«Un corpo di vigili del fuoco» contro i virus ed esercitazioni per prevenire una prossima emergenza sanitaria globale.
È il consiglio/auspicio di Bill Gates che torna a parlare del rischio di prossime pandemie, tema a cui ha dedicato anche il suo ultimo libro, How To Prevent the Next Pandemic.
Secondo Gates, il prossimo futuro sarà costellato dalle pandemie e tutto ruota sulla capacità che gli organismi internazionali e gli attori pubblici e privati avranno nell’agire rapidamente su scala globale. Per evitare una nuova crisi sanitaria, servono più investimenti e la creazione di una squadra di epidemiologi ed esperti per prevenire e identificare rapidamente le minacce alla salute globale e migliorare la cooperazione fra i Paesi.
Il trattato pandemico
Ciò rientra all’interno dei piani che gli oligarchi di Davos e i tecnocrati sognano per l’umanità: un trattato pandemico in modo da cedere la sovranità dei singoli Stati all’Organizzazione Mondiale della Sanità (non a caso la Bill & Melinda Foundation è il secondo finanziatore al mondo dell’OMS).
Per legittimare i pieni poteri all’OMS, la propaganda dei filantrocapitalisti punta sulla necessità di negoziare modifiche complementari del regolamento sanitario internazionale, così da colmare alcune lacune e gestire con maggior prontezza ed efficacia le criticità che sono emerse durante la pandemia da Covid-19.
Il Piano Pandemico, “legalmente vincolante” ai sensi del diritto internazionale, consentirebbe di garantire un impegno politico maggiore, duraturo e a lungo termine da parte dei leader mondiali e di promuovere l’integrazione delle questioni sanitarie in tutti i settori strategici pertinenti, dalla sorveglianza all’allerta sino alla risposta.
Il documento presenta però ancora diversi punti da definire; l’Organo negoziale intergovernativo, infatti, sostiene di basarsi sul principio che «niente è concordato finché tutto non sarà concordato». Eppure, i contenuti del trattato destano preoccupazione, sia per la mancata trasparenza, sia per il rafforzamento di poteri in capo all’OMS e le ricadute sulle politiche dei singoli Stati e, quindi, sulla vita concreta delle persone.
Il rischio è un’ulteriore deriva rispetto ai modelli autoritari di gestione della Covid-19, messi in atto dai governi di mezzo mondo dal 2020 in poi, con l’introduzione di politiche draconiane e l’adozione di misure liberticide basate sul biopotere e la biosicurezza.
Il rischio del bioterrorismo
Nemmeno con la fine della pandemia da Covid-19, Gates smorza i toni apocalittici e continua a terrorizzare l’opinione pubblica (oltreché a promuovere il suo libro), per riportare all’ovile coloro che pensavano di essersi lasciati alle spalle l’incubo del coronavirus, evocando il pericolo di nuove crisi sanitarie. Che periodicamente vengono “immaginate” e previste” all’interno di think tank.
Il filantrocapitalista punta il dito contro il rischio di azioni bioterroristiche e invoca una gestione globale per «combattere le epidemie proprio come facciamo con gli incendi».
«Se un rogo viene lasciato divampare senza controllo rappresenta una minaccia non solo per una casa, ma per un’intera comunità. Lo stesso vale per le malattie infettive, ma su scala molto più ampia. Come insegna il Covid, un’epidemia in una città può diffondersi rapidamente in un intero Paese e poi in tutto il mondo», spiega Gates, che parla di un “fallimento collettivo” riguardo alla gestione della Covid-19.
Il mondo necessita di un «sistema ben finanziato che sia pronto a scattare appena emerge il pericolo» e, secondo il filantrocapitalista, serve il coordinamento dei più alti livelli di governo. Ogni scenario «richiede una risposta diversa e solo i Corpi di Emergenza possono aiutare il mondo ad affrontarli tutti».
L’OMS, secondo Gates, rimane «lo strumento migliore di cui disponiamo» per fermare le epidemie, ma solo un Corpo di emergenza sanitaria globale può garantire un «futuro senza pandemie».
Esattamente la «soluzione» che il Piano Pandemico sembra «offrire».