complessivo non esistono dati pubblici. L’unico elemento verificabile è la partecipazione nella banca: a fine 2025 Messina possedeva 6.546.858 azioni Intesa Sanpaolo (5.333.373 un anno prima, con 1.213.485 titoli arrivati dai sistemi di incentivazione), di cui 777.118 tramite la fiduciaria Siref. Al prezzo di circa 6,02 euro del 20 ottobre 2026 il pacchetto vale circa 39,4 milioni di euro, cifra che varia con l’andamento del titolo. Ipotizzando lo stesso numero di azioni alla record date del 19 maggio 2026, il saldo dividendo di 0,19 euro avrebbe fruttato circa 1,24 milioni di euro lordi.
Articolo revisionato da Emanuele Di Baldo il
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