Belgorod, il grande sottomarino russo entra in servizio: perché preoccupa

Giorgia Bonamoneta

8 Luglio 2022 - 23:08

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Pronto il più grande sottomarino nucleare russo. Si chiama Belgorod e spaventa l’Occidente. Cosa sappiamo?

Belgorod, il grande sottomarino russo entra in servizio: perché preoccupa

L’agenzia di stampa russa Tass ha annunciato la consegna del sottomarino Belgorod alla marina russa. Sono passati 135 giorni dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, eppure la Russia non ha ancora portato a termine il proprio obiettivo iniziale. Sarà per questo che continua il potenziamento delle forze armate forse, come scrive la Repubblica, andando oltre il conflitto con l’Ucraina per guardare al futuro possibile conflitto contro la Nato.

La notizia dell’entrata in servizio ufficiale del sottomarino nucleare più grande mai costruito, tale Belgorod, è una preoccupazione in più da tenere sotto osservazione rispetto alle mosse russe. Nel corso degli anni degli anni è stato difficile ricostruire le vere capacità belliche russe. Da una parte il paese si è ritrovato in molte occasioni a combattere con una crisi economica interna; in altre però si è dimostrato capace di concentrare denaro e investire grandi somme soprattutto nell’esercito. Dopotutto i grandi nomi russi degli oligarchi fanno riferimento a industrie belliche o vicine a queste.

La propaganda dei canali televisivi e della stampa russa è martellante e racconta una sola verità, ovvero quella della grande Russia senza limiti militari ed eroina del conflitto in corso. Belgorod, il sottomarino nucleare creato, secondo quanto affermato, per scopi di ricerca e salvataggio, è solo l’ennesimo tassello di questa immagine ambigua della Russia, tanto potente quanto in crisi.

Che cos’è il sottomarino Belgorod e a cosa serve?

Il Belgorod è un sottomarino nucleare lungo 184 metro, definito dalla Russia, e non solo, come “molto avanzato dal punto di vista tecnologico”. Secondo il comandante in capo della flotta, Nikolaj Evmenov, il sottomarino Belgorod è solo un sistema di ricerca per condurre vari studi e consentire di realizzare diverse spedizioni scientifiche nelle aree più remote dell’oceano. Inoltre, come si legge sul sito dell’agenzia di stampa russa Tass, compirà azioni di salvataggio in mare.

In passato il sottomarino era stato definito più un “Godzilla sovietico” o, peggio ancora, un “dinosauro della guerra fredda”. In pratica era un gigante troppo ingombrante e minaccioso per una stagione di pace. Ma la stagione di pace è ormai finita e l’idea di un conflitto sul larga scala non è poi più così estraneo nell’opinione pubblica.

Il Belgorod è un mezzo enorme con caratteristiche speciali, come la capacità di arrivare fino a 500 metri di profondità - il doppio rispetto ai simili per stazza e tecnologia prodotti dagli Stati Uniti - ed è capace di rimane in immersione per 120 giorni senza necessità di emergere.

Perché Belgorod preoccupa l’Occidente?

La Repubblica ricorda che nel 2015, in un normale servizio del tg russo, andarono in onda delle immagini che stranamente non vennero censurate. L’operatore con la propria videocamera inquadrò l’immagine del Belgorod con accanto altre due disegni: uno un siluro di 24 metri, quattro volte più di normale ordigno; l’altro un sottomarino spia.

Sembra quindi che Belgorod sia una nave madre molto potente, capace di trasportare e coordinare diversi altri mezzi militari quali, in particolare, il sottomarino spia. Il siluro di 24 metri, secondo alcuni esperti, potrebbe essere una sorta di missile intercontinentale sotto acqua. A spaventare l’Occidente però sono i mezzi più subdoli utilizzati dalla Russia, non tanto i missili. La Russia con Belgorod sarebbe in grado di manipolare la rottura di gasdotti, di oleodotti e delle reti Internet che passano sul fondo dell’oceano.

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