Berlusconi sarebbe morto se virus fosse stato contratto a marzo

Altra dichiarazione choc del medico personale di Silvio Berlusconi: a Piazza Pulita (La7) il dottor Zangrillo ha dichiarato i reali rischi corsi dall’ex premier in questi giorni.

Berlusconi sarebbe morto se virus fosse stato contratto a marzo

Dichiarazione choc del medico personale di Silvio Berlusconi.

Durante la trasmissione Piazza Pulita de La7, condotta da Formigli, il Dottor Zangrillo, primario dell’Ospedale San Raffaele di Milano, ha dichiarato quanto segue:

“La carica virale è un concetto fondamentale.

Quando il 31 maggio dichiarai che il virus era clinicamente morto mi riferivo proprio a questo concetto.

Se lo stesso virus lo avesse colpito a marzo...Silvio Berlusconi sarebbe morto. E lui lo sa”

Decisiva per la guarigione di Silvio Berlusconi, così come per tutti i cittadini, è la tempestività di intervento e di reazione, soprattutto aver capito che doveva essere ricoverato in quella fase. Anche 10 ore dopo sarebbe stato straordinariamente più pericoloso.

Zangrillo è tornato più volte sulle sue dichiarazioni dello scorso 31 maggio, non rinnegandone il contenuto.

Secondo il medico personale di Silvio Berlusconi, infatti, la pericolosità del virus si è fortemente attenuata nel corso degli ultimi mesi; e ciò in quanto il Covid-19 si è via via ambientato al corpo degli esseri umani.

Tornando indietro, afferma sempre Zangrillo, cambierebbe il tono della sua dichiarazione, che avrebbe dovuto essere maggiormente cauta. Proprio su questo, durante la trasmissione de La7, il dottore ha avuto uno scontro polemico con Mario Calabresi, direttore de La Stampa, che lo ha accusato di essere involontariamente causa e giustificazione - attraverso le sue dichiarazioni di fine maggio - dei movimenti negazionisti.

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